SE ANCHE L’ACQUA LUCANA FA LA FINE DEL PETROLIO

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Non andiamo appresso alle ricostruzioni fantasiose di certi passaggi politici e alle riserve mentali che accompagnano certe scelte, ma una vecchia regola non scritta, che è cara ai lucani, è che, di fronte a cose che non si capiscono, è meglio parlare chiaro e mettere le mani avanti , della serie “ a buon intenditor…”.La vicenda che non si capisce è la nomina ad Acquedotto lucano di un Direttore Generale che viene all’Acquedotto Pugliese . Non perché sia di fuori regione nonostante in Basilicata gli ingegneri abbondino e siano anche bravi, dal momento che a questo ricorrere a professionalità esterne  il presidente Bardi ci ha costretto a fare l’abitudine, ma perché viene appunto da Acquedotto Pugliese un ente con cui abbiamo dovuto fare i conti e, facendoli, ci siamo sempre trovati in perdita, nonostante fossimo i titolari dell’acqua. Ebbene , della serie non è vero ma ci credo,  c’è il rischio che questa operazione sottenda o meglio prepari un’altra operazione di più vasta portata: quella di tornare a fare di Acquedotto Lucano un ramo di impresa della più fiorente e solida Azienda di distribuzione idrica pugliese.

Solo chi conosce la lunga storia di gestione del bene acqua, e delle traversie che si sono vissute in questi ultimi quarant’anni, può riconoscere a fiuto il pericolo di un bene acqua che rischia di fare la fine del petrolio, anzi peggio. Siamo i titolari della risorsa idrica, i territori dei cosidetti Santuari dell’acqua, ma ,mese dopo mese, giorno dopo giorno, ci troviamo sempre di più messi da parte. sia nelle decisioni che riguardano la pianificazione della risorsa, sia in quelle che riguardano i criteri di distribuzione, sia sopratutto riguardo alle compensazioni per un bene che comunque viene messo a disposizione di tutti, ma che non è illimitato e che deve essere mantenuto, protetto, e preservato.

 Per quanto riguarda la pianificazione della risorsa, la individuazioni e gestione degli schemi, al distretto idrico regionale è subentrato il distretto meridionale dove la Basilicata, pur titolare dell’80 per cento dell’acqua complessiva, è ridotta ,come rappresentanza, ad una testa su cinque.

Per quanto riguarda l’accumulo , abortita la strategia di farsi una società regionale per la gestione di dighe ed invasi, siamo ancora alle prese con un Ente, EIPLI, ex Ente Irrigazione che vive la condizione scomoda di chi è stato sfrattato ma non ha lasciato ancora la casa.  E’ sempre in liquidazione e già si sta pensando a come sostituirlo con una società interregionale, il cui statuto, ancora una volta, sembra dimenticare chi è titolare della risorsa e si muove esattamene in direzione contraria ,dando più peso agli utenti e meno ai fornitori di acqua.   Proposte, tattiche, perdite di tempo che sinora hanno avuto il solo risultato di mandare in gloria i debiti che la Puglia aveva con la Basilicata ( a proposito, ma quali iniziative legali si stanno portando avanti?) , mentre già l’altro debitore calabro, si è visto dimezzare gli stessi in una transazione.

Con l’arrivo del PNRR ,la Regione ha cercato di mettere le mani avanti, prenotandosi per tutto quello che attiene ai lavori sulle dighe lucane, alla manutenzione, allo svuotamento dei fanghi, sostenendo la tesi, sacrosanta, che queste opere riguardano i territori lucani e non possono né debbono essere gestiti da altri. Ma se passa quella legge sulla società interregionale, e soprattutto se passa con quegli articoli che non trasformano in quote azionarie la ricchezza idrica lucana, il rischio che altri non solo sfruttino la risorsa nostra, non solo decidano se e dove deve andare, ma mettono nell’angolo la basilicata, privandola del suo capitale più prezioso. DI fronte a questo tema , che sbrigativamente viene qui evidenziato, c’è bisogno di chiarezza da parte di tutti. Trattarlo come un affare da gestire ai piani alti è pericoloso perché stavolta se la gente non capisce o si sente tradita, la situazione rischia di andare fuori controllo.  Qui la politica lucana deve fare quadrato a tutti i livelli e in tutti gli schieramenti perché non ci sono sfumature: o si è difensori o si è traditori. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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