SALVINI CHIAMA LE POMPE FUNEBRI

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Prima era solo un sospetto, adesso è una certezza. Quel casco giallo sul capo di Salvini era un messaggio chiaro di sponsorizzazione dell’Eni e di avallo politico della strategia di De Scalzi che se proprio deve uscire dal petrolio vuole tirare in Basilicata fino all’ultima goccia. Adesso è una certezza ,perchè Salvini non ne fa mistero e si vanta pure di aver risolto la cosa in quattro e quattr’otto, lui come promoter del petrolio e gli altri come uffici di collocamento. I voti gli danno ragione e se si possono capire quelli dati da gente senza lavoro, che preferisce mettere in forse la salute pur di portare il pane a casa, non si possono capire  quelli che si vedono compromettere il futuro delle proprie aziende, o del proprio lavoro da un inquinamento ambientale che c’è stato e dai pericoli di inquinamento di falde acquifere che ci sono e che oggi scontano la verità giudiziaria. Altro che balle della Colella!. Questi 4 miliardi che Salvini sventola come un assegno agli occhi dei lucani, in realtà sono solo una illusione ottica. Come già avemmo a dire nei mesi scorsi , ci sono investimenti si, ma sono indirizzati soprattutto a migliorare la resa dell’impianto, sia dal punto di vista dell’efficienza energetica, sia dal punto di vista della correzione di quelle cause che hanno comportato lo sversamento delle acque trattate. I due lotti di fotovoltaico, per una potenza ciascuna di 2 mw, servono all’Eni per risparmiare sulla bolletta energetica vista l’alta voracità dell’impianto.  Un affare privato su un suolo recuperato, pensiamo in area industriale. L’altra opera riguarda un impianto di nuova progettazione  per il trattamento del 100 per cento delle acque di risulta, cioè dopo le polemiche sulla Sindyal  e l’abbandono del progetto originario, il Cova si fa un impiantino più piccolo per evitare di conferire le acque al depuratore consortile.  Le polemiche sul progetto Syndial sono ancora nelle nostre orecchie. Scriveva un anno fa Antonio Bavusi, che sui temi ambientali è Vangelo, ” Il progetto “Blue Water” prelude ad un cambio di strategia da parte delle compagnie petrolifere in materia di smaltimento di reflui liquidi del petrolio. Associazioni, comitati e cittadini paventano il rischio che questo nuovo sistema renda sempre meno tracciabile il ciclo dei rifiuti, dalla loro origine al riciclo e smaltimento (di quella parte non “riciclabile”). Insomma, potrebbero più facilmente essere aggirati i limiti dei contaminanti consentiti nei reflui del petrolio, puntando a diluire, differenziare e frazionare i loro quantitativi, con la conseguente difficoltà, da parte di enti pubblici, di monitorare, controllare, in modo continuo, il funzionamento dell’impianto che solo in apparenza funzionerebbe “a ciclo chiuso”.  Vedremo se questa nuova progettazione sarà in grado di soddisfare le esigenze di tutela ambientale. C’è poi la sala operativa e il centro di monitoraggio ambientale, anche qui apparecchiature di nuova generazione per il controllo delle emissioni. Infine il progetto “agrivanda” per la produzione di piante officinali in terreni non utilizzati, e un centro per la sperimentazione e di formazione agraria. Insomma la sistemazione dell’area, l’efficientamento della fabbrica, e l’assolvimento degli obblighi di monitoraggio sono il 90 per cento un investimento interno , il 10 per cento un contentino alla comunità. Ognuno fa il proprio mestiere e l’Eni, da quando è una società pubblico- privata, il privato lo sa fare benissimo , il pubblico un po’ meno. Ma non è colpa del grande manager petrolifero se abbiamo una classe che non sa affrontare i problemi, con un Sindaco e un Sindacato che la sola cosa che hanno saputo dire nella circostanza  è che 200 posti di lavoro sono pochi, ce ne vogliono quattrocento.  Ora, se mettiamo insieme le tre grandi questioni che il Governo a spinta leghista sta portando avanti e cioè un nuovo piano petrolifero, l’autonomia differenziata e la sottrazione della risorsa acqua alla Basilicata, si capisce l’operazione Sud che la Lega ha portato avanti: sfruttare le risorse di Basilicata e portare i profitti al Nord. Un vecchio detto contadino delle nostre parti dice ” chi zappa bev l’acqua, chi pota bev vin  . Colmo del colmo, anche l’acqua per zappare ci viene razionata.  Non c’è mai stata in questi 70 anni di democrazia una strategia così pervicace e violenta di aggressione di un territorio. Sarò pure paranoico ma ho l’impressione che questa classe ora dominante la vedo tutta azzimata , compìta  ed educata come una efficiente squadra di pompe funebri. La colpa però non è loro, è sempre di chi ci ha portato a decidere per un voto che sa di eutanasia. rocco rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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