Le farmacie a croce verde hanno rivolto una richiesta al Ministero per praticare le vaccinazioni di massa e, al di là dell’azione di marketing che stanno facendo per farsi riconoscere come parte del sistema salute, potrebbe essere una buona idea se accanto all’infermiere professionale previsto per legge ci fosse anche un medico. Questo per dire che laddove si vuole fare una cosa ci sono sempre strutture che possono farle anche meglio del pubblico. Ma c’è pubblico e pubblico e quello del Sud è un pubblico che spesso si esprime col peggiore comportamento della burocrazia inefficiente. In Emilia, se porti un figlio a vaccinare, ti dicono il giorno, l’ora ed il minuto, in cui devi tornare per il richiamo: qui è un problema del genitore che deve ricordarsi di farlo, sobbarcandosi non ad un appuntamento preciso ma al solito parcheggio degli agnelli dove devi fare almeno due ore di attesa. Quando parliamo di sanità a servizio d’uomo, quest’uomo lo vediamo insignificante , sia sotto l’aspetto del rapporto umano, sia sotto quello dei diritti che gli competono. Genitori che lavorano debbono assentarsi e, se è legittimo chiedere un permesso per una esigenza del genere, è molto spesso un permesso che si paga . Questo dovrebbe obbligare tutti gli uffici , di tutte le specie, a rispettare la gente, considerando il loro tempo esattamente come qualcosa che vale e che conta. E invece ti trovi a far la fila, con impiegati o infermieri o medici che tranquillamente parlano di quello che hanno fatto la sera, oppure del loro capo che rompe le scatole, oppure….anche questa della sanità che non funziona. Si non funziona per il semplice fatto che non c’è la cultura del dovere e questo è lasciato alla coscienza dell’operatore sanitario. Al Rizzoli, come in altre strutture del Nord, alle sette i medici sono in sala operatoria. Da noi dopo il caffè e , quando ci vuole, la sigaretta. Non parliamo dei medici di famiglia, dai quali devi andare due ore prima per prendere il posto, sempre augurandoti che il medico non arrivi due ore dopo rispetto all’orario di visita. Nel qual caso se ne va una giornata. E’ arrivato il momento di considerare che la sanità efficiente non è solo strutture che si accorpano, ma capacità di servire meglio il cittadino con accorgimenti e indirizzi che non costano ma che valgono tantissimo. Occorre qualcuno che si metta nei panni della gente, raccolga le lamentele, le richieste le proposte e ne faccia una traduzione operativa, giorno per giorno, come un negozio che migliora su suggerimento dei clienti.
SANITA’ LUCANA . DOVE VAI SE LA CULTURA NON CE L’HAI?
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