QUESTE STRANE ELEZIONI COMUNALI

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federico valicenti

 In tanti, forse in troppi, piccoli paesi dell’entroterra si sono presentate liste” normali” di candidati amministratori e liste cosiddette “civette” ossia composte dalla stessa compagine avversaria, inserendo famigliari e amici stretti, in modo da avere una lista” contraria da battere”.

Questo succede perché in Basilicata, o comunque nelle piccole regioni, è difficile raggiungere la soglia del 51 per cento dove le liste elettorali sono “drogate” da persone che non vivono nel proprio luogo ma mantengono la residenza anagrafica per svariati motivi, a volte nobili a volte meno nobili, e cosi ingrassano di numeri le certificazioni elettorali del proprio comune.

Alla domanda perché non si è riuscito a fare una lista contrapposta all’altra il più delle volte la risposta è lapidaria, “nessuno vuole mettersi in gioco”, “non ci sono i numeri” perché i “vecchi politici non danno spazio”, “sono sempre gli stessi a candidarsi” e via discorrendo.

Davvero dovremmo pensare che considerata l’esiguità delle popolazioni non si riescano a trovare 8 persone da candidare come controparte ad altre 8 persone che si sono già candidate?

Sorgono dei dubbi sulla veritiera volontà di questo rifiuto da parte di gente che però vive di questo mondo dell’apparire a tutti i costi, del mondo” social “che dà voce anche a chi non sa cosa dire, dove tutti indossano divise di arbitri, giudici, semplificatori, autori, attori, nel grande palcoscenico che la rete della comunicazione offre, veloce, senza regole, quasi anarchica nel senso meno nobile della parola. Difficile da interpretare. Ma può anche essere che risulti più facile lamentarsi che non fare qualcosa per evitare di lamentarsi. Può darsi che sia più facile criticare che non fare. È più facile non assumersi responsabilità così evitare poi di essere additati di quello di cui ci si è sempre lamentato.

 E poi lamentarsi rimane sempre la cosa più semplice da fare. Ma in questo disegno “criminoso” esiste sempre qualcuno che va oltre, che lo rende più efferato, dove la democrazia diventa un’arma di vendetta, sottile, consumata su logiche personalistiche quasi aberranti.

Questo rende ancora più pericolosi i mediocri personaggi che popolano la “politica locale”, che appartengono alla politica disfattista, di quelli che “muoia Sansone con tutti i filistei”. Questi pseudopolitici locali che non avendo capacità di attrarre persone nel proprio schieramento, non riuscendo a compilarne una da contrapporre all’ altra, attendono l’ultimo momento utile per la presentazione di una ipotetica lista. Come nei migliori “coup de theatre”, con un colpo di scena degno dei famosi thriller di Hitchcock, questa lista da contrapporre non viene presentata per fare in modo che l’altra lista non possa raggiungere la soglia del 50 % più uno degli aventi diritti al voto. Quindi le elezioni sono nulle e il comune viene commissariato fino a nuove elezioni.

Non sarebbe più giusto liberare le democrazie dei piccoli paesi accorpandoli fino a 5000 abitanti? Oramai si è raggiunto il massimo della non rappresentanza democratica nei piccoli comuni. Sarebbe il caso di abolirli e farli diventare comunità di un solo comune. Oppure conviene tenere questi piccoli, esigui comuni per metterci sopra una bandierina? Magari secondo la logica del dividi et impera. Altro che macro regioni, si dovrebbe pensare a rafforzare le Municipalità accorpandole in modo da favorire la loro progettualità e le proprie identità in una visione di democrazia del futuro realmente rappresentativa.  

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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