RILANCIO INDUSTRIALE, LA CORSA AD OSTACOLI DI CUPPARO

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Nel percorso di rilancio dell’industrializzazione in Basilicata, oggi ritornato di attualità grazie alla introduzione delle Zes e del regime fiscale speciale che esse portano, la Regione si trova a dover affrontare il nodo dei Consorzi industriali, del loro riassetto e del ruolo nuovo che gli si chiede in relazione alla esigenza di aumentare l’attrattività delle aree. In questo compito , che era già in larga parte stato assunto dal precedente Governo, pesa la differente situazione debitoria tra consorzio di Matera e Consorzio di Potenza, quest’ultimo gravato da pendenze antiche e da un meccanismo di costo politico dei servizi ( acqua e depurazione) che gli ha impedito di ricavare finanche le spese sopportate per gli stessi. E’ noto come il tentativo di aumentare la tariffazione dell’acqua sia stato portato alle industrie con successo davanti al Tar, con la motivazione che non è il Consorzio a dover decidere sulle tariffe ma l’EGRIB.  Chiunque sia, in qualunque regione, appare inammissibile che uno ci debba perdere nella fornitura di un servizio, per cui sarebbe oltremodo necessario che una decisione arrivi da chi ne ha la titolarità. Anche perchè il discorso della tariffazione non è secondaria ai fini della capacità di autogestirsi da parte del Consorzio. IL commissario attualmente in carica ha dimostrato in un solo anno che , a parte la debitoria del passato, il Consorzio è riuscito a mettere in equilibrio il bilancio corrente, con il che diradando i dubbi sulla gestibilità dell’Ente. Ora la vera tegola che si è abbattuto sul Consorzio riguarda il processo di risanamento che il Governo Pittella aveva avviato con un finanziamento di 2 milioni all’anno per il consolidamento dei debiti e la riorganizzazione delle attività, compresa la dismissione di aree alla città di Potenza che comportavano oneri indotti in termini di manutenzione e quant’altro. Ebbene, questo intervento è stato considerato dal Governo “aiuto di Stato” per il fatto che il Consorzio non gode di una natura pubblicistica ma è un ente pubblico economico e quindi non una società emanazione del pubblico. Questa legge è stata impugnata dal governo presso la Consulta e per marzo si attende la pronuncia. Ma è evidente che il Governo regionale non può attendere marzo e vedersi bocciata una legge . Deve almeno fare come la Regione Toscana che di fronte alla stessa situazione, identica e sovrapponibile, ha cambiato la natura giuridica del Consorzio legiferando ( LEGGE 17 LUGLIO 2019 N.44)  che esso è costituito dalla Regione Toscana per il 51 per cento, dai Comuni interessati, dall’autorità portuale interessata, e che al Consorzio possono partecipare altri enti pubblici economici o istituti di credito. Nel caso della Basilicata ,alla Regione ,alla Provincia e ai Comuni, potrebbero aggiungersi le aziende di servizio SEL e Acquedotto Lucano, aumentando la capacità di correlazione tra aziende per migliorare energeticamente le aree e per razionalizzare la fornitura di tutti i servizi. Si prenda il toro per le corna, prima che la Cassazione faccia trovare la sorpresa di una situazione nuova e non gestibile. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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