QUESTA STORIA DELLA RIVOLUZIONE MANCATA

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Ognuno che faccia politica si porta dietro una storia, un percorso e la gente si aspetta che tutto quello che uno dice e fa risponda almeno ad una linea di coerenza con le idee professate e i comportamenti tenuti.  Ora c’è qualche consigliere regionale di maggioranza che si ricorda , dopo cinque anni, che Pittella si è scordato di fare la rivoluzione. Ovvero, la voleva fare ma poi è stato imbrigliato dall’orco cattivo della burocrazia che improvvisamente è uscito dal bosco e se lo è mangiato.  A prescindere che l’analisi è abbastanza semplicistica e che Pittella ha fatto certamente meglio di chi l’ha preceduto c’è da chiedersi se certe affermazioni non arrivino un po’ in ritardo e non puzzino di strumentalità: un consigliere regionale di maggioranza ha opportunità straordinarie per combattere una visione riduttiva della politica e per chiedere che si mantenga fede agli impegni presi con l’elettorato.  Può interrogare, chiedere, proporre soluzioni, denunciare la situazione di assoluta anomalia  di una struttura che frena, rallenta, impedisce la messa in pratica di indicazioni e direttive politiche. Può richiamare il suo presidente ad un pit stop per rivedere alcune cose, per aggiustare la macchina in corsa. Niente di tutto questo, nessuna iniziativa pervenuta. Oggi ci si ricorda che uno era sceso in campo per fare la rivoluzione e appena seduto a viale Verrastro si è scordata di portarla avanti. Che lo dicano gli oppositori interni ed esterni, da Lacorazza a Folino, tanto di cappello: sono stati avversati, hanno perso e hanno continuato a fare politica con le armi che avevano. Ma che , a dirlo, sia uno che in quella rivoluzione ha versato sangue non suo e si è trovato medagliato a sua insaputa, è altro conto. Gli sbagli di Pittella sono altri. Aver scelto per prudenza la linea della gradualità nel fare le cose, aver dimenticato per strada alcune, anzi molte persone che ne avevano decretato il successo, non avere avuto la capacità di dialogare con tutti , indipendentemente, dalle simpatie o antipatie personali e dalle posizioni politiche , non aver privilegiato la situazione regionale rispetto a quella nazionale.  Una eccessiva dipendenza da Roma che lo ha portato a stringere gli spazi di dialogo, fino a rintanarsi, negli ultimi tempi, in una gestione dell’Istituzione e del partito in chiave conservativa, cioè a pensare alla propria sopravvivenza, dopo che il vento favorevole è girato e candidature inopportune alle elezioni hanno offerto spunti per attaccare violentemente i Pittella . Tutto il resto è venuto di conseguenza , ma è secondario. La linea della gradualità ha coinciso con la linea della continuità nei Dipartimenti, negli enti, nelle Asl. Da anni scriviamo queste cose e parliamo del prezzo politico che si paga tenendo personaggi mediocri, invisi alle strutture e che invece rispetto al potere sono accomodanti, servili, adulatori e ipocriti, e che grazie a queste peculiarità riescono a passare da un padrone all’altro . Da anni parliamo di strutture inadeguate rispetto al volume ed alla qualità di attività di un presidente, di comunicazione sbagliata, di una partecipazione di facciata. Abbiamo detto le cose che non andavano e anche quelle ben fatte, dal turismo, all’ambiente, all’agricoltura, all’intervento per la città di Potenza, allo sforzo per Matera, alla solidarietà sociale, alla forestazione, al potenziamento dell’Arpab, al Consorzio unico di bonifica. Oggi chi si limita a dire che la rivoluzione  promessa non è stata realizzata, dovrebbe anche dire che non è solo colpa del generale, ma anche di quei colonnelli che lo hanno seguito all’insegna del motto ” va avanti tu che a me viene da ridere”. Se si vuole ripartire, bisogna fare un preliminare distinguo, tra chi vuole combattere seriamente questa battaglia decisiva per il centrosinistra lucano o chi, tra un se, un ma o un forse , vuole aspettare l’ultimo minuto per vedere da dove arriva il vento buono. E  poichè quella del Governatore è ancora la candidatura più forte per tentare un recupero del centrosinistra almeno in questa parte di Paese, dia ,Pittella, un taglio netto a tutti queste manfrine che hanno già superato il tempo massimo di tollerabilità . C’è bisogno di una generale concordia che non passi attraverso la contrattazione di posizioni ma dalla consapevolezza che per cambiare, laddove ce ne sia la necessità, bisogna prima esistere. E non è una sciocchezza. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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