Possidente e la sua Chiesa del Sacro Cuore di Gesù.

0

Possidente e la sua Chiesa del Sacro Cuore di Gesù.

di Vittorio Basentini

Possidente (“Pesserénde” o “Pesserénte” in aviglianese) è una delle frazioni di Avigliano, in provincia di Potenza, che conta 691 abitanti.

Possidente sorge lungo la SS 93 e dista da Potenza circa 16 km (nord) e circa 26 km da Melfi (sud).

Da Filiano dista 6 km e da Avigliano 7 km in linea d’aria.

Nei pressi della frazione nasce il fiume Bradano.

La frazione o località di Possidente sorge a 791 metri sul livello del mare.

Di particolare rilevanza in Possidente è la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, facente parte della Diocesi di Potenza,Muro Lucano e Marsico nuovo, Chiesetta di semplice bellezza che pochi conoscono.

 La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, ubicata sulla statale n. 93 appulo-lucana, in direzione di Rionero in Vulture, nella frazione Possidente della Giurisdizione del Comune di Avigliano, risale all’inizio del XX secolo.

Gli abitanti di questa frazione, molto attaccati ai sacri riti della loro santa religione, stanchi di doversi recare a piedi ad Avigliano o a Lagopesole che dista quasi cinque chilometri, per assistere alle sacre funzioni, specie nei giorni “ricordati”, decisero, perdurante il primo conflitto mondiale, di costruirsi una loro chiesetta.

Dovettero affrontare non pochi sacrifici economici ed anche il dileggio di alcune borgate viciniori, prima di arrivare alla costruzione definitiva della Cappella, opera dei Maestri Samela di Avigliano.

Poichè il suolo dove venne ubicata la chiesetta era costituito da terreno di riporto e non ritenendo, d’altra parte, anche perché sarebbe risultato troppo costoso,  dover andare con le fondazioni molto in profondità, se non a livello di strada, la cappella ben presto mostrò segni di instabilità e si temette il crollo della struttura.

Si resero, pertanto, necessarie delle opere strutturali di adeguamento e di sostegno, effettuate dopo il 1916, che consistettero principalmente nella realizzazione di due rampe di scala, messe a puntello della facciata oltre che della costruzione del campanile, unitamente alla realizzazione di sei contrafforti alle pareti laterali con sottomurazione alle fondamenta, portate fino a livello di strada.

Al sagrato antistante l’ingresso, pavimentato in pietra locale del tipo arenaria, in bugnato, annerita per le reazioni atmosferiche, si accede mediante un’ampia scalinata, a due rampe speculari e simmetriche, che parte dal piano stradale sottostante.

Esternamente sul lato ovest trova collocazione il campanile con un livello di finestre monofore su quattro lati.

La chiesa si presenta all’esterno con una facciata sobria, caratterizzata dalla presenza di un portale in pietra e nella parte superiore una finestra circolare.

Al suo interno un’unica navata divisa in tre campate da tre contrafforti su entrambi le pareti laterali.

Le tre campate sono delimitate da archi a tutto sesto, poggianti sugli stessi contrafforti, che sostengono la copertura.

Nel presbiterio, delimitato anch’esso dal resto dell’aula da un arco a tutto sesto e leggermente rialzato rispetto al piano di calpestio, è collocata la mensa d’altare.

Sulla parete di fondo sono presenti tre nicchie, una centrale più grande e due laterali più piccole, che ospitano delle statue in legno.

La chiesa e` illuminata da tre ampie finestre per lato.

Sull’ingresso è presente una cantoria in struttura muraria.

La Chiesa, ad un’unica navata, non aveva alcuna pretesa artistica.

Dei cinque altari in muratura esistenti, quello centrale, era dedicato al Sacro Cuore di Gesù; gli altri quattro, sistemati a due a due lungo le pareti laterali, divise in due dai contrafforti esterni, che apparivano anche all’interno, erano rispettivamente dedicati, incominciando da destra, entrando, a San Pietro e a San Vito; a San Donato e alla Madonna del Carmine.

Una inferriata in ferro battuto, divideva la unica navata dal piccolo presbiterio.

La facciata era molto tozza e il campanile alquanto basso, anche se in proporzione ad essa.

Onde evitare conflitti di competenza con l’Arcivescovo di Acerenza che pretendeva il diritto di giurisdizione sulla Vicaria di Sant’Angelo, portata come sede alla Cappelluccia, si pensò bene di trasferirne la sede a Possidente, nella cappella appena costruita, in zona fuori contesa.

