“RIMETTERE AL CENTRO LE RAGIONI DI UNA GENERAZIONE”. LA SFIDA DEI GIOVANI DEMOCRATICI LUCANI

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MICHELE PETRUZZO

 

  Mentre sul governo giallorosso continuano a soffiare venti di rottura, i giovani militanti del PD lucano provano a tracciare la rotta e a dettare l’agenda politica del nuovo anno.

Ne ho parlato con Marco Zampino, Segretario regionale dei GD Basilicata.

È trascorso più di un anno dal congresso dei GD Basilicata (Ottobre 2019). Al momento, da Segretario regionale, qual è il tuo bilancio?

Innanzitutto, grazie per l’attenzione che hai avuto nei confronti dei Giovani Democratici di Basilicata e del lavoro che, con coraggio e fatica, stiamo provando a fare sul nostro territorio. Sì, dici bene, è da più di un anno che ho l’onore di guidare questa organizzazione giovanile. E’ grazie allo sforzo di tutti, delle iscritte e degli iscritti, dei segretari di federazione, dei segretari di circolo, dei ragazzi che fanno parte della mia segreteria, se oggi possiamo dire che siamo ripartiti e che, forse, siamo riusciti a ricostruire un pezzo di comunità che mancava al PD ed al centrosinistra. Rimettere al centro, in questa terra, le ragioni di una generazione, significa ridare speranza e voce ai tanti che vanno via e vogliono rientrare, ai tanti che sono rimasti, ai sacrifici delle loro madri e dei loro padri; ciò, con la grande ambizione di orientare le scelte, del nostro partito e dei nostri rappresentanti istituzionali, sulla via maestra della costruzione di un futuro più giusto ed equo per tutti. L’organizzazione giovanile è una comunità di ragazzi che si riconoscono ed imparano a rendere collettive le proprie idee, le proprie singolarità. Il riscontro che stiamo avendo va oltre ogni aspettativa e questo dimostra che non è vera la cantilena che i giovani sono disinteressati e non vogliono occuparsi di quello che li circonda o peggio, che non hanno ambizioni. Sono molto felice e orgoglioso, soprattutto per questo.

Quali obiettivi si pongono i GD Basilicata per il 2021?

Il 2021 sarà un anno cruciale, in cui speriamo di uscire dall’emergenza sanitaria grazie alla scienza, al vaccino, per tornare, finalmente, a “riveder le stelle” della nostra socialità. Quello che è già preoccupante è, invece, l’emergenza economica e sociale, i cui effetti, ci si paleseranno davanti con tutta la loro drammaticità a breve, e sappiamo quanto questo vale di più nella nostra terra. La politica deve saper dare risposte immediate, soddisfacenti, capaci di guardare oltre. La novità è che stavolta l’Europa ha battuto un colpo, che è politico. Una risposta, nel momento peggiore della nostra storia, a chi diceva che quella istituzione, quel progetto era fallito per la sua incapacità di andare oltre le regole della finanza austera, fatta di vincoli e coefficienti. C’è il NEXT GENERATION EU, un’occasione imperdibile per ricostruire su basi nuove il nostro tessuto economico e sociale. Investimenti in sviluppo sostenibile, lavoro, innovazione tecnologia della p.a. e del nostro tessuto produttivo. Ecco, se questo governo regionale non ha un’idea, noi vogliamo costruirla e consegnargliela. Questa crisi non deve lasciare indietro nessuno, soprattutto non deve lasciare indietro la nostra generazione. Questo è il nostro obiettivo per il 2021.

Veniamo, invece, al PD, che in Basilicata è attualmente commissariato e si appresta al Congresso. Quale destino, a tuo parere, attende i dem lucani?

