RIDARE UN RUOLO PIENO ALLE PROVINCE. LO CHIEDONO I SINDACI

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Monti e Renzi sono gli autori della più nefasta riforma istituzionale mai fatti in Italia e che riguarda l’abolizione del ruolo di ente intermedio delle Province, il primo con una legge che rendeva le province enti loclai di secondo grado, cioè non direttamente eleggibili dai cittadini ma eleggibili dai sindaci, il secondo con una pasticciata legge di semplificazione che ha lasciato alle Regioni l’arbitrio di decidere cosa le Province dovessero fare e cosa non dovessero fare. Con il risultato che mentre alcune Regioni ( Emilia per esempio) più illumninate hanno lasciato quasi tutte le  competenze inizialmente previste, la Regioni più accentratrici, come la Basilicata, hanno avocato a sé molte delle competenze, lasciando le Province qualche attività in tema ambientale, le attività di edilizia scolastica e quelle per la viabilità secondaria. Con il risultato che enti di grande prestigio e di notevole spessore organizzativo, dotati di competenze professionali elevate,si sono trovati improvvisamente a circoscrivere la loro attività in alcuni settori, senza neanche poter intervenire come strumento associativo dei Comuni che un’altra legge pasticciata ha messo in capo ad una ipotetica associazione dei Comuni dove peraltro è a discrezione del singolo Comune parteciparvi o meno. In questo bailamme, il 77 per cento dei sindaci italiani, dopo un decennio di riforme che dovevano semplificare il sistema, nel 2019 ha preso l’iniziativa di sottoscrivere un ordine del giorno che chiede di riattribuire pienamente alle province il loro ruolo costituzionale con questa motivazione : Sottolineata l’importanza che per noi Sindaci, nella nostra azione quotidiana al servizio delle città che amministriamo, rivestono le province, istituzioni chiave per la coesione e il governo dei territori e attraverso cui sono garantiti servizi essenziali ai cittadini (…). Servizi che sono diritti inalienabili che non possono essere assicurati a livello comunale ma che necessitano di un ente intermedio per l’erogazione ottimale“. Il volere è chiaro ed è stato trasferito alla commissione parlamentare che sta lavorando al riordino del testo Unico delle Autonomie locali: anzichè  sfrenare la fantasia alla ricerca di agenzie, consorzi, enti sub regionali per dare ad essi spezzoni di competenze, si riveda integralmente il ruolo delle Province in quanto enti intermedi , riattribuendo competenze in ambiti precisi e soprattutto in maniera omogenea in tutto il territorio italiano. Questa volontà è stata chiaramente espressa nell’ambito dell’assemblea italiana delle Province, alle quali hanno partecipato i due presidenti lucani, Rocco Pappalardo e Piero Marrese  per i quali evidentemente è fallito il tentativo di depauperare il sistema delle autonomie locali, anche alla luce delle esperienze fatte in questi dieci anni e che hanno dimostrato che gli storici enti intermedi conservano capacità organizzative ed esperienze amministrative che le hanno reso essenziali nei momenti delle’emergenza . Infatti-dicono i due rappresentanti lucani- “Basti pensare a quello di cui ci stiamo occupando ora, come le risorse del Pnrr, la pianificazione territoriale, la transizione energetica, le strade e scuole superiori. Riparte da qui il cammino delle Province di Potenza e Matera, dopo l’insipienza regionale che anzichè puntare sul decentramento funzionale ha scelto la strada dell’accentramento burocratico ed asfittico. E non sono errori solo di oggi. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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