RIDUZIONE DELLE ACCISE? SI VA VERSO L’ AUMENTO!

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Sulle accise non si è detto tutto e le promesse elettorali non mantenute da Salvini sulla riduzione evidentemente non sono state giudicate tali, dato il successo che il ministro dell’Interno continua a ottenere nel Paese. Certo, alla luce di quanto aveva promesso, ci sarebbe da definirlo bugiardo alla pari dell’ex primo ministro Matteo Renzi che, sulle promesse mancate di Salvini, però, sembra avere le sue responsabilità.

A Matteo Salvini, il Felpamaresciallo d’Italia, si può imputare il fatto di aver promesso qualcosa che sapeva già dover essere impossibile da realizzare, ma la colpa della mancata diminuzione delle accise, è anche di Matteo Renzi e di un decreto legge a sua firma che imponeva di alzare ulteriormente le accise sulla benzina entro il 30 novembre 2018. Il Decreto Legge, per gli appassionati della materia, è il 91/2014.

Un Decreto aggiunto nel silenzio generale delle opposizioni, Movimento Cinque Stelle e Lega che, nelle intenzioni, serviva a finanziare “il meccanismo di aiuto alla crescita economica (ACE)”. Come si finanzia l’ACE? con il più classico dei metodi: Garantendo le coperture attraverso aumento delle tasse sul gasolio. Elementare.

La norma prevede “un aumento, a decorrere dal primo gennaio 2019, dell’aliquota di accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché del gasolio usato come carburante, da adottare con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli entro il 30 novembre 2018”. Per questo le accise possono solo aumentare e non diminuire come del resto dichiara il Ministero di Economia e Finanza in un’interrogazione a risposta scritta.

ministro DaniloToninelli

Il governo, però, è consapevole del fatto che i carburanti in Italia così come il problema trasporti rappresentano un ordigno pronto ad esplodere e che una soluzione va trovata in fretta prima che la situazione sfugga di mano. Il ministro Toninelli, dal canto suo, su sollecitazione delle associazioni di categoria, è riuscito quantomeno ad ottenere un rinvio di sei mesi degli aumenti dei pedaggi autostradali sulla quasi totalità del territorio. Sei mesi passano in fretta, ma serviranno a superare il voto alle Europee, unico interesse dei partiti di maggioranza attraverso cui contarsi per decidere chi dei due movimenti resterà alla guida e chi farà posto a nuove maggioranze. La strada della separazione tra M5S e Lega è quasi obbligata.

Si intuiscono, da com’è stata proposta la legge di Bilancio, le previsioni catastrofiche di crescita del paese. Previsioni catastrofiche ipotizzate dalle agenzie internazionali di rating sia per gli impegni da osservare che per le promesse da mantenere. Le coperture finanziarie per tenere dentro tutte le promesse elettorali, non lasciano spazi a dubbi sulla necessità di varare una manovra bis entro fine anno. Benché dal governo arrivino parole di conforto è quasi impossibile scongiurare nuovi aumenti di tasse. Altro che diminuzione delle accise. Il rischio concreto è che aumentino ulteriormente e a dismisura.

on.Massimo Bitonci

Nonostante la consapevolezza di essere impossibilitati a diminuire le accise, Massimo Bitonci, il potente sottosegretario legista all’economia, nei giorni scorsi, ha annunciato in un’intervista al Messaggero che il governo avrebbe dato il via a “un primo sfoltimento delle accise sulla benzina”, cancellando “quelle più datate nel tempo”. A queste dichiarazioni, Forza Italia, pur sperando in un rimpasto di governo che ristabilisca la naturale conformazione politica di centrodestra (come del resto accade in tutte le regioni italiane), ha subito presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere “se e quando l’esecutivo intenda procedere al taglio del costo fiscale della benzina”, ma soprattutto “con quali tempistiche”.

on. Galeazzo Bignami

La risposta a Forza Italia che avrebbe dovuto rafforzare le dichiarazioni del Leghista Bitonci, è affidata all’On Galeazzo Bignami, eletto con la stessa Forza Italia nel collegio plurinominale dell’Emilia Romagna nonché membro della Commissione Finanza il quale ha smentito categoricamente la possibilità di una diminuzione delle accise, annunciando, viceversa, che “a breve vi sarà un significativo ritocco al rialzo per garantire un ulteriore gettito alle casse dello Stato”.
 Il deputato forzista, ha spiegato che “ulteriori riduzioni delle aliquote di accisa sui carburanti sarebbero fattibili dal punto di vista tecnico ma impossibili da realizzare vista l’esistenza di un’aliquota minima stabilita dalle direttive dell’Unione Europea” e, appunto “l’entrata in vigore del decreto legge firmato da Renzi e dal suo governo per il meccanismo di aiuto alla crescita economica (ACE)”

Altro che diminuzione delle accise!. Il governo proprio dalle accise dovrà recuperare 140,7 milioni di euro nel 2019, 164,4 milioni di euro nel 2020 e 148,3 milioni di euro a decorrere dal 2021.

Giuseppe Digilio

 

 

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