Una manifestazione all’insegna dell’arte e della letteratura, avvolte dal fascino della mitologia, frutto dell’organizzazione artistica del maestro Franco Zaccagnino e dalla poetessa e attrice Mara Sabia. Sant’Ilario di Atella è un piccolo Borgo Antico dell’area Vulturina, nel Nord della Basilicata. Come tutti i paesi del Sud Italia ha conosciuto lo spopolamento frutto della grande emigrazione verso luoghi e nazioni che offrivano prospettive di lavoro migliori. A Sant’Ilario al momento vivono in pochi, una minutissima comunità. E qui vive Franco Zaccagnino, un artista molto particolare, uno che sa utilizzare ciò che la natura che lo circonda gli offre per creare sculture e non solo. Egli compone le sue sculture realizzate con la nobile Arundo, ovvero con la Canna mediterranea. Sculture di indubbia bellezza apprezzate molto da esperti critici. Qui Zaccagnino ha creato un Museo unico al mondo, il Museo dell’Arte Arundiana dove espone le sue opere. 
Sono sculture che dialogano con l’artista e prendono vita. La ninfa Siringa è una di queste, che il maestro ha trasformato in scultura vivente. Per questo motivo, Siringa abbandona l’Arcadia, il suo luogo di origine, e si lega al territorio del suo maestro prendendo il nome di “Ninfa dei Castelli di Sant’Ilario“. Ogni volta che il suo maestro organizza un evento nel Museo o nel Borgo antico di Sant’Ilario, Siringa compare, per testimoniare la sua presenza. Ma il 10 agosto sarà caratterizzato anche dalla narrativa che farà trasparire il verismo di Zia Fifina (al secolo Serafina Ferraro), una narrativa incastonata nella mitologia che diviene realtà con l’arrivo della Ninfa Siringa in carne ed ossa a voler rendere omaggio all’artista Franco Zaccagnino che la fa rivivere ogni giorno con la sua affascinante storia nel Museo., qui a Sant’Ilario di Atella, uno dei più splendidi borghi d’Italia, luogo dove lui vive e dove nel lontano 1952 la maestra Serafina giunse in sella ad un asino per realizzare il sogno della sua vita: fare L’Insegnante. Erano altri tempi, come si suol dire, ma oggi il Maestro Franco Zaccagnino, che fu uno fra i suoi primi alunni, ha voluto, come solo un artista sa fare, accoppiare la sua arte di scultore della canna con i racconti della sua indimenticata maestra. Il libro Diciotto, pubblicato ad ottobre 2016 dalla Attucci Editrice di Carmignano, ha subito riscosso l’interesse di Zaccagnino tanto che ha concordato con la sua maestra la presentazione a Sant’Ilario da fare in questa estate. Con entusiasmo Zia Fifina, ormai novantatreenne, ha accettato l’invito anche perché uno dei capitoli del libro è dedicato al suo arrivo ed alla sua permanenza in questi luoghi. Fu un arrivo rocambolesco che Serafina racconta con pennellate di verismo. Ed è qui che Zaccagnino, artista, ha saputo cogliere il punto di incontro fra l’arte scultorea, la mitologia e la letteratura. Pennellate di arte con i colori pastelli della vita di tutti i giorni amalgamati dalla storia mitologica di una ninfa, Siringa, ninfa degli alberi, che l’artista lucano ha saputo far rivivere dopo il dramma della sua esistenza cioè quando fu trasformata in canna dal padre, il dio Ladone, perché insidiata dal dio Pan che voleva a tutti i costi possederla. Ed ecco allora che Zaccagnino, unico artista Arundiano al mondo, ha voluto ridarle quella vita a cui aveva rinunciato per farla rivivere in questi meravigliosi luoghi della Lucania. Una storia che il 10 agosto verrà rivissuta in tutto il suo fascino con la complicità artistica di Mara Sabia. Momenti di poesia anche con Martina Marotta. Saranno presenti il Consigliere Regionale Aurelio Pace presidente della Commissione Lucani nel Mondo, Mariano Schiavone Direttore Generale dell’APT Basilicata, Leonardo Sabato Sindaco di Bella e Nicola Telesca Sindaco di Atella, moderatore dell’incontro Ilario Bochicchio. L’intera manifestazione è stata organizzata dal Comitato Permanente Pro-Sant’Ilario e patrocinata dalla Regione Basilicata, dall’APT Basilicata e dal Comune di Atella. Ci sarà anche Siringa, per presentare nel Museo l’ultima scultura del suo Maestro.
Sarà assente solamente Zia Fifina che è venuta a mancare lo scorso febbraio, ma un poeta ha appena scritto che sarà una delle stelle che brillerà per illuminare il cielo di Sant’Ilario, nella notte di San Lorenzo.