Primarie Centrosinistra. Attese, sfilate e guerra con Pace

0

Sembrava fatta, ma l’accordo raggiunto sulla necessità “di offrire una nuova proposta politico-programmatica alla società di Basilicata, attraverso le primarie per scegliere il miglior candidato governatore”, sottoscritto dai presenti al tavolo convocato dal segretario del Partito Democratico, ha retto una sola notte. La notte tra domenica e lunedì, infatti, ha portato consigli ad alcuni esponenti dei partiti presenti al tavolo.

A scrivere per prima sulla sua pagina facebook la sua contrarietà al documento sottoscritto da PD, PSI, RI, PP, Verdi, Cd+E, è stata un’esponente della segreteria regionale del PD che farebbe capo alla corrente vicina alle posizioni di Piero Lacorazza. L’accusa è diretta al segretario regionale, Mario Polese, reo, secondo il post pubblicato sul social, di essere “esclusivamente interessato alla sua sopravvivenza politica decidendo, da solo, contro le indicazione del Pd Nazionale e senza neanche la condivisione della direzione regionale”.

Un’accusa che potrebbe passare come la solita dialettica tra correnti opposte se non fosse per il riferimento ad una “linea nazionale del Partito” che, a quel tavolo, almeno dal documento sottoscritto, non viene riportata. Qual è la line politica cui si fa riferimento?

Le riunioni tra i referenti dei partiti, a livello locale, non possono essere solo una mera perdita di tempo finalizzate a tenere fermi al tavolo delle trattative chi scalpita per accelerare sulle scelte. Così si faceva tra la prima e la seconda repubblica quando l’obiettivo da raggiungere era quello di imporre, alla fine e fuori tempo massimo per un ripensamento, la propria soluzione.

Se così fosse, sarebbe davvero una strategia autolesionista da parte del PD che, a pochi giorni dalla convocazione dei comizi, dopo la decisione del TAR di annullare la deliberazione di Flavia Franconi che indicava Maggio quale data possibile per il rinnovo del Consiglio Regionale di Basilicata, potrebbe precludersi definitivamente  la possibilità di riconquistare, nel poco tempo che resta per farlo, la fiducia di quanti hanno già fatto scelte diverse.

Come se non bastasse arriva puntuale il comunicato dell’ispiratore della lista Progetto Popolare, il dr. Luigi Bradascio, ex consigliere regionale eletto nella lista Pittella che, con una nota inviata ai giornali, nello stile che lo ha contraddistinto in altre occasioni, senza mezzi termini, esprime contrarietà alla posizione del leader regionale della neonata formazione centrista, il consigliere Aurelio Pace al quale si contesta, anche in questo caso, la personale decisione di aver aderito alla proposta delle primarie in assenza di una condivisione interna al movimento di Bradascio.

Movimento che, a quanto si legge, lo avrebbe già indicato come capolista del progetto politico che vedrebbe protagonista un’area di centro che accoglie “quanti si ispirino ai valori del cattolicesimo, quanti provengano dal mondo dell’associazionismo e del volontariato, dalle professioni e dalla società civile, rispondendo ad attese e speranze di vaste aree della popolazione che spesso si sono astenute dall’andare a votare e che stanno vivendo un momento di delusione e disorientamento”.

Un lodo, quello di Polese, e delle primarie, assai complesso che anche CD+Europa sottolinea come “tardivo” sfilandosi dalla partecipazione alle stesse.

Un vero e proprio rimescolamento che deve essere recuperato nel più breve tempo possibile per evitare che, proprio il tempo, giochi una carta sfavorevole al candidato vincente delle primarie al quale sarebbe solo affidato il compito di trainare il carro del centrosinistra e non entrare neanche in Consiglio Regionale.

Di seguito la nota del dr. Luigi Bradascio.

“BRADASCIO RITIRA LA CANDIDATURA A PRESIDENTE DELLA REGIONE e L’ADESIONE a PROGETTO POPOLARE”

“Risulta dal documento conclusivo della riunione del centro-sinistra del 13 gennaio che Progetto Popolare ha condiviso la necessità di partecipare ad elezioni primarie per la scelta del candidato presidente del centro-sinistra alle prossime elezioni regionali”.
“A sottoscrivere il documento è stato il consigliere Aurelio Pace, contro la volontà del candidato presidente di Progetto Popolare, dottor Luigi Bradascio, e di tutto il gruppo di Matera città.Da tempo la posizione del gruppo, che si richiama al dottor Bradascio, e che ha contribuito a costruire fino ad oggi Progetto Popolare, è stata più che chiara e in più occasioni espressa attraverso la stampa: Progetto Popolare è una formazione moderata, centrista, riformista, europeista, fondata su valori di solidarietà sociale e di impegno civico non negoziabili, ben differenziata dagli altri movimenti e dagli altri partiti e non disposta a coalizzarsi con essi. Pronta ad accogliere quanti si ispirino ai valori del cattolicesimo, quanti provengano dal mondo dell’associazionismo e del volontariato, dalle professioni e dalla società civile, vuole rispondere ad attese e speranze di vaste aree della popolazione che spesso si sono astenute dall’andare a votare e che stanno vivendo un momento di delusione e disorientamento”.
“Per tutte queste ragioni l’iniziativa del consigliere Pace ha colto di sorpresa l’intero movimento e in modo particolare il dottor Bradascio che ha manifestato amarezza e delusione. Tanto più che, come risulta ampiamente dai resoconti giornalistici e da prese di posizione ufficiali sulla scelta delle elezioni primarie, ci sono troppe e pesanti opposizioni interne al Pd che mettono seriamente in discussione l’elemento essenziale della partecipazione popolare”.
“Non può che conseguirne, seppure molto a malincuore, la decisione di ritirare la propria candidatura a Presidente della Regione Basilicata e la stessa adesione a Progetto Popolare. Il dottor Bradascio e tutto il gruppo di materani che a lui fanno riferimento valuteranno nei prossimi giorni l’opportunità di proseguire la strada intrapresa, eventualmente con la creazione di un movimento autonomo”.

Giuseppe Digilio

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Lascia un Commento