“Quieta non movere”: la strategia di Zingaretti è senza futuro

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Il Pd è un treno fermo alla stazione di Roma. E’ sembrato che si muovesse, ma era un effetto ottico dovuto al movimento fatto dal convoglio renziano che lasciava la stazione. Ora che Renzi ha preso il largo, si fa per dire, si capisce che il treno di Zingaretti è ancora fermo e che se il macchinista non si dà una mossa, non riuscirà più a ripartire. E’ onesto osservare che i meriti di Zingaretti in questa tenuta del Pd sono pochi o nulli e che il vero risultato che Renzi ha ottenuto andandosene è di ricompattare il partito, liberarlo dalle polemiche quotidiane e farlo sembrare affidabile. Zingaretti è il fortunato fruitore di questa nuova avventura renziana e ,se proprio vogliamo trovargli un merito, è di essersi nascosto dietro un profilo che più basso non poteva essere : assente in Emilia, su richiesta di Bonaccini, adagiato su Conte in funzione di un mantenimento dello status quo, attento a non entrare in rotta di collisione con i cinque stelle che lo tengono in vita, e, ovviamente, guardingo nei confronti dell’ex segretario del partito per eventuali ipotizzabili sgambetti alla maggioranza. Quello che è certo è che il pd senza fare assolutamente niente, si è ritrovato legittimato ad essere punto di riferimento di uno schieramento alternativo a quello di centro destra. Chi pensava che sotto l’onda della protesta populista, il Pd dovesse lasciarci le penne, non ha messo in conto la variante di un Renzi che è riuscito a catalizzare le antipatie degli elettori di sinistra e a far tornare il sorriso in casa del Pd, considerato vittima dell’avventurismo del fiorentino e assolto un po’ frettolosamente dalle colpe che pure gli erano proprie. Oggi che il binario è libero, il treno del pd deve muoversi, e non può essere il convoglio dei vip , alta velocità,con tutto il codazzo degli aspiranti dirigenti locali o nazionali, intenti a difendere le loro posizioni, ma un treno come quello di una volta che si ferma ad ogni stazione e prende persone di tutte le comunità, con il carico dei bagagli fatti di problemi e di speranze. Bisognerebbe avere il coraggio di buttarsi tra la gente  , di ricominciare dalle buone pratiche, dalle sezioni e dai giovani, di far capire che la nuova fase non è la riedizione di comportamenti già visti ,o la conferma di potentati locali o la organizzazione dinastica della dirigenza, di affrontare il buio di una rottura col passato e di una apertura a nuove classi dirigenti, affinchè si affermino con i propri mezzi e le proprie capacità, senza , senza reti e senza protezioni . E’ già un fatto positivo che il Pd si sia dato uno Statuto, per uscire dalla falsa democrazia di gestioni nelle quali chi dissentiva finiva col perdere la voce di fronte ad una sordità totale del potere costituito. Ma il vero banco di prova sarà il modo in cui andare al congresso, se cioè si sarà capaci di buttare il cuore oltre l’ostacolo o di preservare l’esistente con un accordo a non farsi male.Vedremo :Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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