ROCCO SABATELLA
Non è facile in questo momento parlare di calcio dopo quello che è successo nell’Italia centrale sconvolta dal disastroso terremoto che ha praticamente raso al suolo alcuni comuni delle Marche e del Lazio provocando decine e decine di morti. E noi che abbiamo vissuto una simile esperienza 36 anni fa, possiamo capire l’immane tragedia che si è abbattuta sugli inermi cittadini che abitano questa zona dell’Italia e alle quali va il nostro pensiero e la nostra vicinanza. Anche il mondo dello sport si è già attivato per ricordare le persone morte attraverso un minuto di silenzio già indetto in tutte le manifestazione sportive del fine settimana prossimo. E più concretamente si muoverà nei prossimi giorni per dare alle popolazioni colpite tutto l’aiuto materiale di cui avranno necessariamente bisogno.Non molto lontano da Amatrice in provincia di Rieti, uno dei comuni più colpiti, la sera prima all’Olimpico di Roma la squadra giallorossa ha conosciuto una delle delusioni più grandi della sua storia: l’eliminazione precoce dalla Champions per mano del Porto che costringerà la Roma a scivolare in Europa League. Una brutta serata per il calcio italiano che non si riesce a liberare della maledizione dei play off della massima competizione per club di Europa e una mazzata non di poco conto per la società del presidente Pallotta. Mazzata che sul piano tecnico il gruppo guidato da Spalletti non impiegherà molto tempo a superare e che invece si riverbererà pesantemente sulle casse della società per una perdita secca della mancata qualificazione ai gironi di oltre 30 milioni di euro più sostanziosi incassi dalle tre partite casalinghe che avrebbe giocato nella fase dei gironi. Ma che cosa è successo alla squadra di Spalletti per incorrere in questa cocente sconfitta? Considerando che le premesse per una serata completamente diversa erano più che incoraggianti dopo il pareggio esterno con gol conquistato nella gara di andata. Si possono trovare tante cause, ognuna delle quali avrà contributo per la sua parte alla sconfitta: troppa tensione, valore di un avversario trasformato rispetto all’andata, ciò che era stato programmato a livello tattico da Spallenti che non ha dato i frutti sperati se non per i primi minuti dalla gara e fino al vantaggio dei portoghesi che ha letteralmente tagliato le gambe a Manolas e compagni. Ma la cosa più grave cui si è assistito all’Olimpico è stato lo scarso controllo emotivo dei comportamenti in campo. Già ad Oporto , una settimana fa, i giallorossi hanno dovuto giocare per 45 minuti in inferiorità numerica per l’espulsione di Vermaalen ma alla fine sono riusciti ad uscire indenni dallo stadio del Porto.L’altra sera, purtroppo, la situazione si è ripetuta: anzi si è aggravata di molto perché la Roma ha dovuto giocare un quarto d’ora in 10 e poi per tutta la ripresa in 9 uomini. Particolarmente grave è stata la mancanza di autocontrollo da parte del giocatore più esperto De Rossi che è andato a commettere il più inutile e dannoso dei falli molto lontano dalla sua porta e non da meno quello commesso da Emerson che ha in pratica tarpato le ali alla squadra che già sotto di una rete, si è puntualmente sciolta come neve al sole. Di fronte al Porto che, detto per inciso, non si dovuto affannare più di tanto per portare la qualificazione a casa. Ha solo approfittato dei graziosi regali infiocchettati dalla squadra romana.Spalletti non ha grandi colpe per questa sciagurata serata che ha fatto andare nello sconforto i quasi 40 mila tifosi presenti sugli spalti. Ma l’impegno con i portoghesi ha anche dimostrato che qualche giovane giallorosso non è ancora pronto mentalmente ad affrontare partite cosi importanti e delicate. E’ il caso di Paredes e di Emerson che hanno necessità di accumulare ancora tanta esperienza per questo tipo di partita. Lo stesso allenatore è rimasto anche lui sorpreso e meravigliato dalle mancate risposte avute dai suoi giocatori visto che la partita l’aveva preparata nei minimi dettagli e forse, se proprio gli si deve imputare qualcosa, avrebbe potuto affidarsi ad elementi della rosa più affidabili sul piano mentale e dell’esperienza e anche l’arretramento di De Rossi sulla linea dei difensori non è apparsa la soluzione migliore. Non sarà facile smaltire in fretta la delusione, ma il tecnico già nel dopo gara ha tirato su il morale della sua truppa ricordando che la stagione è appena cominciata e che gli obiettivinon cambiano. Compresa l’Europa League chenon deve essere assolutamente snobbata.
