QUANDO C’ERA LA CITTÀ

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LUCIO TUFANO

Dagli anni ’40 agli anni ’50, via Pretoria fu costellatala lungo il suo corso ed ai suoi lati di negozi. Da Pietro Giacummo, scaffali e mogano ben distinti agli stigli, la magia delle vetrine, le esposizioni, la réclame che, immancabilmente e con ambizione, si richiamava alla Parigi d’Europa, la esposizione di impermeabili e cappotti da Lamorgese, quelli di Astracan da Barra, le stoffe degli scampoli di Ignomirelli, il rifugio del caffè Brucoli e quello di Dragone con l’odore del caffè macinato ed appena tostato, il nuovo e moderno Gran Caffè la ricchezza degli alimentari di Maddalone e del grande Nino Mastrangelo, con le rosette imbottite di mortadella, le esposizioni nel suo alto banco, il suo eloquio settentrionale, la gentilezza e la squisita maniera di servire i clienti, gli aromi e le essenze dei f.lli Renza, i giocattoli di Melchiorre, i cappelli Panizza e Borsalino di Patanìa, le stoviglie ed il vasellame, le porcellane ed i servizi di piatti e, di cristalli, di bicchieri, per le tavole borghesi, del negozio di Avena.

E poi, i cappelli di feltro e le velette per le signore dalla modista Rosa Pietrafesa, gli scampoli di tessuti di Solimena, i caffè frettolosi da servire nella caffetteria di Pio Pecoriello, gli alberghi Vittoria e Lombardo, le copiose bocce di caramelle di marca della sig.na Satriani.

Ancora non sono da dimenticare le antiche librerie di Nicola Triani e Gerardo Marchesiello.

Insomma, un grande centro commerciale che costituiva il prestigio di una città capoluogo della Lucania. I negozi si susseguivano verso Portasalza, con le vetrine di Gigliano del 1923, che esponevano ombrelli, guanti e borse, con all’interno del locale i tavolini e le sedie per i clienti.

Appena di fronte, i cappelli di Marone, il negozio delle sorelle Brucoli, modiste, il fornitissimo negozio di calzature di Saverio Boccia, con gli scarponi da neve “Ursus” e le scarpine per signore “Alexandra”.

A via Pretoria non mancavano prestigiosi “ferramenta”, Florio, padre e figlio, i f.lli Santoro, di Camillo, elegante porgitore della merce, abile nel descriverne storia e qualità; mercerie e bottoni, oggetti e articoli diversi erano quelli di Mancino, ed un po’ lontano, di Vinciguerra.

Insomma, da Pascalotto il re del biliardo, a Zirpoli, a Balzano, ed a Rocco “buenne”, caffè della periferia a Portasalza, un vorticoso fluire di gente.

È poi da ricordare il noto orologiaio Topazio, inventore e detentore di prodotti e ricambi di marca delle biciclette.

Via Pretoria era l’anima della città, in essa è passata la Storia, le squadre del Fascismo, le processioni, i funerali della impresa di Giovanni Pascale, e le inesauribili coppie di zitelle, impenitenti scapoli, che vi si immolavano senza mai poter dialogare con le signorine, e senza qualche eventuale interlocuzione con le stesse.

L’orgoglio di quel corso così pieno di gente è il prestigio storico della vecchia città.

Di fronte a Petilli vi era lo studio fotografico di Bucci, con il suo archivio di immagini storiche; verso Portasalza, quelli di Giocoli e Corrado, fotografi.

Ebbene qui citare il famoso ed importante negozio di “ottica” Celentano.

Si rende qui necessario aggiungere l’indicazione di un caffè, tra i più antichi della città, il noto caffè Pergola di piazza Prefettura.

Il lungo e moderno centro commerciale, via Pretoria, degli anni ’50 – ’60.

Lungo il percorso che va da san Luca a Portasalza, partivano tutti i negozi allestiti con cura. È questo un esempio di come il commercio abbia fatto progredire la città, ha determinato ed alimentato il suo processo di modernizzazione, ha stimolato l’intelligenza e spronato i cittadini a progredire nel progresso e nella civiltà.

Personaggi particolari che hanno tessuto gran parte della storia e dell’economia di una città meridionale. Non è possibile dimenticare la loro notevole sobrietà, la cordiale premura, il carattere ed il loro modo di relazionarsi con il pubblico e con la città. ( foto da Potenza d’Epoca, pagina fb )

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Sull' Autore

Lucio Tufano

LUCIO TUFANO: BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE “Per il centenario di Potenza capoluogo (1806-2006)” – Edizioni Spartaco 2008. S. Maria C. V. (Ce). Lucio Tufano, “Dal regale teatro di campagna”. Edit. Baratto Libri. Roma 1987. Lucio Tufano, “Le dissolute ragnatele del sapore”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “Carnevale, Carnevalone e Carnevalicchio”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “I segnalatori. I poteri della paura”. AA. VV., Calice Editore; “La forza della tradizione”, art. da “La Nuova Basilicata” del 27.5.199; “A spasso per il tempo”, art. da “La Nuova Basilicata” del 29.5.1999; “Speciale sfilata dei Turchi (a cura di), art. da “Città domani” del 27.5.1990; “Potenza come un bazar” art. da “La Nuova Basilicata” del 26.5.2000; “Ai turchi serve marketing” art. da “La Nuova Basilicata” del 1.6.2000; “Gli spots ricchi e quelli poveri della civiltà artigiana”, art. da “Controsenso” del 10 giugno 2008; “I brevettari”, art. da Il Quotidiano di Basilicata; “Sarachedda e l’epopea degli stracci”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 20.2.1996; “La ribalta dei vicoli e dei sottani”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Lucio Tufano, "Il Kanapone" – Calice editore, Rionero in Vulture. Lucio Tufano "Lo Sconfittoriale" – Calice editore, Rionero in Vulture.

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