Quelli del “Caffè Potentino”

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di ROCCO PESARINI

 

 

 

In questa città siamo in tanti a partecipare e frequentare, per naturale predisposizione o semplice e momentanea curiosità, il  mondo culturale, artistico, musicale, associativo.

Ma quante occasioni ci sono poi realmente perché noi ci si possa incontrare, parlare, confrontare magari davanti a una tazza di caffè o ad una tisana calda? Mi pare nessuna (se si, mi son perso colpevolmente qualcosa di importante).

E allora mi son posto la domanda: se si creasse, se creassimo un’occasione settimanale, quindicinale, mensile, trimestrale (insomma quando ci va e se ci va) per incontrarci e dibattere di idee, progetti, problematiche riscontrate nei settori menzionati, magari riunendoci ogni volta in un posto o in un luogo diverso anche per dare visibilità a tutti i locali che magari potrebbero dirsi interessati ad ospitarci (i caffè e le tisane, ovviamente, li pagheremmo)?

Ci sono tante divisioni in questa città, non me lo nascondo. Molti esponenti anche in vista di quel mondo culturale ed artistico non parteciperebbero o per antipatia (magari anche verso di me o di qualche altro partecipante) o per quell’atavico “senso di snobismo” che si concretizza nel non dover mai mostrare interesse ed apprezzamento per un’idea da qualcun altro partorita.

Ma, al netto di queste consapevoli verità  e scomode constatazioni, io credo che sarebbe davvero un piccolo ma significativo tentativo per iniziare a costruire – ovviamente politica, partiti, ideologie non dovrebbero nemmeno provare ad entrare –  quella cittadinanza attiva di cui questa città ha sempre più bisogno.

Ho, insieme a pochi altri, già esplorato il sentiero che poteva tracciare Potenza Rete: allo stato attuale non c’è alcun interesse e/o possibilità di far nascere una rete associativa e culturale in questa città. Me ne sono personalmente fatto una ragione.

Ma un incontro così pensato, così ideato, semplice, spontaneo, senza particolari fronzoli o formalismi potrebbe romanticamente dare l’idea di quei “caffè letterari” tipici delle città europee maggiormente vivaci da un punto di vista culturale ed artistico e potrebbe, molto più realisticamente, offrire semplici spunti di riflessione e di proposta per tutti noi.

Tranquilli, già me li vedo e me li immagino molti commenti, detti e non detti, “Ro’ questa è na città d’ merd’”, “Qua nun s’ po fa niend’” e altre amenità similari.

Ma non riesco a rassegnarmi a pensarla in negativo, scoraggiato ed arroccato in posizioni che avvalorano il “non cambierà mai niente in questa città e in questa terra”.

Una qualsiasi amministrazione “illuminata” potrebbe farsi promotrice di un incontro, di un pubblico dibattito del genere. Tra non molto a Potenza si vota e, chissà, l’idea potrebbe esser fatta propria da chi arriverà al governo della città. Di converso, l’idea potrebbe già esser fatta propria dall’ amministrazione ancora in carica per iniziare un percorso di rinnovato dialogo tra amministrazione e cittadini.

Lancio solo l’idea, senza aspettarmi nulla di concreto. Ma resto curioso di leggervi, come sempre, in merito.

Sempre (in)distintamente vostro.

(in copertina: Caffè greco – Guttuso 1976)

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Rocco Pesarini

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