Quarto potere?

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Ho avuto modo di leggere l’intervista rilasciata ad Huffington Post da Francesco Rubini, giovane consigliere e capogruppo al comune di Ancona il quale, da giovane avvocato, ha dichiarato di aver chiesto ed ottenuto il bonus previsto a sostegno delle partite IVA dal Governo. Avendo fatto l’Amministratore locale per dieci anni so perfettamente di cosa parla e non ho motivi di dubitare della sua buona fede ed onestà. Il problema etico non si pone per il consigliere comunale, chi lo fa in un piccolo comune e con spirito di servizio, spesso e volentieri va a perderci; ma per consiglieri regionali, sindaci di grossi comuni, Assessori regionali, Presidenti delle regioni, Parlamentari e tutti coloro che hanno redditi medio alti. Nell’intervista Rubini, giustamente, fa anche riferimento a quegli imprenditori che hanno messo in cassa integrazioni i dipendenti facendoli comunque lavorare:  anche su questo punto concordo, è davvero difficile dargli torto. Purtroppo senso civico, senso delle istituzioni ed etica pubblica non si trovano facilmente nel DNA di larga parte degli italiani. Appena resa nota la notizia i media si sono scatenati tutti in una sola direzione attaccando il Governo. La narrazione circa la politica fallimentare del Governo ormai ne tocca tutta l’azione, agli attacchi sul look down ai provvedimenti economici approvati. In un senso o nell’altro ogni atto del Governo è sbagliato. Allora la domanda che mi pongo è: cui prodest? Per provare a capire a chi giova parto dalla fonte: la notizia è stata pubblicata su la Repubblica e, al di là del comportamento squallido degli interessati, conferma con questo la strumentalizzazione che essa fa delle notizie al fine di destabilizzare il Governo Conte per creare le condizioni per un governo tecnico guidato da Draghi o, meglio ancora, da Cottarelli. In molti dicono di averlo avvistato con lo zaino in spalla gironzolare nei pressi del Quirinale chiedendosi: Mi chiama o non mi chiama? Ma quando mi chiama? La strategia è semplice. Un Governo tecnico ha bisogno del PD, di Forza Italia, della Lega e del M5S. Per fare un’operazione di questo tipo bisogna buttare fango su Conte, Salvini e il M5S.  Conte e Salvini sono speculari. Fino a quando la Lega verrà guidata da Salvini è difficile varare un Governo tecnico. Fino a quando a destra in posizione egemone ci sarà Salvini sarà difficile buttare giù Conte. Per quanto riguarda il M5S è sufficiente che perda il referendum sulla riduzione del numero dei Parlamentari. Per inciso mi auguro che quest’ultima eventualità, nemmeno tanto improbabile,  si verifichi  e non, come qualcuno, per una sciocca vendetta contro il M5S, ma perché sono fermamente convinto che l’Italia debba continuare ad essere una Repubblica Parlamentare. La testata giornalistica che si è incaricata di dar fuoco alla miccia è, come dicevo, la Repubblica che ancora una volta sta dimostrando di essere l’espressione del peggior capitalismo italiano. Nata come testata modernizzatrice della Società italiana, a partire degli anni 70, ha prima sostituito un vero giornale di sinistra come Paese Sera poi via via si è accreditata come espressione della borghesia riflessiva e modernizzatrice italiana. La verità è che questa testata giornalistica è uno strumento che il Capitalismo utilizza per condizionare le scelte politiche dei Governi spacciandosi per progressista. Non bisogna mai dimenticare che per due decenni ha contribuito a condizionare la vita politica italiana bloccandola sul conflitto di interessi personali tra De Benedetti e Berlusconi. Oggi pur avendo cambiato padrone continua a svolgere la stessa funzione in nome e per conto della famiglia Agnelli. Tra i tanti problemi che ha l’Italia vi è anche quello del controllo dei media da parte delle oligarchie finanziarie. Chi controlla la finanza controlla i media e condiziona indirizzandola l’opinione pubblica. Tutto questo succede perchè non esistono più partiti politici, perchè non ci sono più giornali di partito, istituti di ricerca e case editrici che fanno capo a Partiti politici. Abbiamo solo media di proprietà delle oligarchie finanziarie e Fondazioni finanziate dalle stesse oligarchie che controllano i media. Dagli anni 90 in poi la Democrazia italiana è stata via via trasformata in semplice strumento di competizione tra lobbies. La Democrazia in Italia non esiste più, siamo in presenza di un sistema politico Liberale schierato a difesa degli interessi proprietari. L’unica rappresentanza ammessa è quella delle oligarchie in competizione tra di loro. Conte non è accettato dalle oligarchie finanziarie perchè rivendica l’autonomia della politica e in un sistema Liberale questo comportamento non è roba da poco. Conte come Presidente del Consiglio rivendica il diritto/dovere a rappresentare tutti gli italiani, da Nord a Sud, facendo scelte autonome e questo è inaccettabile per chi per anni ha di fatto diretto ed indirizzato le scelte di politica economica e finanziaria di tutti i Governi. Pur non condividendo nel merito delle scelte Salvini la mia impressione è che, come Conte, rivendichi l’autonomia della politica; per cui per abbattere il Governo Conte bisogna eliminare politicamente anche Salvini. Nel contesto attuale c’è tutta una opinione pubblica che ha fiducia in Conte perché lo vede in contrapposizione a Salvini, tolto quest’ultimo di mezzo tutta quella opinione pubblica, quegli interessi ecc, potrebbero vedere di buon grado un governo tecnico. In conclusione tutto il batage mediatico che si è creato attorno a personaggi da quattro soldi dei quali è piena l’Italia ha la sola funzione di screditare il Governo, togliere la guida dell’opposizione alla Lega guidata da Salvini per ricondurre il Governo dell’Italia nel “giusto” alveo degli interessi delle lobbies del capitalismo nazionale ben rappresentato dagli Agnelli, Benetton, De Benedetti, Berlusconi ecc..

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Sull' Autore

Gerardo Lisco

Capo Unità Org.Amm. presso Ferrovie Appulo Lucane Ha studiato Giurisprudenza presso Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e Sociologia presso l'Università di Salerno

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