ROSA CHIEDE LE DIMISSIONI DI LEPORACE DALLA FILM COMMISSION

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L’omaggio reso a Franco Piperno e la dichiarazione sui terroristi creano imbarazzo e polemiche

Riportiamo il comunicato stampa a firma del consigliere regionale Gianni Rosa, il quale manifesta un concetto che non va sottovalutato, ma che anzi andrebbe portato a norma comportamentale per chi dà e per chi riceve un incarico pubblico. La libertà di pensiero , nel momento in cui si rappresenta non solo se stesso ma anche la istituzione o l’ufficio che uno guida, deve muoversi nel contesto in cui si opera, e non può farsi portatori di sentimenti o di giudizi che in privato sono legittimi, in pubblico creano o possono creare imbarazzo. Tanto per capirci, Piperno è colui che dopo l’11 settembre  ha dichiaratoi sul quotidiano di calabria che si era trattato di “un evento dalla bellezza sublime”

Dice il consigliere Rosa:

“Scrive il Direttore della Lucana Film Commission: “Franco è stato rivoluzionario, perseguitato e incarcerato più volte per le sue idee eretiche.”. Franco è Franco Piperno che fu condannato non per le sue idee, siamo in uno Stato di diritto dove è tutelata la libertà di pensiero, ma perché è stato riconosciuto colpevole di associazione sovversiva nel processo del 7 aprile e condannato”. Lo afferma il consigliere del gruppo Lb-Fdi Gianni Rosa, precisando che “Poiché non ci risulta che il Piperno abbia mai rinnegato alcunché (e lo sottolinea anche il Leporace), ma anzi, in una intervista del 20 marzo 2008, ha anche affermato “I terroristi? Io penso che sono moralmente delle ottime persone, anche se hanno ucciso”, abbiamo chiesto, con una mozione presentata oggi in Consiglio regionale, che il Direttore della Lucana Film Commission si dimetta o, quantomeno, che il Governo regionale lo rimuova dall’incarico onde evitare che un’Istituzione lucana venga anche solo associata, en passant, con gli anni di piombo e le associazioni terroristiche”.

“Ora – dichiara il consigliere – molti potrebbero rispondere che è libertà di pensiero anche quella di ricordare un ‘vecchio amico’ da parte di Paride Leporace se non fosse che questi, in primo luogo, mistifica la reale vicenda di un personaggio legato all’attività terroristica delle brigate rosse, e, in secondo luogo, egli è il Direttore della Lucana Film Commission, tra i cui obbiettivi vi è la promozione della memoria storica e delle tradizioni delle comunità della Basilicata, tra le quali non rientra certo il terrorismo. Leporace non si limita a ricordare momenti privati ma tenta un’assoluzione forzosa di un personaggio che non ha mai rinnegato le disgraziate scelte fatte durante la sua militanza in ‘Potere Operaio’, di cui era il fondatore e che è riconosciuto come la culla di tutte le organizzazioni armate, Brigate Rosse comprese. Un personaggio, Piperno, che è arrivato persino a definire “l’undici di settembre” un “evento dalla bellezza sublime” e a ‘omaggiare i terroristi chiamati “intellettuali arabi”.

“Questione di opportunità” si chiede Rosa? “Certo – risponde l’esponente di Lb-Fdi – l’opportunità avrebbe voluto che il Leporace omaggiasse il suo ‘vecchio amico’ in privato, tanto per non gettare neanche la minima ombra che il rappresentante di una fondazione lucana la quale, tra l’altro, dovrebbe portare in giro il nome della Basilicata anche a livello internazionale, venisse macchiato anche solo dal sospetto di una vicinanza della Regione Basilicata con associazioni terroristiche di qualsiasi colore politico. I ‘destrorsi’, come il Direttore della Lucana Film Commission definisce chi si dissocia da quei periodi bui, gradirebbero tenere le Istituzioni lontane da chi è stato condannato per reati di associazione sovversiva”.

 

Franco Piperno

Da Wikipedia,
 

(Catanzaro, 5 gennaio 1943) è un attivista, politico e fisico italiano. Con Toni Negri è stato fondatore di Potere Operaio e tra i suoi maggiori leader insieme con Oreste Scalzone, Lanfranco Pace e Valerio Morucci. È stato professore associato confermato (II fascia) di Fisica della materia presso l’Università della Calabria. Fu condannato a due anni di reclusione per partecipazione ad associazione sovversiva nel processo 7 aprile, con pena prescritta.[1] I

