PRIMARIE PD, IL DITO E LA LUNA

0

Il mio vizio è di guardare ai processi più che ai numeri o  alle persone. La passione per la politica e quella per il giornalismo si sono fuse da tempo per offrirmi uno sguardo di sintesi sulle cose, sugli accadimenti e sulle dinamiche, per cui la visione d’insieme prevale sui dettagli. Eppure qualcuno mi induce a guardare i dettagli del voto alle primarie per dirmi che i 39 o quaranta consiglieri delle tre liste che hanno sorretto il candidato Polese non sono tutti ascrivibili alla maggioranza Pittelliana, nel senso che ce ne sono 9 del senatore Margiotta  e qualcuno di Futurdem, che non sono proprio etichettabili. E poi c’è Robortella che, fino a prova contraria… Tutto giusto, se si si guarda ai numeri. Se si guarda alle dinamiche politiche però si scopre che l’analisi da me fatta non viene scalfita di un graffio, perché quelle tre liste non nascono per caso, ma nascono per un progetto. Al quale il senatore Margiotta ha dato il proprio assenso, anche in maniera clamorosa, troncando di peso il flirt che sembrava legarlo a Santarsiero e pronunciando a voce alta un indiscutibile “ io sto con Pittella”. Chi conosce l’abilità del senatore , vero ex democristiano, sa che quando fa un comunicato di tre righe lancia un messaggio inequivocabile e si schiera senza se e senza ma. Non poteva essere diversamente, lui che a Roma è vicino a Renzi e che dell’entourage del segretario è  parte integrante. Il senatore Margiotta sa che deve fare il gioco di squadra e che , rispetto al progetto renziano di portare a casa il più possibile, i distinguo servono a poco, o meglio fanno male. E come è entrato nella competizione in silenzio, se ne esce prendendosi il suo a testa alta e facendo capire a Renzi che su di lui può contare. Poco sforzo e bella figura!.Fa parte dello stesso progetto, ma di un livello istituzionale più territoriale, Robortella, il quale insieme a Polese , Giuzio, Braia, Cifarelli, ha un orizzonte più ravvicinato, che riguarda soprattutto il prossimo rinnovo alla Regione. Quelle liste, fatte di sindaci mischiati per non farsi male tra di loro, fatto di nuove professionalità emergenti, di imprenditori giovani, sono a mio parere il nucleo sul quale si sta organizzando la precompetizione regionale, con persone che si sono già distinte per appeal elettorale e con l’idea di una coalizione che segni anche un salto generazionale, completando quel processo di cambiamento cui il Governatore Pittella ha dato inizio quattro anni fa. Se a questo si aggiunge un discorso di coalizione che va prendendo piede, con consiglieri giovani di altre forze che guardano comunque positivamente alla svolta data da Pittella e Polese, ( da Pace, a Mollica) si capisce che l’insieme è indicativo di un processo organigrammatico che in sé porta una idea di ricambio e di rigenerazione di un partito e anche di una possibile coalizione. Se non contano per me i numeri, debbono però contare per il segretario regionale, il quale ha un obbligo in più che deriva dalla situazione nazionale: tenere unito il partito e inaugurare una nuova stagione nella quale tutti contano in base alla loro rappresentanza, che la pensino come lui o no. E siccome l’unità del partito è solo il punto di partenza di una politica che, in Basilicata, voglia riaffermare  il ruolo centrale del pd, il  tema da svolgere sarà di come e in che direzione impostare le necessarie alleanze. Il vero problema è che la sinistra con le sue decisioni di rottura ha spaccato il quadro in due ; ma se alle politiche possono pensare di farsi ancora la guerra, non potranno farlo alle regionali , a meno che non si voglia arrivare a rifare la storia di Matera o di Potenza , portando a casa un risultato che  delegittima entrambi gli schieramenti togliendoli dalla cabina di comando. Ecco perché, chi vede il quadro nel suo divenire, non può che auspicare l’avvio di un processo di disgelo e di ricomposizione, su base territoriale, con un avversario che abbia il coraggio di infilarsi anch’esso ( parlo di movimento e non di persone) nello stesso tunnel del ricambio generazionale e del rinnovamento delle politiche. Perché un fatto è certo: se uno come me, per non parlare di altri, che ha chiesto i voti da decenni ad amici e conoscenti, oggi si presenta a chiedere la stessa cosa ai figli degli stessi amici e conoscenti, non può aspettarsi che lo accolgano a braccia aperta. Il mondo cambia e certi meccanismi non li si può ignorare. E concludo dicendo che sarebbe poca cosa se un giovane parla ad altri giovani senza essere giovane dentro. Certe cose si avvertono subito, a pelle. Per cui l’analisi che traggo dal voto è che la società è cambiata, l’elettorato sta mutando e i giovani vogliono la politica dei fatti, non delle appartenenze, Ne consegue che è la politica che deve cambiare. E di molto. Rocco Rosa

Share.

Sull'Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


Lascia un Commento