Quello che succede nel Pd a livello nazionale non deve essere visto come qualcosa che non riguarda la Basilicata, ma anzi come il contrario ,e cioè che il dibattito, il confronto o lo scontro romani sono destinati direttamente ad influenzare le elezioni di novembre in positivo o in negativo. Una linea binaria fatta da due strategie differenti , l’una che punta al recupero del centrosinistra come nuova soggettualità ed un’altra che invece punta verso un modernismo centrista capace di attrarre tutto il moderatismo italiano, metterebbe il partito di Polese in grandi difficoltà impedendogli di portare avanti il lavoro che sta facendo di ricostruzione di un soggetto largo ed inclusivo. Non solo, ma metterebbe i due partiti che sono usciti vincenti dalle elezioni, lega e cinque stelle, di riprendere a sparare contro via Anzio anche in funzione anti Renzi, un argomento che ha avuto il suo peso nel referendum costituzionale e nel voto del 4 marzo. Già la situazione è di per sé difficile per il centrosinistra che, anche in Basilicata ha avuto il suo crollo: se poi si aggiunge che l’aria elettorale si fa freddina per un partito che non è capace di portare una linea unitaria e si perde nei personalismi , allora , come dice il proverbio, non c’è due senza tre: anche la Basilicata si riconsegna alla destra. Si perché , mentre i cinque stelle incontrano ancora difficoltà a strutturarsi su base locale, il centrodestra ora che ha trovato un vessillo leghista è più in grado di fare squadra , sapendo che non ci sono posti di minoranza da disputarsi ma l’intero malloppo del potere regionale. E le difficoltà che il pd potrebbe incontrare nel ricostituire una forza trainante verranno testate proprio sul comportamento di forze centriste che storicamente hanno virato lì dove si appalesavano maggiori probabilità di successo, all’insegna che sul carro dei vincitori si sale sempre volentieri. Uno schieramento di centrodestra sarebbe anche visto di buon occhio da buona parte dell’imprenditoria lucana sempre incline a pendere verso chi gli promette di far pagare poche tasse e di avere le mani libere su lavoro. Insomma solo un partito che si presenti unito a livello regionale e che anteponga il territorio a tutto il resto, può sperare di invertire la tendenza nazionale di ridurre ai minimi termini il ruolo del centrosinistra. Se la basilicata è capace di fare da laboratorio, oggi è l’occasione di dimostrarlo. rocco rosa
SE E’ BRUTTO TEMPO A ROMA, A POTENZA SI RISCHIA LA FRANA
0
Condividi