POLESE ALLA GIUNTA REGIONALE: APPLICATE LA LEGGE CONTRO IL CYBERBULLISMO

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

DI LEONARDO PISANI

Si tratta di un fenomeno in crescita, sempre più pericoloso perchè viaggia anche su autostrade digitali, Paliamo del bullismo e del cyberbullismo, che ormai sono  una minaccia pervasiva per gli studenti delle scuole primarie e secondarie. Un fenomeno contrastato da leggi, direttive, dall’intervento anche divulgativo di insegnanti, educatori, forze dell’ordine ma che,per la complessità della società contemporanea e per la pervasività dell’information technology  e dei mezzi dei comunicazione, diventa sempre più difficile da controllare. Spesso sottovalutato dall’opinione pubblica, mentre il mondo scolastico e del volontariato e delle istituzioni lancia l’allarme: questo comportamento aggressivo, che comporta uno squilibrio di potere tra il bullo e la vittima, può causare anche  conseguenze terribili per la salute mentale, sociale e fisica. “ Infatti, secondo uno studio – riportato dalla rivista specializzata Orizzontescuola.it -gli studenti che sono stati vittime di cyberbullismo hanno il doppio delle probabilità di impegnarsi in comportamenti autolesionistici e di avere pensieri suicidi rispetto a quelli che non l’hanno fatto”. In Basilicata, nel 2018 fu approvata una apposita legge regionale per il contrasto del fenomeno, proposta da Mario Polese e Achille Spada ma rimasta inapplicata. Ne parliamo con il consigliere regionale Mario Polese (Italia Viva) , vicepresidente del Consiglio regionale .

Mario Polese

Lei ha lanciato un appello alla Giunta Regionale ed al Consiglio regionale della Basilicata ad attuare la legge per la prevenzione e il contrasto al bullismo e cyberbullismo la 43/2018 pubblicata sul Bur di quell’anno. Come mai questo ritardo nell’attuazione e come mai solo ora se ne parla?.

“Francamente questa maggioranza regionale ha accumulato una serie di ritardi su una miriade di questioni importanti che è oggettivamente complicato avere il quadro di tutto in tempo reale. Le emergenze poi che si accumulano fanno il resto. Basti pensare che da inizio anno praticamente il Consiglio regionale si è riunito solo un paio di volte come le Commissioni consiliari permanente. C’è un generale immobilismo dovuto alle infinite fibrillazioni interne ai partiti della maggioranza che ha di fatto paralizzato l’attività della Regione Basilicata. Ho lanciato l’appello nella giornata contro il bullismo perché credo che alla retorica delle parole vada risposto con i fatti”.

La legge fu proposta da lei e dall’allora consigliere Achille Spada e tutto sommato non ha necessità

Achille Spada

neanche di una enorme dote finanziaria, ma diciamo una sinergia tra attori istituzionali quali il Garante per l’Infanzia e dell’Adolescenza, dell’Osservatorio regionale per la sicurezza e la legalità e dell’Ufficio scolastico regionale.  

“Si e continuo a ritenere che fu un’ottima legge che andava a riempire un vuoto normativo che esisteva in Basilicata. Una iniziativa che mirava a promuovere senza grandi investimenti  azioni concrete a favore dell’individuazione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, per contrastarli con interventi mirati. Purtroppo non solo è una legge che non è stata messa in pratica e che non è stata finanziata ma addirittura rischia di essere depotenziata nei suoi potenziali effetti. Perché nel frattempo è stata soppressa la figura del Garante dell’Infanzia e dell’Adoloscenza con uno sciagurato voto a maggioranza nel Consiglio regionale dello scorso 15 gennaio. Come Italia Viva abbiamo già presentato una pdl per il ripristino della Figura unica del Garante dell’infanzia che come previsto dalla legge del 2018 contro il bullismo è presidio fondamentale anche per la lotta a tali fenomeni. Insomma in Regione purtroppo questa maggioranza fa prima a disfare che a costruire”.

 

La normativa nazionale, la 71/2017 “e le Linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo” indicano al mondo scolastico ruoli, responsabilità e azioni utili a prevenire e gestire i casi di cyber bullismo, la legge da lei proposta prevede anche una Consulta regionale sul bullismo. Come dovrebbe funzionare.?

“Sì, era prevista l’istituzione,presso la presidenza della Giunta regionale, della Consulta regionale sul bullismo che si sarebbe dovuta avvalere del supporto del Garante per l’Infanzia e dell’Adolescenza; dell’Osservatorio regionale per la sicurezza e la legalità; dell’Ufficio scolastico regionale e anche dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere e sui minori, del Corecom. Un nuovo organismo che, tra le altre cose, non costerebbe nulla in termini di compenso gettoni di presenzaai componenti. La Consulta avrebbe operato nel favorire campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte agli studenti e alle loro famiglie e nell’organizzazione di corsi di formazione del personale scolastico ed educativo con il coinvolgimento di associazioni attive sul territorio. Tutto rimasto sulla carta purtroppo ma non ho intenzione di arrendermi.”.

Purtroppo il fenomeno è in crescita e anche lo stesso utilizzo dei social ha raggiunto livelli anche tragici, come nel caso della tragedia di Palermo. Il contrasto non può solo essere con il mezzo legislativo nazionale e regionale, ma anche con azioni preventive, educative e con il coinvolgimento anche di ex studenti, di pedagoghi, esperti, famiglie. E vi sono sacche di disagio spesso all’origine questi fenomeni. E le risorse spesso mancano. Che fare? Cosa proporrà il consigliere Mario Polese?

“Il tema è troppo importante e farò di tutto per fare in modo che la Basilicata non perda anche questo treno a favore dei più deboli. Mi farò portatore di queste istanze già dai prossimi giorni con se necessario interrogazioni e campagne di sensibilizzazione che non siano ridotte temporalmente solo un giorno all’anno. Anche perché i fatti di cronaca nelle ultime settimane ci hanno consegnato casi drammatici. Non sfugge a nessuno che a causa della pandemia da Covid 19 il tempo trascorso online da noi tutti, ma soprattutto dai più giovanissimi, è molto aumentato con una escalation anche di tragedie legate al bullismo. Sarebbe grave che di fronte a questo si facesse ancora spallucce. La Regione Basilicata ha il dovere di intervenire e mettere in sicurezza i ‘nostri’ bambini”.

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