Compì gli studi classici presso il liceo Galluppi di Catanzaro, e conseguì la laurea in Fisica presso l’Università di Pisa. Si iscrisse al Partito Comunista Italiano ma ne venne espulso prima dei moti studenteschi del 1968. Frequentò il gruppo che pubblicava Classe operaia, rivista che si formò intorno alla figura di Mario Tronti (autore di “Operai e capitale”). Ben presto finì con l’essere uno dei più famosi leader studenteschi del Sessantotto romano, partecipando da protagonista alla contestazione universitaria. Durante l’estate del 1969 fu nel vivo delle lotte alla Fiat, facendosene portavoce con la rivista La Classe. Verso la fine del 1969 fondò insieme ad altri il gruppo politico Potere Operaio. Ne fu, in una fase, segretario nazionale, e leader riconosciuto insieme a Toni Negri, Oreste Scalzone, e in un primo tempo Sergio Bologna. Potere Operaio fu filiazione di Quaderni Rossi (di Raniero Panzieri) e, appunto, di Classe operaia (dunque nel solco  “aristocratico” dell’operaismo italiano).

Nel 1973 un gruppo di Potere Operaio attuò un attentato noto come Rogo di Primavalle. Recentemente nel 2005 il nome di Piperno, in qualità di ex dirigente di Potere Operaio, è stato coinvolto (insieme a quelli di Lanfranco Pace e Valerio Morucci) nell’episodio. Su questo argomento ha rilasciato un’intervista su la Repubblica on line, in cui dichiara di essere stato informato dei fatti solo un mese dopo l’accaduto insieme al resto del gruppo dirigente. Insieme a Lanfranco Pace provò nel 1978, all’epoca del sequestro Moro, a tessere una delicata mediazione, umana e politica, attraverso il socialista Claudio Signorile nella speranza di ottenere la disponibilità al dialogo dal leader democristiano Amintore Fanfani al fine di salvare la vita del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, sequestrato nel marzo 1978, e per, altresì, evitare una criminalizzazione della lotta politica. Dopo il sequestro coniò la famosa espressione “geometrica potenza” per descrivere la capacità militare dimostrata dai brigatisti rossi nell’agguato di via Fani[2]. Piperno si espresse così si tratta di “Coniugare insieme la terribile bellezza di quel 12 marzo del ’77 per le strade di Roma (corteo di massa armato) con la geometrica potenza dispiegata in via Fani” (F.Piperno, Dal terrorismo alla guerriglia, in “Pre-Print”dicembre 1978). Era in quel periodo vicino a “Metropoli”, rivista in dialogo critico, con l’area dell’Autonomia (alla testata venne contestata tra l’altro la pubblicazione di un fumetto che ricostruiva nei minimi dettagli, a dire dell’accusa, il rapimento di Moro). Scioltosi Potere Operaio, una buona parte del gruppo romano era entrato, dopo qualche anno, nelle Brigate rosse, compreso Valerio Morucci, tra i rapitori di Moro. Lo stesso Toni Negri fu all’epoca sospettato e poi scagionato dall’accusa di essere stato ideatore dell’azione. Nella ricostruzione data da Piperno davanti alla Commissione  parlamentare[quale?] sul Caso Moro, Piperno sostenne che in quegli anni si visse una piccola guerra civile, dove le parti contendenti erano, per usare il gergo marxista, il valore d’uso e il valore di scambio. In seguito al “processo 7 aprile” (1979) contro Autonomia Operaia venne accusato di essere uno dei fiancheggiatori del partito armato. Da latitante si rifugiò in Francia, dove trascorse diversi anni grazie alla politica del Presidente François Mitterrand, che impediva le estradizioni per atti di natura violenta, ma d’ispirazione politica[senza fonte] (dottrina Mitterrand), ed in seguito in Canada. In seguito rientrò, ma venne poi scarcerato; tornato in Francia, tornò in Italia quando la pena, di soli 2 anni, fu prescritta. Interviene con impegno civile nei tanti dibattiti cui è chiamato a partecipare. Autore inoltre di molti articoli, ma di pochi libri (Manifestolibri ha pubblicato alla fine degli anni Novanta il suo Elogio dello spirito pubblico meridionale), è un attento osservatore di quel movimento che rappresenta oggi una forma di resistenza critica a un processo di globalizzazione non condiviso dal basso. Di recente ha pubblicato per Deriveapprodi un libro sull’osservazione del cielo, che riprende alcune sue lezioni universitarie, e per Rizzoli ‘68, un testo sull’esperienza sessantottina e sul suo significato.controverso è anche l’editoriale da lui scritto sul Quotidiano della Calabria in occasione del decimo anniversario degli attentati terroristici a New York, definendoli «un evento dalla bellezza sublime», e i terroristi «un pugno audace di intellettuali».[5]

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa
Online dal 22 Gennaio 2016
Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall’agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line ” talenti lucani”, una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell’opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.


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