Rocco Rosa
Sarà pure, come dice D’Alema, una manovra elettorale; se così fosse, le elezioni le vorremmo tutti gli anni. Non so se riuscirà a portarlo a termine e se l’Europa glie lo farà passare, ma il provvedimento raccoglie praticamente tutto quello che le organizzazioni imprenditoriali, dalla CONFINDUSTRIA, alla CONFCOMMERCIO, ALLA CONFARTIGIANATO, alla COLDIRETTI da tempo chiedevano al Governo: 1) la diminuizione dell’Ires dal 27,5 al 24 per cento, l’azzeramento dell’Irpef agricola per i coltivatori diretti, l’aliquota semplificata al 24 per cento per gli artigiani, la cancellazione dell’imu sui terreni agricoli, l’abolizione di Equitalia e la eliminazione, dai debiti verso lo Stato, degli interessi e delle sanzioni, lo stanziamento di 4,5 miliardi per il piano casa, gli sgravi sulla produttività e infine la “voluntary disclousure”, cioè una ulteriore manovra di rientro dei capitali, che dovrebbe far tornare i soldi dall’estero. Con tutte le organizzazioni datoriali che hanno avuto quello che volevano, oggi il Governo ha lanciato la sfida sullo sviluppo, dando un messaggio chiaro a tutti quelli che finora dicevano:” si, ma…”. Non sono un fan del presidente del Consiglio, ed ho una personale ritrosia nei confronti di alcuni atteggiamenti un po’ istrionici, ma questo è uno che di fronte alle sfide non si tira indietro e rilancia: vediamo adesso, ha detto agli imprenditori, se ci date gli 800 mila posti in più che nella preparazione dei provvedimenti avete giurato di poter realizzare!. Ora, la politica italiana non è quella inglese, che un governo lo vedono dai fatti. Qui lo vedono dalle persone e lui, Renzi, può anche fare le teste d’angelo, come si dice qui da noi, ma per le opposizioni e gran parte della stampa sarà sempre uno da demolire. Questo è un paese difficile, dove la gente è abituata a dividersi sempre in due, a spaccare il capello in quattro e difficilmente a farsi in otto per remare tutti dal verso giusto. Ci fosse una stampa che faccia dalla mattina alla sera il pelo e contropelo agli atti del Governo, e dica quello che di buono o di cattivo ha fatto, saremmo un Paese più sano e virtuoso. Ma qui la stampa si divide in due, tra chi insulta il governo e chi cerca di ingraziarselo con gli articoli lecca lecca. Come possiamo mai farci una idea di quello è giusto o no quando anzichè parlare dei provvedimenti emanati dal governo si parla soltanto del perchè li ha emanati, di che cosa c’è dietro, di quale recondita manovra stia preparando ? Ecco il male italiano, demonizzare, non discernere perchè quest’ultimo verbo significa analizzare , separando i fatti dalle opinioni.Ed è difficile da declinare.