POLEMICHE E CONTRADDIZIONI SOTTO IL PONTE MORANDI

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Valerio Lottino

 

Immediatamente dopo la tragedia che ha colpito la città di Genova, con il crollo del purtroppo funesto ponte Morandi, le parti politiche non hanno perso tempo ad attaccarsi a vicenda sulle responsabilità dell’accaduto. E’ sembrato che nulla importasse delle vittime, dei dispersi, dell’estenuante lavoro degli eroici vigili del fuoco o del dolore straziante che lancinava non solo i familiari delle vittime, ma una città ed una nazione intera. Da subito si è giocato allo squallido gioco all’italiana del lancio della pietra da una parte politica all’altra, cercando di colpire in modo subdolo la parte opposta per immacolarsi davanti agli occhi del popolo con frasi del tipo “Ve l’avevamo detto”, “Ora basta”, “Da oggi cambieranno le cose”.

Di Maio e Salvini

Come se non ci fosse limite al peggio, l’ennesima passerella elettorale è andata di scena ai funerali di Stato: fischi, applausi, selfie, rivendicazioni e promesse gridate ai quattro venti. Quanta dignità ed orgoglio mostrato da chi ha rifiutato le esequie statali a favore di quelle in forma privata. In questo caso sì che il minimo comune multiplo è stato il dolore; in questo caso sì che i “protagonisti”sono stati i poveri sfortunati e non i politicanti acchiappa consensi.

Il Ministro dei Trasporti – Toninelli

Fatta questa dovuta premessa c’è poi da capire realmente perché in un Paese sviluppato (?) quale è l’Italia, nel 2018 ancora cadano ponti. Il Governo gialloverde dapprima con il Ministro dei Trasporti Toninelli e poi con i due vice premier Salvini e Di Maio, non ha avuto dubbi sul colpevole di tale disastro: Autostrade S.p.A e la famiglia Benetton, azionista di maggioranza dell’azienda. La colpa, a dir loro, è della mancata manutenzione del ponte e della gestione dell’azienda rivolta più alla logica del profitto che al reale controllo e gestione della rete autostradale.

Alessandro Di Battista

La soluzione, rivendicata anche dal premier Conte, sarebbe quella di revocare la concessione della gestione delle autostrade alla famiglia Benetton e di nazionalizzare la stessa in modo da geStirle pubblicamente. Nel mezzo vi sono attacchi diretti di alcuni esponenti del M5S come Di Battista, che accusa il Partito Democratico di essere contro la nazionalizzazione e che “tale atteggiamento non nuoce soltanto a te: nuoce al Paese intero. Un Paese che ha urgente bisogno di riprendersi fette di sovranità, ma a te questa parola non piace più”; attacchi da parte di esponenti della Lega e M5S contro le gestioni concesse in modo pedestre e corrotto, in seguito a finanziamenti da parte dei Benetton ai partiti nelle scorse campagne elettorali.

Le domande, per chi vive la propria vita non basandosi sugli slogan e sulle informazioni cadute dal cielo ma informandosi prima di esprimere giudizi, sono diverse e sarebbe bene analizzarle punto per punto. Partiamo dal discorso finanziamenti ai partiti: il M5S, che in questa partita è davvero l’unica estranea tra gli attuali partiti, perché non guarda dapprima al proprio alleato di governo che nelle scorse campagne elettorali ha ricevuto fior fiori di quattrini dalla famiglia Benetton? Per ciò che riguarda le concessioni, perché Salvini & Co. non ammettono palesemente che anche loro sono complici, insieme a Forza Italia di Berlusconi, di questa gestione scellerata delle concessioni autostradali? Nel 2008 è stato il Governo Forza Italia – Lega Nord ad approvare il cosiddetto “Salva Benetton” e fu proprio il Partito Democratico a votare contro questa iniziativa. Non basta una scarna dichiarazione di Salvini, dopo aver alzato polveroni e polveroni, dove ammette di aver votato il suddetto emendamento però poi “toccava agli altri vigilare”: semplice, troppo semplice così. Perchè Salvini continua a buttare fumo negli occhi degli italiani prendendosi meriti non suoi, come il caso dei primi alloggi consegnati dal Comune di Genova (e non da altri) alle famiglie sfollate?

Famiglia Benetton

Capitolo nazionalizzazione autostrade, prima c’è da correggere un errore di fondo: le autostrade italiane sono già di proprietà dello Stato, per buona pace del buon Di Battista, è la gestione delle stesse che viene concessa ad un privato. Lo stesso Di Battista continua ad attaccare il PD perché contro la nazionalizzazione: i numeri in Parlamento sono chiari, la maggioranza è netta così come la minoranza è chiarissima. Perchè non viene proposta questa benedetta nazionalizzazione? Detto ciò, idealmente il concetto non sarebbe sbagliato: la gestione di beni di interesse pubblico, se fatta bene, sarebbe più consono affidarla ad uno Stato che interessi di profitto e di utili non dovrebbe averne (sempre idealmente). Ma è davvero così? La situazione davvero migliorerebbe? Di esempi ne abbiamo tanti e sono sotto gli occhi di tutti: le strade provinciali, le strade comunali o le strade statali versano davvero in condizioni eccellenti? Non sembra, eppure i cittadini pagano le tasse anche per questo. Trenitalia, che da sempre gestisce il trasporto su rotaie in Italia, garantisce lo stesso servizio dappertutto e in tutte le tratte? Non sembra e basta guardare alla qualità dei trasporti ferroviari regionali. E’ inutile anche nominare il caso Alitalia, le cui ingenti perdite sono state per decenni ricoperte dai soldi dei contribuenti. At last but not at least, immaginiamo tutti i costi che comporterebbe avere la gestione autostradale statale: costi del personale, costi della manutenzione, manager politici e costi delle strutture.

Il premier Giuseppe Conte

Sarebbe bene, per un paese civile, dapprima avere rispetto per le vittime di questa immane tragedia, poi verificare quali siano realmente i colpevoli e poi punirli in maniera esemplare. Perché sia per colpa del PD, della Lega o di Forza Italia, la nostra nazione si è ritrovata a piangere per l’ennesima volta la morte di persone innocenti.

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Sull' Autore

Valerio Lottino

Nato a Potenza il 23 Agosto del 1988, vivo ormai lontano dalla mia città natia da diversi anni. Nel 2011, dopo aver conseguito la laurea triennale in Economia Aziendale, mi trasferisco a Milano per completare gli studi presso l'università di Milano – Bicocca. Qui conseguo la laurea magistrale in Scienze dell'Economia con una tesi sull'analisi del PIL come indicatore quantitativo (e non qualitativo) dell'economia di una nazione. Bancario dal 2014 prima a Milano, poi a Padova e Bologna, città in cui attualmente vivo. Da sempre appassionato di calcio, nella tarda estate del 2006 corono il sogno di esordire con la maglia rossoblu in un Potenza – Nocerina: da lì seguiranno diverse esperienze calcistiche nei campionati di serie D ed Eccellenza. Seguo con interesse le vicende di politica nazionale e locale e amo profondamente la mia terra.

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