Come Vicario, nel 1916, troviamo don Pietro Rosa, uscito dal Capitolo recettizio di Avigliano per contrasti con il Parroco e che si stabilisce in campagna, come già aveva fatto don Donato Santarsiero, portandosi a Lagopesole, cosa nuova, questa, nelle abitudini del clero di Avigliano, il quale – pur servendo tutte le sue campagne nei giorni festivi – rimaneva però sempre legato giuridicamente al Capitolo e risiedeva nel centro parrocchiale.

Nel 1956, con bolla del 1° gennaio, l’antica Vicaria Perpetua, eretta da Mons. Ignazio Monterisi nel 1905, dietro le insistenze degli abitanti della zona rurale della parrocchia di Avigliano, residenti nelle borgate di Possidente, Frusci e Sant’Angelo, fu elevata da Mons. Augusto Bertazzoni a parrocchia con sede nella Chiesa di Possidente, avendo come titolare il Sacro Cuore di Gesù, con giurisdizione sulle seguenti frazioni: Possidente – Bufalaria Sarnelli Casello -Torretta – Canarra – Canestrelle – Marciello – Masciangelo – Paoladoce Tuoppo – Sant’Angelo – Badia Sant’Angelo Giardiniera Superiore ed Inferiore – Lazzi e Spilli – Limitone – Mezzo Miero – Nardella Patacca – Pilonzo, con una popolazione pari a 2.437 abitanti.

Furono addotte le seguenti motivazioni:
1) la troppa distanza dalla chiesa parrocchiale, le difficoltà e le asprezze delle vie d’accesso, impedivano ai fedeli la recezione della grazia dei sacramenti, privandoli quasi del tutto, in fin di vita, dell’assistenza spirituale;

2) l’incremento registrato nei fedeli di detta Vicaria, non soltanto per naturale processo, quanto in forza dei lavori portati avanti nella zona dell’Ente di Sviluppo per la Riforma fondiaria in Puglia e Lucania.
Primo parroco fu il sac. Antonio Verrastro, che già dal 1954 lavorava come cappellano, pur essendo incardinato al capitolo recettizio della Chiesa di Avigliano.

Fu lo stesso Ente a costituirne la dote, consistente in lire 420.000 con cartelle del Prestito Ricostruzione al 15% .

Nel 1958 la Chiesa fu ampliata ed allungata: nella parte superiore furono ricavati un presbiterio più ampio con altare in marmo e due vani adibiti rispettivamente a sacrestia e ad Ufficio parrocchiale con servizi annessi, con entrata all’esterno della Chiesa.

Furono pure demoliti gli altari laterali allo scopo di creare più spazio nella navata sistemando le relative Statue, due: San Vito e la Madonna del Carmine, a destra e a sinistra dell’altare maggiore, in nicchie singole e due: San Pietro e San Donato, su piedistalli ricavati negli angoli dei primi pilastri laterali.

Nello stesso anno furono anche costruiti, attigui alla Chiesa, altri locali per l’alloggio del parroco e per le opere di ministero pastorale, con il contributo dello Stato.

Nel 1959 – con una grande Missione che durò quindici giorni – tre Padri della POA si incaricarono, di concerto con il parroco, di avvicinare i fedeli della nuova parrocchia sparsi nel raggio di una diecina di chilometri in ventidue frazioni, nel tentativo di incominciare un discorso sull’unità parrocchiale, portato avanti per un certo tempo.

La festa liturgica che cade il venerdì dopo la seconda settimana di Pentecoste, viene generalmente celebrata, anche con manifestazioni esterne, la domenica successiva con grande concorso di popolo, a riprova della religiosità di questa magnifica gente, che – non ostante tutto – rimane ancora tutt’ora particolarmente legata ai principi e alla pratica della fede.

Con la costituzione della parrocchia, anche civilmente, la zona ha fatto registrare un notevole progresso.

La frazione di Possidente, infatti, è stata dotata di un Ufficio postale; sono stati installati i telefoni pubblici e privati; è stata istituita la stazione ferroviaria; sono sorti diversi negozi, case e botteghe artigianali; é stata istituita una Direzione Didattica – la terza nell’ambito del Comune – per la scuola dell’infanzia e si avvia ad un ulteriore sviluppo, anche perché molto vicino passa l’arteria a scorrimento veloce che collega l’autostrada Bari-Napoli all’autosole, tramite la Basentana.

La costituzione della parrocchia, pertanto, ha contribuito allo sviluppo civile ed economico, oltre che  morale e religioso di una intera comunità come quella di Possidente  e delle borgate e frazioni limitrofe.

Bibliografia: Archivio Diocesi di Potenza, Marsico e Muro Lucano

Avigliano città di Maria” di Don A. Verrastro, 1983 

 

Foto del 02.04.2019 di  Vittorio Basentini

 

 

 

 

 

 

 

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Lascia un Commento