Ranch sorting – una nuova scoperta

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Claudia De Luca

 

“Vitello n.tre, tre,tre…”, dopo poco più di un paio di minuti di nuovo “Vitello n. otto, otto, otto..”;

è  il Polaris, piccolo, ma fondamentale marchingegno che sorteggia i numeri del vitello da cui i cavalieri devono partire per portarli nell’altro recinto: è stato lui a dare il benvenuto!

L’8 settembre, infatti, si è tenuto presso l’ A.S.D. American Horses, centro affiliato FITETREC – ANTE, la terza tappa del campionato regionale di Ranch sorting Basilicata, cui hanno partecipato cavalieri non solo lucani, ma anche calabresi, pugliesi, campani. Ho assistito a tutta la giornata di gara, e devo dire che quello che mi ha colpito è stato il clima sereno ed amichevole che si respirava, una competizione che non era spasmodica attesa di sovrastare gli altri, ma amichevole confronto tra cavalieri, addetti ai lavori ed anche stranieri curiosi di capire e di conoscere.

Ho visto tanti binomi cavallo – cavaliere riscaldarsi nel pre-campo, ho visto tante famiglie stare lì con bambini, cani, a fare il tifo ed applaudire anche un “no Time” riconoscendo e rendendo onore comunque allo spettacolo della performance cui hanno assistito; è stato un po’ come trovare un ambiente familiare, abbiamo anche mangiato tutti insieme lì dove era stata allestita un’ area ristoro.

Il pomeriggio è proseguito con un’altra sessione di gara e poi con la proclamazione dei vincitori che hanno ritirato le coccarde con i loro cavalli che devo dire, simpaticamente, si sono prestati ai vari reportage fotografici.

Durante la giornata ho avuto modo di parlare con Marina Sileo e Mimmo Veltri che sono i soci fondatori e responsabili del centro; Marina mi ha spiegato un po’ le regole del gioco, mi ha detto che la cosa fondamentale per lei, ma anche per quanti partecipano, è di divertirsi a prescindere dal risultato, mi ha dato anche la possibilità di chiacchierare con il veterinario responsabile: figura professionale sempre presente sul campo insieme al medico, oltre al giudice di gara, alla segreteria ed al maniscalco.

Ho conosciuto Gennaro Di Micco, medico veterinario, che si é pazientemente sottoposto  alle mie domande: mi ha detto di essere un ex trottatore di ippodromo, e di essere nel campo da 17 anni; gli ho chiesto se ci fossero delle norme da seguire per la tutela degli animali (mandrie e cavalli) e serenamente mi ha detto di sì: “ Devono avere acqua, fieno e una copertura dal sole, inoltre durante le pause faccio sempre allentare, se i cavalli sono fermi, le selle in modo da farli respirare liberamente; le mandrie invece, in base al numero delle squadre partecipanti, possono essere anche 2 o 3, e ogni 10 go devono essere sostituite.”  Ha anche raccontato che qualche volta ha  dovuto fermare cavalli che avevano avuto accumulo di acido lattico (i tecnici non me ne vogliano se non uso un lessico preciso, ma non è il mio campo), inoltre che l’attenzione sul benessere degli animali nell’arco del tempo è aumentato  ed anche le nuove leve stanno molto attente a cosa accade in campo, durante una gara e non nego  che la cosa mi abbia fatto davvero piacere; la conclusione del dott. Di Micco è stata davvero bella, e cioè che esiste e si può fare, se si rispettano le regole, anche uno sport  sano con gli animali: sono loro che fanno lo spettacolo con i loro cavalieri.

Mimmo e Marina coppia, in campo e nella vita, devo dire che sta costruendo una realtà bella, serena, sana; lo spirito che ne è alla base è quello di una convivialità ed aggregazione che ahimè raramente si ritrova nello sport e  direi nella vita quotidiana.

Ho chiesto a Mimmo perché oggi, con tanti sport magari più popolari, più sponsorizzati,  un ragazzo dovrebbe scegliere l’equitazione; la sua risposta è stata semplice, concisa, immediata ed efficace : “Insegna la disciplina, l’autocontrollo e  lo spirito di squadra, è uno sport completo, che ti consente di vivere all’aperto ed in relazione con un cavallo di cui devi anche prenderti cura.”

 

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