by ANTONIO NICASTRO
Nella città di Potenza, il sistema di trasporto pubblico e della mobilità in generale ha subito, negli anni, profonde trasformazioni, in linea con la metamorfosi del tessuto urbano della città.
E’ il terremoto del 1980 lo spartiacque che ha determinato uno sconvolgimento urbanistico della città. dopo il sisma c’è stato un disordinato incremento di abitazioni sorte nell’hinterland cittadino, c’è stato molto abus
ivismo poi sanato con le varie leggi di condono, è nato il quartiere di Bucaletto e sono sorti i quartieri-dormitorio, con la conseguente la necessità di collegare tutte le nuove realtà abitative attraverso l’estensione del servizio di trasporto pubblico urbano.
Parallelamente si pensò di collegare il centro storico con un sistema di collegamenti meccanizzati, si costruì la prima scala mobile, quella che da viale Marconi raggiunge piazza 18 agosto. Si ipotizzò di realizzare un sistema di ascensori per evitare di utilizzare le gradinate, si cominciò con i 4 ascensori costruiti nell’edificio che ospita la scuola elementare fra piazza 18 agosto e via del Popolo, altri ne erano previsti a via Mazzini e Corso Garibaldi ma di questi progetti si sono perse le tracce nei cassetti del Municipio.
Nel mentre ci si preocc
upava di potenziare il sistema di trasporti meccanizzati, si è provveduto a collegare via Mazzini con via Due Torri, il quartiere di Poggio Tre Galli con Portasalza, la Stazione Centrale con via Nazario Sauro, il Centro Storico nel frattempo si svuotava, sono stati delocalizzati quasi tutte le sedi di Enti pubblici, si sono trasferiti moltissimi negozi e uffici privati con il risultato di rendere poco “attraente” il Centro Storico di Potenza.
Si sono impiegati un sacco di soldi per portare verso via Pretoria e di
ntorni le persone, ma da quando si è pianificato a quando poi le strutture sono state realizzate lo scenario è completamente cambiato.
Anche il trasporto pubblico sia su ruota che su rotaia, se tale vogliamo considerare il tratto cittadino della rete a scartamento ridotto delle FAL, non soddisfa le esigenze dell’utenza ma qui bisogna fare una parentesi in quanto il potentino, per natura, non ama servirsi dei mezzi pubblici ma per gli spostamenti privilegia il mezzo privato se è vero, come è vero che Potenza è una delle città italiane con il più alto rapporto
auto/abitanti.
Fino ad un paio d’anni fa il costo del servizio era esagerato rispetto al servizio reso, oltre 15 milioni di euro che nell’ultimo anno erano arrivati a superare i 16 milioni, a cui va aggiunto il contributo dato a FAL per la cosiddetta metropolitana leggera. La nuova amministrazione ha messo a gara l’espletamento del servizio ed oggi il costo è più che dimezzato, restano però le stesse le criticità che generano numerose proteste da parte dei pochi utilizzatori del se
rvizio. I bus viaggiano semivuoti, ad eccezione delle corse scolastiche, ancora peggio le littorine delle FAL, quasi nessuno utilizza il servizio metropolitano forse perché il percorso della linea ferrata non soddisfa le esigenze di spostamento dei potentini perché dalla stazione inferiore fino alla stazione superiore le fermate previste non intercettano i rioni più popolati.
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