DI VITO DE FILIPPO°Ho conosciuto Rocco Rosa quando ero ancora ragazzo. Ci legavano vari interessi. La militanza politica, l’attività giornalistica, i ruoli apicali nella struttura regionale quando ho avuto l’onore di guidare la Regione ed anche straordinari rapporti di provenienza familiare che custodivamo gelosamente. Come sanno i lucani c’è una cultura “superiore” nell’essere dello stesso paese. Il legame più stretto della sua famiglia, infatti, era comune. Non dimentico il suo piglio dialettico e volitivo nella discussione politica. Mai cedevole ma sempre aperto e rispettoso del pensiero dell’altro. Come non dimentico la sua serietà nel guidare importanti dipartimenti regionali quando si trattò di affrontare questioni complesse a partire da quelle della sanità. Ci siamo sentiti fino a poche settimane fa. Con le sue belle provocazioni, sia a voce che a stampa; la conclusione era quasi sempre la stessa: presidente, così nello stile del gentiluomo che era, mi chiamava: la bella politica non lo trovo più! Ci sono incroci ed incontri nella nostra vita che hanno un valore duraturo che va oltre la morte. Sono gli esempi, le testimonianze che fanno arricchire il nostro tempo di significato e di bellezza interiore. Rocco è stato un prezioso interlocutore. A Dio nel luogo che sicuramente merito
* Già presidente della Giunta Regionale della Basilicata e Sottosegretario di Stato