Le sfide storiche che questo tempo ci pone davanti, qui al sud, in Basilicata, non le affronti con le ricette di singoli salvatori della patria. Serve, ora più che mai, l’esercizio collettivo dello studio, della programmazione strategica, dei valori fondativi che ci contraddistinguono, della selezione di nuova classe dirigente. Serve un Partito Democratico, che torni ad essere organizzato, utilizzando le vie nuove che stiamo sperimentando in pandemia, che superi i pruriti e le litigiosità dei gruppi dirigenti, che si rimetta a fare politica ascoltando i propri amministratori, i propri segretari di circolo, la propria organizzazione giovanile, la conferenza delle donne e di quell’ascolto ne sappia fare sintesi per orientare le azioni di governo, pur all’opposizione. Insomma, deve rimettere insieme mondi, esperienze, riflessioni, generazioni. E sono fiducioso che il congresso, a cui spero si arriverà terminata l’emergenza, darà una sostanza nuova al nostro partito. La sfida è cruciale. Continuare così significa essere destinati all’estinzione. C’è tanto fuori da noi che ha bisogno di essere rappresentato, e c’è l’urgenza che il PD si rimetta a fare il suo lavoro.

Quale ruolo giocheranno i giovani nella ricostruzione nel PD lucano?

La giovanile è un pezzo importante del PD di Basilicata. Noi ci siamo e con la nostra vitalità, con la nostra intelligenza, con il nostro coraggio non vediamo l’ora di dare una mano e di essere protagonisti del percorso di rinascita che ci sarà e che, speriamo, il nuovo commissario, l’On. Dal Moro, che è persona di grande esperienza e capacità, saprà incidere in vista del congresso. Non credo serva che, dopo tutte le sconfitte che abbiamo vissuto, il segretario di un’organizzazione giovanile richiami alla necessità di rinnovamento. E’ ormai un’urgenza ma non è un fatto meramente anagrafico. Rinnovare significa dare nuova linfa alla contaminazione generazionale che da sempre caratterizza la nostra storia. Significa avere nuovi strumenti di interpretazione della realtà, ridare fiato ai nostri ideali, stare al passo con il vissuto dei principali disagi che la nostra terra vive. Comporta dinamismo progettuale ed organizzativo ed anche – perché anche questo è importante – la ricostruzione di un legame empatico con il nostro popolo, da cui abbiamo, onestamente, tanto da farci perdonare.

Passando da locale al nazionale, qual è il tuo giudizio sull’operato di questo governo?

Penso che il governo abbia fatto un buon lavoro, nel gestire l’emergenza sanitaria, nella contrattazione con l’Europa, nel come sta garantendo la distribuzione dei vaccini. Con tutti i limiti che una fase eccezionale e unica porta con sé. Non era facile, né scontato. E’ emersa una serietà istituzionale che non si vedeva da tempo. Speriamo che le Regioni, invece, stavolta si dimostrino all’altezza di questo momento. Molte lo sono, altre meno. La giunta regionale che governa la Basilicata, per esempio, non è, per nulla, all’altezza della storicità di questo tempo. Lo ha dimostrato, da ultimo, sulla sanità e sul mancato rientro a scuola.

Infine una domanda sull’attualità: la questione delle scorie nucleari è tornata ad infiammare il dibattito, le comunità e i territori. I GD Basilicata si attiveranno su questo fronte?

L’abbiamo detto e lo ripetiamo: l’ipotesi di un deposito unico di scorie nucleari in Basilicata è irricevibile, né ora, né mai. Nelle consultazioni che seguiranno alla pubblicazione dei 67 siti idonei da parte di SOGIN, la Regione Basilicata faccia emergere con chiarezza le peculiarità della nostra terra, tutte incompatibili con un sito di stoccaggio ti tale portata. Anche noi siamo pronti a dare battaglia. 

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Sull' Autore

Michele Petruzzo

Nato a Potenza in una calda notte di agosto del 1994. Storico, appassionato di politica e tifoso della Roma. Ho studiato a Bologna, dove ho conseguito la laurea magistrale in Scienze storiche con una tesi in “Storia delle donne e dell'identità di genere”. Ho frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso e ho collaborato con “Il Manifesto”. Adoro la letteratura e il mare.

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