Chi pensava che ,dopo la rissa dei giorni scorsi, il livello dello scontro tra maggioranza e opposizione calasse, deve prendere atto che così non è, e che probabilmente nessuno ha intenzione di mettere da parte l’accetta, strumento di lotta politica che era finora in uso nei piccoli comuni ma che si è guadagnato l’accesso anche in Consiglio regionale. Mario Polese, suggestionato probabilmente dal racconto di Report sulla storia della sospetta tangente alla Lega ha aggiunto un capitolo personale alla narrazione della trasmissione Rai, chiedendo al Governatore Bardi di eslcudere dalla trattativa con l’Eni i rappresentanti lucani della Lega, come misura precauzionale rispetto alle possibili commistioni in ordine al petrolio. Se Polese voleva trovare un modo per presentare con vivacità la nuova formazione Renziana, di cui è portabandiera in Basilicata, più rumore di quanto ha fatto non poteva fare. Chiamare in prima persona il senatore Pepe, sulla semplice annotazione che più volte il parlamentare si è espresso a favore delle estrazioni , è una mossa ardita, per il semplice fatto che sulla questione si sono espressi, allo stesso modo, quasi tutti i vertici dell’attuale maggioranza, Bardi in testa. Per uno che dice di non voler entrare nel merito delle vicende giudiziarie in corso, ipotizzare una appendice lucana come finale del racconto moscovita, è tutt’altro che rimanere fuori dalla vicenda: è una incursione a piedi uniti e una indicazione di lavoro per gli stessi magistrati, rispetto ai quali l’Eni, per la verità, ha già chiarito che con la vicenda non c’entra nulla . Ora, che Salvini abbia destato impressione con quel caschetto giallo in testa, può essere una suggestione per certe ipotesi, ma se pure a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, c’è da chiedersi che ci azzeccano i rappresentanti locali di Salvini, se non facendo passare l’idea che c’è una catena di comando di tipo malavitoso e un disegno che coinvolge anche le rappresentanze locali. Un pò troppo per una polemica politica , basata su suggestioni ed illazioni. Di questo passo potremmo pensare tutto di tutti. E’ certo comunque che ove si trovasse riscontro al racconto di Report, agli intrighi internazionali e alla volontà di coartare la libera espressione democratica dell’Europa, indebolendo governi e sistemi democratici, allora il problema di Salvini sarebbe presto risolto, nel senso che difficilmente lo rivedremmo agitarsi nelle piazze. Stiamo ai fatti , caro Polese, e non abbassiamo il confronto a livello di chi nella scorsa legislatura ha usato argomentazioni dello stesso tenore per fare illazioni sul comportamento delle persone. I risultati politici sono arrivati da questi metodi, ma replicarli è indegno di un democratico vero. Io avrei chiesto semplicemente un confronto con il senatore Pepe sui fatti del petrolio, e sono sicuro che l’interlocutore non avrebbe trovato occasione migliore per dire come la pensa. Rocco Rosa
POLESE PRENDE L’ACCETTA
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