Il prof. Franco Ortolani ritiene giustamente che questa fase così delicata di valutazione del danno e di previsione dei rischi relativi alla dispersione di idrocarburi e alla contaminazione di falde acquifere non possa essere condotta in silenzio, tanta è la preoccupazione dei cittadini per un possibile disastro ambientale derivante dalla contaminazione delle risorse idriche del Pertusillo. Dice in un post : senza vena di polemizzare credo sarebbe molto necessario ed indispensabile che le indagini e i dati siano messi a disposizione dei cittadini organizzati e delle Istituzioni locali per avere tutti gli eventuali contributi indipendenti e trasparenti da parte di conoscitori delle caratteristiche geoambientali ed idrogeologiche. Nel dichiararsi disponibile, insieme ad altri docenti,a prestare gratuitamente una collaborazione nello spirito di tutelare e salvaguardare le ricchezze idriche della valle, prioritario è -dice- appurare quale sia la entità e gravità del problema in modo da indicare eventuali interventi immediati tesi a contenere ed eliminare l’eventuale inquinamento.
In rete si trova la convenzione stipulata tra ENI e ARPAB con la consulenza dell’Università della Basilicata, Dipartimento delle culture europee e del Mediterraneo (DICEM).
Nel rapporto del DICEM, di cui è responsabile scientifico lo stesso docente che ha curato l’idrogeologia della piana dell’Agri nel progetto AGRIFLUID coordinato dalla Prof. Colella, si trova allegata una ricostruzione delle isopiezometriche più aggiornata in quanto basata su nuovi dati di sottosuolo.
Nella carta a destra con il cerchietto rosso sono indicati i sondaggi e i piezometri realizzati per il monitoraggio; le frecce azzurre indicano il deflusso delle acque sotterranee in base alla ricostruzione delle isopiezometriche (linee blu continue).
Come si vede il percorso sotterraneo degli inquinanti potrebbe interessare aree contigue in una vasta fascia di territorio a valle del Centro Oli.
Dipende dalla ubicazione delle dispersioni di idrocarburi.
Ho delineato tre possibili percorsi relativi ad una eventuale dispersione nella parte occidentale (freccia a sinistra), centrale (freccia centrale) e orientale (freccia a destra) del Centro Oli.
Il piezometro 15 è stato realizzato immediatamente a valle del Centro Oli ed ha rivelato, al momento dell’accertamento, una falda a 7,56 metri di profondità dal piano campagna.
Il piezometro 19, ubicato nel fondo valle Agri ha rinvenuto la falda a 1,70 me di profondità dal piano campagna.
Il rapporto evidenzia che la falda defluisce sempre verso il bacino artificiale.
Chi sta seguendo attualmente la dispersione degli inquinanti?
Sempre ARPAB e DICEM?
Quali sono i risultati finora acquisiti?
Credo che i cittadini interessati tra Basilicata e Puglia e le istituzioni locali dovrebbero essere informati adeguatamente?