QUEL SENSO DI APPARTENENZA CHE I LUCANI HANNO PERDUTO

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La coincidenza tra i quarant’anni dal terremoto in irpinia e in Basilicata e questo terribile anno bisestile del 2020 ha fatto interrogare più di qualcuno su che cosa sia cambiato, per noi lucani,  nel passaggio da una tragedia all’altra. Non il senso di solidarietà della gente che quarant’anni fa si era espresso in una grande erogazione di aiuti privati, in una straordinaria mobilitazione di sindaci di tutt’italia, di associazioni di volontariato, verso una parte di popolazione  colpita dalla tragedia e quest’anno si è cimentata, con altrettanta generosità e passione, in mille manifestazioni di altruismo , dalle associazioni di volontariato, alle categorie sanitarie , a veri e propri atti di eroismo. E’ venuto meno quel   sentimento di fratellanza che nasce dalle tragedie e tiene insieme le persone   nei momenti difficili, ed è venuto meno quel senso di appartenenza ad una comunità che fa sentire la gente protagonista e partecipe di una stessa vicenda. Cercherò di spiegare queste due sensazioni. Le testimonianze che vengono dagli anni 80 sono univoche nel descrivere un popolo unito nella tragedia. Commozione, partecipazione, impegno, voglia di dare una mano erano i sentimenti che albergavano nella società lucana. Non polemiche, non divisioni, non lacerazioni, non speculazione politica. Il Governo fece del suo meglio con provvedimenti che ancora oggi sono ritenuti validi, a cominciare dall’ordinanza 80, che assicurava il ristoro immediato e la possibilità di riparare gli alloggi danneggiati e che non dovevano essere abbattuti. La Regione ed i Comuni reagirono con prontezza e lucidità,mettendosi in stretta sintonia con il Governo e agendo all’unisono. Emilio Colombo, la notte stessa,fece ritorno a Potenza, considerando un dovere morale essere in quel momento vicino alla sua gente. la Giunta Verrastro,la notte stessa si riunì per organizzare i soccorsi, il sindaco di Potenza neanche un quarto d’ora dopo la scossa, era già al  Municipio per incominciare un lavoro che da tutti è stato riconosciuto come determinante per la salvezza della città.  Sindacati e opposizione politica si misero al servizio delle istituzioni, senza dire una parola che non fosse di adesione e di partecipazione o di proposta o suggerimento. Poi, passata la tragedia, tornò la politica di tutti i giorni con le sua contorsioni, con le sue logiche, con i suoi eccessi e anche con le sue nefandezze.   Quarant’anni dopo , anche nello stretto tempo della tragedia incombente, quella solidarietà non è presente e quel senso di unità del popolo lucano si è rarefatto, diluito. Prima della emergenza viene la politica e prima della propria terra viene il partito, la fazione, il mulino dove portare l’acqua. Chi vuole lavorare sul futuro deve interrogarsi su come colmare questo vuoto che si è creato e che neanche le tragedie riescono più a colmare.  Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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