Chiudiamo le finestre per non far entrare il frastuono di una campagna elettorale che è movimentata da quasi cinquecento candidati , di diverso orientamento, ma anche di diverso comportamento . C’è chi si fa le sue brave telefonate in punta di piedi, spiegando le ragioni del suo protagonismo , c’è chi spende denari per manifesti che nessuno vede, tanto è la corsa a sovrapporre l’una immagine sull’altra, c’è chi abusa dei social facendoti trovare un santino sotto ogni commento , c’è chi polemizza su cose stupide, come c’è anche chi , riunione dopo riunione, nelle case o nei quartieri, porta avanti un programma per la città costruito per tempo prima delle elezioni. Il senso politico di questa competizione, se un senso c’è, può sintetizzarsi in questo modo: A) il centrodestra non parla della città , si muove nella città da padrone che non intende rispondere di quello che è stato fatto, ma che è arciconvinto di dover ereditare la guida in funzione della forza penetrativa delle sue truppe, già strutturate di per sé e adesso ingrossate da nuovi innesti, fisiologicamente riadattatisi in fretta al tronco principale dei vincenti; B) il centrosinistra , vestito da un civismo per niente terzo rispetto ai partiti che tradizionalmente lo compongono, sbandiera al vento le contraddizioni di una destra che ha portato la città ai minimi termini, abbassando la qualità della vita, riducendo i servizi, elevando le tasse, e rastrellando soldi con uno stratagemma costruito con le caratteristiche di una vera e propria imboscata agli automobilisti. Aggiunge a questi argomenti, la considerazione che il candidato sindaco prescelto non è oggettivamente migliore di quello che si è fatto da parte, perché anche alla Regione i segni di una incompetenza gestionale ci sono e sono evidenti: Per di più, il passaggio dell’ex assessore alla sanità a candidato Sindaco sembra a tutti gli effetti una sorta di ricompensa per i suoi 4000 voti conquistati alla regione e , perAltro, risultati insufficienti ad occupare uno scranno di viale Verrastro. Dall’altro lato, oltre alle cinque liste che sostengono il consigliere uscente, Vincenzo Telesca, ce ne sono tre che convergono su un candidato, Pierluigi Smaldone, che legittimamente si fa portatore di un movimento civico creato in una città che, in questi tempi, non si sente rappresentata dai partiti tradizionali, di qualsiasi colore essi siano, e che si aspetta il ritorno di un governo comunale responsabile e di alto profilo. Delle altre due liste, una ( candidata Sindaco Maria Grazia Marino) nasce dal tentativo di portare a livelli di politica attiva un desiderio di legalità che deriva dal deterioramento della convivenza civile e democratica erosa dal non rispetto dei diritti dei cittadini, dallo scavalcamento di regole, dalla prepotenza e dall’abuso esercitati anche servendosi delle istituzioni. L’altra ( candidato sindaco Francesco Giuzio) è una lista di sinistra, in parte erede di quell’avventura di cinque anni fa che portò il candidato sindaco Tramutoli a sfiorare il successo nel ballottaggio con Guarente. Quindi da una parte una compagine di sette liste ,con Fanelli candidato, dall’altra un fronte più frastagliate fatto da cinque liste su un candidato sindaco ( Telesca), tre liste sul candidato civico Smaldone, più due liste con candidati a Sindaco rispettivamente Marino e Giuzio. Ad un esame obiettivo , la destra , con sette liste forti, potrebbe non raggiungere il 50 + 1 per cento per promuovere il proprio candidato sindaco al primo turno, ma potrebbe essere in grado di conquistare la maggioranza in consiglio comunale. Nel qual caso, il secondo turno potrebbe portare a ripetere l’esperienza detta dell’anatra zoppa avutasi con De Luca . Il centrosinistra conta invece sulla capacità di tutte le liste alternative alla destra di contenerne l’assalto e di arrivare al secondo turno senza che ci sia una maggioranza già precostituita in consiglio comunale , con la conseguente possibilità di guadagnare il premio di maggioranza, il che segnerebbe una netta inversione di rotta rispetto al quadro che è uscito dalle regionali. Il senso dello sforzo di quest’ultima settimana è nel chiudere la partita al primo turno ovvero nel tenerla aperta per una sfida a due dalle caratteristiche più legate all’appeal dei rispettivi duellanti. Rocco Rosa
POTENZA SI APPRESTA A VIVERE LA BARAONDA DELL’ULTIMA SETTIMANA ELETTORALE
0
Condividi