RAPPORTO ANTIGONE: IL CARCERE ….E’ MERIDIONALE

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Nonostante la legislazione abbia aperto spiragli, continua imperterrita la detenzione preventiva in carcere prima della condanna definitiva. Le misure alternative trovano una forte ostruzione nella magistratura di sorveglianza e sono pressocchè inesistenti i numeri relativi alla semilibertà. L’associazione Antigone che da anni si interessa della situazione carceraria descrive la logistica penitenziaria con numeri e fatti che lasciano aperti più di qualche interrogativo.  Tra i detenuti italiani, 5.473 sono nati nelle 7 regioni del Nord, mentre 10.029 sono di origine campana, 7.253 vengono dalla Sicilia, 4.179 dalla Puglia, 3.669 dalla Calabria, 2.644 dal Lazio. In termini assoluti, diminuiscono i reclusi di origine lucana, friulana e valdaostana. Le donne sono il 4,2% (2.285) del totale della popolazione detenuta: 49 sono quelle madri che vivono in carcere con 58 bimbi sotto i 3 anni di eta’ Per quanto riguarda il sovraffollamento, Antigone racconta la propria esperienza tratta da visite in alcuni penitenziari: a Nuoro, afferma l’associazione, vi sono tre bracci dell’istituto “del tutto inutilizzabili”, a Livorno un padiglione e’ chiuso dal 2016 e 2 dal 2011. Anche a Civitavecchia ci sono 2 padiglioni mai aperti perche’ mai ristrutturati dopo la chiusura del 1992 e ad Arezzo si attende ancora l’assegnazione del bando di gara dei lavori per ristrutturare l’istituto. Il tasso di affollamento e’elevato, osserva  associazione, soprattutto in Lombardia, a Como (186,6%) e a Busto Arsizio (174,2%), dove in varie sezioni si e’tornati a ospitare 3 detenuti per camera, sfiorando il limite dei 3 metri quadrati per detenuto. Nel 69% degli istituti visitati da Antigone ci sono celle senza la doccia e solo in uno, a Lecce, e solo in alcune sezioni, e’ assicurata la separazione, prevista dalla legge, dei giovani adulti dagli adulti detenuti. Carenti anche i numeri sul personale: Antigone parla, per quanto riguarda le carceri visitate, di una media di 1,7 detenuti per ogni agente, un dato “tra i piu’ bassi – rileva – di tutta l’Unione europea”, e definisce “drammatica” la situazione degli educatori. A lavorare, nei penitenziari visitati, e’ circa il 30% dei detenuti, ma nel 26% degli istituti non vi sono datori di lavoro esterni, nel 6% non ci sono corsi scolastici attivi e nel 43% non ci sono corsi di formazione professionale. Solo ad Opera, la delegazione di Antigone ha rilevato,durante la sua visita, la possibilita’ di fare colloqui via Skype con i familiari, e solo nel carcere di Alessandria e’ possibile una qualche forma di accesso ad Internet. Le comunita’ straniere piu’ rappresentate sono quella marocchina (18,5% degli stranieri in carcere), romena (14,1%), albanese (13,4%), tunisina (10,5%), nigeriana (5,1%), egiziana (3,4%) e algerina (2,3%). Su diloro, emerge dal dossier, “pesa tantissimo” la custodia cautelare, che raggiunge un tasso di 41,4% (quello riguardante gli italiani e’del 32,5%), tanto che Antigone parla di “sapore di una discriminazione nella fase processuale.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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