Il Carnevale di Potenza ha coinvolto ed entusiasmato la città, conquistandosi il merito di entrare di diritto nel cartellone dei grandi Eventi. Ha dimostrato, come abbiamo detto ieri, che si può animare una città pur non spendendo soldi, ma mettendoci entusiasmo, capacità di iniziativa, coinvolgimento e buone relazioni con le espressioni associazionistiche della città. Al di là dei soliti puristi della tradizione, che vivono ogni giorno contestando tutto e molte volte senza argomenti, questa maschera si è conquistata il diritto di essere la maschera ufficiale di Potenza, come Pulcinella lo è per Napoli, Gianduia per Torino, Balanzone per Bologna, Meneghino per Milano. E’ una maschera povera che si ubriaca e sfotte, e per la quale l’ubriacatura, vera o finta, diventa il passaporto per farla franca. Sì, perché sfotte i potenti, i notabili, la casta, prendendosi gioco allegramente delle loro manie, sputtanando la loro tirchieria, i loro difetti nascosti e sussurrati. Per capire la maschera c’è un solo scrittore da leggere, ed è Lucio Tufano , i cui occhi fotografici hanno immaganizzato tutto quello che vi accadeva, fadndo poi fare il resto alla memoria e alle numerose letture sulla città a partire dall’800 e fino agli anni cinquanta: i baroni, i marchesi, i feudatari da una parte ed il “popolino” dall’altro, quello che subiva per 360 giorni e che a carnevale “si prendeva la confidenza” di spernacchiare i potenti. Un gioco di classi che è storia vissuta, oltre che storia narrata. Ci fanno piacere le parole del Sindaco De Luca che ha deciso di ufficializzare “Sarachella”, come maschera potentina. E apprezziamo le sue intenzioni: “la maschera di Sarachella deve diventare un elemento identificativo per la nostra città. Le iniziative promosse all’interno del cartellone del Carnevale potentino sono andate nella giusta direzione grazie al coinvolgimento dei bambini, delle istituzioni scolastiche e di tutte le associazioni che hanno valorizzato la figura della maschera cittadina”. Proprio l’edizione di quest’anno, che ha affiancato momenti di approfondimento storico-culturale a quelli più generali di divertimento e di evasione, ha creato le condizioni per avviare il percorso per il riconoscimento di Sarachella come maschera della città di Potenza, risultato questo oggi possibile grazie a quanti si sono prodigati per la definizione di un percorso culturale che oggi ci dà la possibilità di adottare ufficialmente uno dei simboli importanti per la crescita della nostra comunità. Un plauso a Lucio Tufano per aver ricreato lo scenario di una commedia cittadina e per avervi posto al centro un personaggio espressione dell’autenticità potentina, fino a farne diventare una Maschera in cui la città si è riconosciuta. Un successo di questa amministrazione che va riconosciuto e valorizzato e che molto deve all’assessore alla Cultura. Rocco Rosa
SARACHELLA SARA’ PROMOSSO. IL CARNEVALE DI POTENZA HA FATTO BOOM
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