QUELLE LEZIONI DI MECCANICA RAZIONALE, N.2

0

PIPPO CANCELLIERI

 

Chissà se Raffaello si sarebbe rappresentato impunemente nell’affresco in Vaticano “Scuola di Atene” in basso a destra dove Euclide ed Archimede disegnano linee parallele per terra, novanta anni dopo e alla vista di come bruciava bene in Piazza di Campo dei Fiori il nostro padre putstivo Giordano Bruno. 

L’errore lo rilevai io circa sessanta anni dopo!

Naturalmente ero l’ultimo di migliaia prima di me ad averlo scoperto, quindi state calmi con gli sfottò.

E sì, dopo che il docente ebbe spiegato diffusamente quella che venne chiamava Relatività Ristretta riempiendo la lavagna di formule che fino ad allora mai avrei perfino creduto potessero esistere, cerchiando la E=mc2 si rivolse a noi tutti:

  • Qualcuno vuole dire qualcosa?

A molti giravano le ultime mosche dell’estate attorno la testa, ad altri l’abbiocco era già partito, ad altri ancora … .

Uno solo, e di quelli che facevano parte del gruppetto che occupava nella Cremona la terza fila lato finestrone pure già noto assieme agli altri quattro li attorno per essere i più caciaroni di tutta l’aula, ebbe il coraggio di alzare la mano e:

  • Io avrei qualcosa da dire!

Per le risate, i fischi e gli sfottò a momenti si rompevano i vetri degli infissi.

Piccolo inciso, i quattro accanto al temerario che aveva parlato, si laurearono in cinque anni netti e soltanto col massimo del punteggio nella Alma Mater Studiorum di Bologna.

Questo era il gruppo dei sonori rompiscatole che in quel lustro imperversarono fra Via Zamboni e Porta Saragozza e del quale ne fui, onoratissimo sia chiaro, socio fondatore. 

-Venga qui accanto a me e ci spieghi il suo pensiero! 

Mi toccò spiegare a lui di fronte e a quella platea di bivaccanti miei colleghi di dietro, che l’estensore della formula certo affascinante, aveva commesso l’errore di non immettere a destra dell’uguale una costante in termini di equalizzatore dimensionale.

Galilei, Newton e tutti quelli dopo, l’avevano fatto e questo aveva reso credibile e non mistiche le formule grazie alle quali diventarono poi famosi. Il nostro invece aveva scritto un qualcosa del tipo 15=3×5 ma adimensionalmente, quindi una banalità!

E mentre tutti iniziavano a rumoreggiare aggiunsi (e ,sì, il criticone ero io):

  • E potrebbe valere qualcosa la dove la “c” tendesse davvero all’infinito tanto da normalizzare dimensionalmente in certo senso, la formula stessa ma come tutti sappiamo “c” per quanto grande, in quegli anni era appena stata definita nota in termini numerici!

Finì in cagnara tanto che il Prof dovette cacciarci tutti quanti con il sottoscritto che fu convocato qualche giorno dopo in Istituto.

Tralasciando cosa mi dissero perché l’ho già raccontato, questa Teoria che va sotto il nome di Relatività Ristretta, oltre ad essere contestata da li in avanti da mezzo mondo accademico, ad un certo punto iniziò ad andare stretta pure ad Einstein tanto che alcuni anni dopo, più maturo e con l’aiuto della moglie e di un amico italiano, entrambi Matematici sopraffini, ne espose un’altra che era destinata ad arrovellare più generazioni di fisici, almeno fino alla entrata in vigore in un certo senso della Fisica Quantistica e del “Principio di Indeterminazione di Heisemberg” con gli sviluppi del quale si arrivò alla litigata del 1941 a Copenaghen.

A margine ricordo a tutti che il Nobel il grande Albert non lo ebbe nemmeno per la Relatività Generale ma per uno studio secondo tanti abbastanza anonimo, sulle onde elettromagnetiche a bassissima lunghezza d’onda e a frequenza elevatissima.

  Relatività Generale

Qui le cose iniziano a farsi in un certo senso divertenti.

Fin da bambino il nostro Albert si era trovato a stretto contatto con generatori di corrente che il padre andava costruendo in giro per l’Europa e questo doveva avergli ben chiarito il concetto di campo elettro magnetico visto che era ed è questo il motivo per cui ruotano le dinamo o i motori elettrici con questi che altro non sono più o meno che i primi all’incontrario.

Poi dopo qualche anno dalla improvvisa notorietà di cui ho appena raccontato, si imbatte di certo nel primo Rienmann, quello che aveva spiegato della esistenza degli Spazi non Euclidei cioè curvi che impongono nel caso di una sfera, che la retta passante per un punto qualsiasi della sua superficie descrive sempre il cerchio massimo.

La folgorazione!

Uno spazio tridimensionale se diventa quadrimensionale attraverso la introduzione del Tempo, nel suo quarto quadrante quello del Tempo, quest’ultimo in certo senso attira a se le altre tre dimensioni rimodellando la nuova dimensione, la vera quarta, che non solo è curva ma che addirittura rende indistinguibili fra loro spazio e tempo.

Lo spazio e il tempo insomma sono due entità che dalla nostra parte, quella della nostra realtà, appaiono solo legate fra loro da una relazione matematica che per giunta oltre ad essere lineare, ha una solo verso ma che se li guardi bene da molto vicino o da molto lontano, li vedi addirittura fusi tra loro mentre procedono lungo una traiettoria curva che alla fine torna su se stessa!

Il Continuo Spazio Temporale!

Proprio quello di “Ritorno al futuro”, il film del 1985 diretto da Robert Zemeckis ed interpretato da Michael J. Fox e Christopher Lloyd

Il fondamento della cosa doveva averla quasi toccato Archimede quando disegnava linee astruse sul bagnasciuga in prosecuzione dei lemmi di Euclide e duemiladuecento anni dopo utilizzata anche dall’on. Moro mentre parlava di convergenze parallele, se non fosse stato tutto distrutto in un istante dal fendente di un centurione che sulla spiaggia di Siracusa contravvenne all’ordine di Marcello di salvargli la vita. L’assassinio gettò nello sconforto il Console e di fatto fermò la Geometria Differenziale a quel giorno del 212 Avanti Cristo. La Roma che mai volle sviluppare alcun pensiero matematico trascendente e poi quattordici secoli di Cristianesimo, fecero il resto fino a quando con la tragedia di Giordano Bruno tutto iniziò a risvegliarsi.

Pure a Moro non andò meglio tanto che spesso ho pensato che Matematica, Filosofia e Cristianesimo, chissà di quale ben altra quarta dimensione hanno bisogno per stare assieme.

Dimenticavo di dire che pure a Rienmann non andò bene tanto che a quaranta anni morì indovinate dove?

Ma in Italia a sul lago Maggiore! 

La Topologia e le conseguenti necessità Omologiche per tradurne i comportamenti in quella che noi chiamiamo realtà, fino all’altro ieri non hanno fatto bene alla salute degli studiosi.

Almeno in Italia!

in copertina: Stanza della Segnatura Musei Vaticani 

 

 

  

 

  

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento