SE BOCELLI CANTA……….

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EDITORIALE

ANNA SCARNATO

Se Bocelli canta, è meglio per tutti.

 Mentre si lavora per mettere a punto una serie di provedimenti speciali a supporto di uno stato di emergenza che si ritiene opportuno prolungare sino al 15 ottobre, considerando possibili contagi virali di ritorno, arrivano messaggi inadeguati e pericolosi, dettati da superficialità e pressappochismo, non sostenuti da alcun fondamento scientifico sull’andamento dell’epidemia che ha colpito l’intero pianeta.

Riaprendo fabbriche, esercizi commerciali, ridando impulso alle attività produttive del paese, è perché si è fatto affidamento al buon senso, all’intelligenza delle persone; si è guardato alla necessaria ripresa dell’economia sull’orlo del fallimento. Non certo per la consapevolenza di essere fuori dal pericolo pandemico. Gli appelli a mantenere le precauzioni consigliate e spesso disattese e multate, sono stati evocati attraverso tutti i canali di comunicazione e ritenuti necessari fino all’assenza di nuovi casi.

E intanto diventano più semplici le procedure per le gare pubbliche al fine di ottenere un approvigionamento del materiale scolastico in tempo utile alla ripartenza delle scuole, della fornitura di dispositivi di protezione per gli uffici pubblici. Si sta predisponendo un monitoraggio per gestire possibili focolai e affrontare le aperture e le chiusure di alcune aree a rischio del Paese. Per gli arrivi di stranieri che scappano dalla povertà e dalla guerra si affrontano gare per una nave che contenga 1000 posti attrezzati per la quarantena e si operano scelte collegate alla gestione dei migranti in emergenza sanitaria con iter molto più rapidi.

 Il Ministro della salute, che sta decidendo per il paese, intanto appare più invecchiato a fronte di misure che ogni giorno deve adottare e calibrare in base ai dati che pervengono e a fronte di coraggiose decisioni come quelle relative alle chiusure delle frontiere ai paesi dove il virus è in piena “salute”.

Ce chi vanifica queste energie spese per la tutela della nostra salute che non deve avere colore, solo per partito preso e per una posizione non in grado di prevedere le conseguenze stesse delle parole usate in modo inadeguato e che, proprio per il ruolo pubblico rivestito da chi le pronuncia, potrebbero avere una ridondanza sociale di “gregge” molto pericolosa. In un convegno organizzato da Siri al quale ha partecipato Salvini, Sgarbi e Bocelli, e definito in più sedi negazionista e fuori dalla realtà, quest’ultimo ha commesso uno “scivolone” con le sue dichiarazioni perdonabili solo se le paragoniamo ad una stecca  che in campo musicale non è raro si verifichi. Ha ritenuto che  il lokdown sia  stata una misura inaccettabile e privazione di libertà personale e pertanto di aver violato spesso le norme restrittive per una “cosiddetta” pandemia. Ed è stata interpretata mancanza di rispetto alle tante vittime di covid la sua presa distanza dall’aver sperimentato il contagio  negli amici e conoscenti.  Una massima proverbiale latina ci piace calzarla al personaggio e perciò adattarla rispetto all’originale al suo operato nel sociale: ALIUD EST FACERE, ALIUD EST DICERE, dove l’azione sua concreta precede di fatto la “parola” tanto discussa e la neutralizza proprio sulla fattività e l’impegno per l’uomo. La delusione è tanta poiché viene da chi attraverso la sua voce ci ha sempre regalato emozioni positive e mai avremmo pensato capace di pronunciare parole che restano incomprese nonostante le ormai tardive pezze giustificative. La sua musica, la sua voce sarà il primo vaccino  contro il senso di sfiducia che inevitabilmente coglie dopo un’esperienza del genere.

Non certo si può concedere il medesimo trattamento per chi ha organizzato un incontro a dir poco “sovversivo” nei confronti di norme a tutela della comunità.

Per loro non sprechiamo parole, noi che crediamo alla Scienza e non agli arrivisti, noi che preferiamo mantenere la distanza di sicurezza, essere imbavagliati da mascherine che abbiamo imparato a rendere più colorate e più trend e vedere sale intensive di ospedali vuote e obitori senza lacrime. Noi che aspettiamo fiduciosi che tutto finisca in meglio per tutti, di poter un giorno molto prossimo carezzare i bimbi e i nonni, usare le mani senza guanti come balsamo su ferite di quanti abbiamo visto soffrire per la  perdita di amici e familiari.

“Lasciamo agli arrivisti le scale per il successo. Noi preferiamo le scale che finiscono nel nulla, che si perdono in soffitta o stanze vuote, ma quando sei all’ultimo gradino, la vista sulla luna è magnifica” (Fabrizio Caramagna).

                                                              

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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