RIFIUTI, ENORMI PASSI IN AVANTI. MA L’ARPAB E’ LATITANTE

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a colloquio con Pio Abiusi , coordinatore Associazione Ambiente e Legalita della Basilicata

Pio Abiusi

Ci sono cose che non vediamo più in Basilicata. Cumuli di immondizie, camion che girano alla ricerca di discariche consenzienti, tariffe alle stelle per questi trasporti in costante emergenza, insomma una situazione di normalità che solo alcuni anni fa sarebbe stato difficile immaginare. Conversiamo con Pio Abiusi di come si sia arrivati a questa situazione, che oggi contrasta, positivamente con le vicende che arrivano da altre regioni, con i depositi in fiamme e con lo smaltimento che arranca.

Miracolo della buona politica?

Certo, ci sarebbe da chiedersi perchè questa situazione di normalità non si sia realizzata prima, perchè in fondo la Basilicata produce piccole quantità rispetto ad altre regioni: C’è una produzione di rifiuti appena sotto le 200 mila tonnellate, qualcosa come 346 kg a testa ogni anno a fronte di una media nazionale che è di 3489 kg procapite. Ricordare il tour della monnezza, da noi più volte denunciato- è riandare a tempi in cui si lavorava alla giornata, senza programmazione e senza la ricerca di soluzioni definitive.

In più con discariche non in regola

Si, un giorno sì ed un altro pure le discariche si vedevano ritirare le autorizzazioni per gravi inadempienze. Proprio in questi giorni vi è stata la prima udienza alla Corte di giustizia Europea, per qualcosa come 23 discariche non a norma

Tutto a posto dunque?

Non proprio: un primato la Basilicata lo ha ed è quello relativo all’unico inceneritore presente : Fenice, un impianto piccolo, roba da archeologia industriale risalente agli anni ’90 ma che ha inquinato le falde acquifere. Di bonifica non se ne parla e finalmente dopo 8 anni di conferenze dei servizi accanto al capezzale dell’ammalato qualcuno ha detto pubblicamente ”Io chiederei di convocare una Conferenza di Servizi per una rivisitazione critica di tutto il procedimento, a partire dalla messa in sicurezza alla bonifica”, parole chiare! L’inceneritore lo si potrebbe chiudere e poi basterebbe impegnarsi per capire fin dove è arrivato l’inquinamento delle falde e dimostrarne le cause, cosa che non è stata ancora fatta.

E gli ex cementifici?

I cementifici dovranno essere monitorati ma Arpab è latitante; da Novembre 2017 hanno avuto l’ A.I.A.e sono autorizzati a bruciare CSS- rifiuti per 50 mila tonn. e CSS-combustibile per 10 Mila tonn a Barile mentre Italcementi è stato autorizzato a bruciare 60 mila tonn. di CSS -Combustibile.

Vedo che storci il naso

E’ necessario fare un primo bilancio sui Cementifici dopo un anno di esercizio al co-incenerimento e questo spetta all’Arpab che però è latitante.

Che cosa manca all’impiantistica?

diciamo che in Basilicata al momento non esistono impianti di compostaggio per trattare l’umido. Uno è in via di realizzazione da parte della provincia di Potenza, a Venosa per 18,4mila tonn; con il Bando per la gestione della frazione umida e verde dei rifiuti urbani si vuole favorire la diffusione del compostaggio di piccola scala, ossia l’autocompostaggio domestico e di comunità. Il bando ha suscitato molto interesse e potrebbe essere rifinanziato. In un tempo brevissimo il quadro regionale circa gli impianti per il trattamento dell’umido dovrebbe essere completamente rivoluzionato ma nelle dimensioni adeguate alle nostre esigenze perchè a regime con la raccolta differenziata noi dovremmo produrre 60/70 mila tonn. di umido annuo.

Passiamo alla raccolta differenziata che è il punto di orgoglio per Potenza e quello dolente per Matera.

La Basilicata ha fatto un balzo in avanti passando dal 25,8 del 2013 al 45,3 del 2017, l’incremento si è accentuato nel 2017 ed il ciclo virtuoso si è avviato con esclusione della pecora nera che è Matera; Su base provinciale siamo sostanzialmente ad un trend di crescita senza traumi, la Provincia di Potenza dal 29,0 del 2013 passa al 49,5 del 2017, la Provincia di Matera invece dal 20,7 per il 2013 va al 38,9 per il 2017. Come avevamo anticipato Potenza il 2017 era attestata al 47,8% di raccolta differenziata e la percentuale per il 2018 dovrebbe aggirarsi sul 60%. Per Matera è stato possibile con la piattaforma ORSO conteggiare quello è stato realmente la quota di differenziata che è il 17,5% e per il 2018 sarà identica. Sono finiti i tempi dei numeri dati a caso per guadagnarsi meriti inesistenti. Matera chiuse il 2016 con un 25,645% ma con una specifica annotazione

Adesso possiamo almeno essere sicuri che le cifre che le Amministrazioni danno sulla differenziata sono sicure e controllate?

Speriamo, il sistema di controllo procede e quanto prima l’implementazione della piattaforma WEB Orso consentirà una elaborazione di maggior dettaglio dei dati di produzione di RSU ed RD in ambito comunale, risolvendo attraverso verifiche incrociate l’attuale principale problematica nell’elaborazione che riguarda la corretta computazione nelle % di RD dei rifiuti” Fino ad oggi così non è stato : i dati forniti dal comune di Matera antecedenti al 2017 erano gonfiati e questo era permesso perchè non vi erano crociature . Oltre alla alle percentuali farlocche di raccolta differenziata risultano essere farlocchi anche i dati sulla quantità dei rifiuti trattati. Si è sempre detto che le quantità di rifiuti prodotti dalla città sono aumentati e quindi la TARI è lievitata per effetto delle maggiori quantità trattate oggi emerge che le quantità sono passate da una media di 30 mila tonn. annue dal 2011 al 2016 ad una quantità più contenuta di 25.972 tonn. per il 2017 sempre per effetto della predetta crociatura del dato. Potrebbe significare che è stato creato un tesoretto attingendo dalle tasche dei cittadini , tesoretto sul cui utilizzo dovrà essere fatta chiarezza!

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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