PITTELLA FUORI GIOCO, IL RISCHIO DI UNO CHE PAGA PER TUTTI

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La decisione del Riesame chiude il capitolo di questa Legislatura. Pittella presumibilmente dovrà rassegnare le dimissioni per andare al voto. Se la storia non è finita , significa che il Presidente della Regione potrà anche appellare le misure cautelari iniziali in ordine ad eventuali contestazioni aggiuntive portate dal PM in sede di Riesame , ma certamente non può fermare la sua personale via crucis giudiziaria. E con  il tempo che il Riesame si è preso per depositare la sua sentenza, praticamente siamo già off limits dal punto di vista elettorale. Quindi si andrà al voto e si andrà con la legge esistente perché il Consiglio si scioglie con le dimissioni del presidente e la sola strada obbligata è quella delle elezioni. Se il centrosinistra aveva ancora qualche speranza di farcela, adesso può confinarla nel libro dei sogni. Al di là delle argomentazioni suggestive del pm secondo il quale Pittella sarebbe il deus ex machina , il senso profondo di questa inchiesta, così come percepita dall’opinione pubblica, è che si è scoperchiato un sistema di discrezionalità assoluta nel quale ognuno pretendeva la propria parte. Un sistema di spadroneggiamento della politica in tutte le questioni nelle quali si poteva estendere il potere decisionale, dalle cose alle persone. Uno dei motivi di questo assordante silenzio che i partiti della maggioranza ed i loro leaders stanno manifestando è  la speranza che un agnello sacrificale serva a calmare la tempesta, ma questo se è un atto di difesa personale è anche la conferma che il sistema è arrivato al capolinea  e che la Magistratura , come fu per mani pulite, ha già emesso il verdetto di inagibilità per partiti e persone. Perchè tempi e modalità di quello che è successo stanno ad indicare che qui in basilicata si è dato vita ad una operazione mani pulite 2 , nella versione classica di un riposizionamento istituzionale  sull’onda dell’umore popolare che annuncia cambiamenti politici. Per un sistema che traballa basta una spallata data alla persona giusta nel momento giusto. E per me è quello che sta avvenendo, anche sulla base di anomalie che l’opinione pubblica ha potuto constatare circa evidenti conflitti di interesse.  Rimanendo nel perimetro politico e nel cerchio  del centrosinista, chiamato a rendere conto di come ha governato il sistema, quello che sgomenta , come diceva acutamente Ida Leone, è che il gioco di alternare volti e persone non può funzionare perché il sistema è visto nella sua complessità e dopo la rivoluzione abortita di Pittella non c’è nessuno dei leader esistenti che possa provarci con qualche ipotesi di successo. E non c’è il tempo neanche per preparare un percorso di rinnovamento che non sia solo quello della persone ( che pure è necessario) perché questo implica un profondo ripensamento di tutto quello che non ha funzionato, un’autocritica per tutto quello di sbagliato si è fatto e una capacità di riprogettazione di una presenza che oggi appare assolutamente in distonia con l’ansia di moralizzazione che è salita in questi anni dalla società e che il Palazzo non è riuscito a percepire. Mi auguro, sul piano personale , che Pittella ne esca in piedi e che  possa ricominciare dall’esame delle cose buone che ha fatto e dagli sbagli che pure ha commesso, primo tra tutti quello di soggiacere al ricatto dei numeri. Uno che fa la rivoluzione deve giocare tutto all’insegna del “vado avanti nonostante tutto e contro tutti”. Lui, ad un certo momento si è dovuto rendere conto che il gioco era meno facile di quello previsto e ha riportato in auge la nomenklatura, le mediazioni, le logiche di sistema. Quelle logiche, quei metodi, sono state e restano il vero problema che l’azzoppamento di una persona non risolve. Anzi rischia di riproporsi in altra versione, con altre persone, per poi presentare il conto dopo dieci , vent’anni.  Ecco perchè se da questo terremoto si vuole ricostruire qualcosa, bisogna pensare non alla casa che c’era nè ad una abitazione di fortuna ma a  una casa piccola dove ci sia pulizia, trasparenza e senso morale. E le elezioni regionali possono essere l’occasione per una risposta dignitosa e forte , con un programma che dia risposte a questo grande interrogativo di una regione che mira ad uscire dalla precarietà democratica per farsi modello di meritocrazia e di civismo. Per cambiare la politica bisogna ripartire da un partito che abbia idealità, progetti e regole. Se Pittella vuole un futuro politico, se vogliamo anche una rivincita personale,  non ha bisogno  di cariche istituzionali.  Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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