Se non è un colpo di mano, è un atto di forza, quello che Polese ha fatto ieri con una nomination a sorpresa di Marcello Pittella da parte della giuria dei sindaci. Settanta che , firme o non firme, comunque si sono espressi per una riconferma del presidente uscente, considerandolo in grado di giocare meglio di tutti il secondo tempo. E’ un atto di forza che però è giustificato dagli eventi, o meglio dal comportamento di chi ha esaurito tutti questi mesi, dopo il 4 marzo, a dire che per vincere bisognava cambiare Pittella. Una posizione che, quando viene dalla base, è legittima ( ecco perchè è inconcepibile che si siano rifiutate le primarie di coalizione) ma se viene dai vertici di un Centrosinistra che non si è risparmiato niente in questi decenni per dare il peggio di sé, diventa arbitraria e strumentale. In realtà Pittella, a mio parere, ha voluto sottrarsi alla trappola di chi, non decidendo e continuando a tenere in sospeso la figura del candidato Governatore, sperava di arrivare a tirare la corda fino all’ultimo momento, quando nelle concitazione della decisione , la prima soluzione alternativa che passava finiva con l’accontentare tutti. Con questo gesto, invece la prova di squadra è passata nelle mani di chi prendeva tempo: una proposta c’è, chi non vuole seguirla si assuma la responsabilità di far vincere i cinque stelle o la destra. Ora , conoscendo quello che è avvenuto anche nel pd, io non scommetterei che la gente si allinei, perché quando la lotta personale arriva ad un punto di non ritorno ( e qui ci siamo) si va avanti costi quel che costi. Il Il ragionamento che si impone è: quale politica Pittella offre come contributo alla rigenerazione della politica? Quale progetto, quale disegno di crescita, quali proposte innovative, quali impegni di cambiamento nei comportamenti e nelle prassi che possano far pensare che questa nuova legislatura non sia la riproposizione della vecchia.? Perché, parliamoci chiaro, se Pittella non dovesse operare una cesura da questi cinque anni, ammettendo apertamente dove ha sbagliato e come intende rimediare, la sensazione che nulla cambi è forte ed è tale da legittimare anche una sconfitta . Le analisi che più volte abbiamo fatto sul recente passato ci hanno portato ad enucleare le buone cose fatte da questo Governo ( un rapporto più fermo sulla questione petrolio, un impegno a rafforzare i controlli, il forte potenziamento dell’Arpa ed il ricorso all’Ispra, il potenziamento dell’ospedale della Valle dell’agri, e poi il parco del Vulture, la buona promozione del turismo) insieme alle cose che sono state negative, prima tra tutti il mantenersi la dirigenza nominata già da De Filippo e poi il rimettere a capo delle due grandi strutture sanitarie gente di potere, adusa a vezzeggiare i leader politici di turno e a martirizzare i dipendenti, persone che se li esponi alla legge del consenso elettorale non prendono manco i voti dei parenti più stretti. E ancora una gestione della sanità che ha penmsato alle grandi cose ed ha dimenticato di fare le piccole cose, una riorganizzazione interna, l’eliminazione delle liste d’attesa, il coinvoilgimento della sanità privata nelle prestazioni strumentali. Quindi più che le persone, a noi interessano le cose che queste persone vogliono fare, per far capire che un periodo è passato, sbagli e buone cose si compensano, ma che si è pronti a mettere in campo nuove energie, volti nuovi, nessuna rivoluzione , alla quale è impossibile crederci, ma una seria promessa di cambiamento. Più lavoro, lotta seria alla precarietà, una chiara programmazione dei territori per il prossimo decennio, una lotta agli imprenditori che vogliono far impresa solamente con i soldi pubblici ( la vera piaga di questa reigone), una politica industriale che parta da accordi con i grandi gruppi meccanici, alimentari, chimici, una università che faccia poche cose ma ad altissimo livello e possibilmente di concerto con le grandi università statali o private. Insomma il minimo indispensabile per far capire alla gente che in fondo gli si offre una scelta contro l’avventura. E da quello che succede a livello nazionale, non è poca cosa. Rocco Rosa
PITTELLA VUOLE GIOCARSI IL SECONDO TEMPO
0
Condividi