QUANDO LA BANDIERA PERDE VALORE

0

ANNA MARIA SCARNATO

Il valore di una bandiera è riposto in un’ideologia,  un simbolo che si innalza per guidare un gruppo, una comunità, un popolo verso una direzione, E conta, una bandiera,  in base all’impegno , ai sacrifici all’operatività di quanti portano avanti un quel simbolo rappresentativo di una intera comunità, non solo per la rivendicazione dei diritti collettivi ma anche per la capacità di spendersi nei doveri. Solo allora il suo sventolio crea festa intorno e può vedere legittimato il suo valore. Spesso è un dono,  un riconoscimento di merito, come può essere quella per la qualità ambientale di un territorio, per la purezza delle acque marine, per le bellezze naturali che gli fanno da cornice, dagli itinerari culturali, storici a quelli eno-gastronomici,  per i servizi e strutture presenti. Per esempio, tante comunità, anche quest’anno, hanno ottenuto, per conferma o per nuova assegnazione, la bandiera blu a coronamento di un impegno che da diversi anni le  amministrazioni di varie città italiane, località di mare,  hanno messo in atto, in collaborazione con le associazioni del territorio e i cittadini, in azioni virtuose che la FEE ha riconosciuto essere eccellenti punti di forza e tratti distintivi dei loro territori.  La bandiera blu è toccata anche all’incantevole Maratea sulla costa tirrenica della Basilicata e alle bellissime e storiche spiagge del Metapontino. Ed anche qui il vessillo  sventolerà sulle coste a rappresentazione del raggiungimento di un obiettivo che riguarda la salvaguardia del mare, di un bene comune. Certamente è un traguardo che merita di essere festeggiato e così è stato in modo congiunto a Bernalda per le località della costa jonica. Ma una riflessione merita anche qui il valore di una bandiera blu che sventola ed ha tutti i diritti ad essere impugnata poiché raccoglie l’eredità di un passato che per la bellezza delle acque e delle ampie spiagge dorate portò a sbarcare su questi luoghi i coloni greci che arrecarono splendore culturale, artistico ed economico. Ma veramente ci si deve  far prendere da un bisogno di ostentare un drappo a vanto di un territorio che solo di storia ed eco del suo glorioso passato cerca di vivere nell’attrazione di turisti curiosi di camminare sulla terra , ora di grande valore archeologico per le scoperte e il contributo alla conoscenza dei popoli e della cultura arrecata, sulla terra dove le orme dei classici si sono miscelate nel cammino dei secoli con i passi in avanti compiuti dalla popolazione che l’ha abitata e tutt’ora la sceglie per popolarla? Solo di ricordi gloriosi non si vive! Di spiaggie dorate ove sbarcarono i Greci,  di mare pulito che attraversarono  i coloni che costituirono le città della Magna Grecia,  di Musei pieni di incantevoli reperti, non ci si accontenta ormai più se questi posti non riescono a far apprezzare oggi lo stesso valore artistico archeologico ai turisti che , a quanto pare non siano poi così numerosi se ci si basa sulle scarse entrate della tassa di soggiorno di alcuni Comuni. Causa?   Le amministrazioni che non lavorano  d’intesa per la risoluzione dell’erosione che affligge le coste e le consegna ad un mare che avanza e ne cambia il suo  l’aspetto;  le strutture ricettive che hanno bisogno di essere potenziate, la mancanza di un presidio sanitario fisso   disponibile per turisti e stanziali;  il problema delle zanzare che d’estate  al tramonto non permettono di stare all’aperto senza essere assaliti e che richiama alla necessità di una bonifica e di un trattamento preventivo e non riparativo;  la percezione di aria maleodorante nell’abitato del borgo di Metaponto e, come da denuncia espressa dal Presidente della Proloco, nonchè dai rappresentanti di COVACONTRO e operatori turistici, la presenza di scarichi a mare di sostanze scure e indefinite;  scarse condizioni di sicurezza e di decoro di fabbricati in abbandono sul lungomare e non solo; l’assenza di un punto di ristorazione-bar per tutto l’anno. Questa è la realtà attuale, purtroppo. E allora non contano  niente le bandiere strumentali ad una conviviale festa e alla presentazione di un tavolo di ospiti di tutto rispetto, ad onor del vero,relatori competenti  ma che non abitano i luoghi e non vivono i problemi sui quali da tanto è calato il silenzio, un silenzio che non sa di risposte ottenute, di lotte per la risoluzione,  un silenzio che diventa stordimento per non pensare ai problemi, ebrezza di una festa che esclude la minoranza consiliare non invitandola, un risentimento antico mai sopito, il rifiuto di condividere un momento di vita comunitaria ma ancor più di presenza istituzionale. E’ una bandiera a mezz’asta che non può sventolare sulla terra dell’accoglienza, sul mare che si è fatto attraversare e che ancora oggi accoglie solitario migliaia di profughi da far sbarcare o da custodire nelle sue profondità. Se gli uomini che la mettono in cornice escludono i meriti di chi si è impegnato istituzionalmente per esaltare il valore di un territorio. Non valgono le bandierine personali da festeggiare con un drappello allegro e dell’ultima ora da parte di un comandante che da remoto ha partecipato forse  all’impegno profuso dai suoi alleati di un tempo e che ora è tornato per piantarle. Un territorio da festeggiare ma senza un’anima che include e non discrimina, non rappresentato da un sindaco di tutti non potrà mai respirare di umano. Quale esempio peggiore di un mare nostrum che dà l’impressione di essere divenuto anch’esso mare meum! Si vorrebbe che la bandiera blu accanto al tricolore fosse issata su acque  pulite non attentate da rivoli impuri di cui non si avrà risposta e mossa da un’aria dove le ideologie non siano svuotate di significato civile  e mascherate in realtà amministrative in contraddizione con i progetti più nobili da perseguire compresi quelli di una buona convivenza civile e rispetto vero per le istituzioni che si rappresentano. Così contemplata, così festeggiata oggian che la bandiera più bella assomiglia ad una cartolina spedita da un luogo di villeggiatura di desolante bellezza (come definisce la Lucania il neo segretario regionale PD) di cui resta solo un’ immagine, senza saluti e un pensiero di affetto vero da parte di  chi l’affranca. Non potrà mai essere mostrata con orgoglio come quei   vessilli  pur lacerati dalle piogge, che nella terra li avevano consumati nelle fibre, e poi disseppelliti dopo l’ultima guerra da chi tanto aveva lottato per il rispetto degli ideali fedeli a quel drappo. Ora consunti e messi in cornice nelle sedi di partiti, dei luoghi istituzionali e nei paesi dove la vita di molti sacrificati alla   libertà si perse e sepolta giace, vanno ammirati e rispettati.Le bandiere blu contano sì per un mare riconosciuto pulito e mai si appuntano per un mare di ingiustificato appropriazione di un merito.

 

 

 

 

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Rispondi