Se muore Potenza, muore la Basilicata

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Se muore Potenza, muore la Basilicata

   di Vittorio Basentini

 La Città di Potenza ha bisogno di una profonda rinascita.

Con il 2020 si è chiusa un’epoca e si è aperta una nuova era.

L’anno che verrà-2020-Piazza Mario Pagano-POTENZA-

 Le iniziative della Giunta Comunale per il periodo natalizio ed il Capodanno RAI non hanno risolto il problema del Centro Storico.

Si ha la sensazione che Potenza sia rimasta ferma.

Bisogna rivitalizzare il Centro Storico che rappresenta il Cuore di una Città.

Se non funziona il Centro Storico la Città va in sofferenza.

Questo sta succedendo a Potenza.

Nelle riviste turistiche nazionali e nei libri di geografia degli anni passati si leggeva che a Potenza esisteva una strada, la strada principale della Città, Via Pretoria, piena di gente dove quotidianamente avveniva lo “Struscio”.

 Oggi non è più così.

Perché non è più così?

  Via Pretoria-POTENZA-

Non è più così perché la Città con i suoi Servizi, con gli Uffici, con le attività commerciali, con i negozi, è stata, in buona sostanza, completamente delocalizzata; i negozi e gli uffici, in particolare, sono oggi ubicati nelle varie zone della Città, come ad esempio Via del Gallitello e Viale del Basento e zone limitrofe che, originariamente, erano state articolate per le primarie attività artigianali e finanche industriali della Nostra Città.

A parte il Comune e la Provincia che hanno conservato la sede amministrativa nel Centro Storico, altri uffici comunali, provinciali e regionali si trovano al di fuori del centro storico e diversi nelle zone periferiche.

I principali negozi di un tempo della Città hanno chiuso l’attività, e parliamo di negozi che hanno fatto la storia della Città come:

  • Lamorgese abbigliamento,
  • Lamorgese Tessuti,
  • Ignomirelli,
  • Petilli,
  • Upim,
  • Benetton,
  • Merceria Renzo,
  • Farmacia Dente,
  • Marina Rinaldi,
  • Fumetto,
  • Singer,
  • Valerio,
  • Avena casa,
  • Fioraio De Canio,
  • Merceria Mancino, ed attività di generi alimentari e tante altre.

Da dire che uno dei problemi del Centro Storico è rappresentato dai parcheggi, letteralmente insufficienti.

Nelle epoche precedenti si era pensato di risolvere tale problema con la realizzazione delle scale mobili, ma era necessario, nel contempo, costruire  zone parcheggio capienti o box di sosta in prossimità delle stazioni delle suddette scale mobili.

In determinati punti della Città bisogna dire che questo aspetto è stato analizzato e risolto, in altre zone, invece, non è stato fatto; bisogna ripensare a questi aspetti risolutivi, naturalmente laddove è possibile intervenire.

Problema traffico: diciamo subito che il notevole traffico veicolare a Potenza scaturisce dalla grande confusione e disordine del processo di modifica e trasformazione che la Città stessa ha avuto nel corso degli anni.

Non sono stati fatti investimenti strutturali, non è stata messa in atto una vera programmazione strutturale, coniugata con le nuove esigenze di espansione della Città.

Rimanendo nell’ambito strettamente urbano ed operativo, prioritariamente è necessario smaltire il notevole flusso degli autobus extraurbani, provenienti dalla provincia, che svolgono attività extraurbane ed anche urbana.

In epoche precedenti questa anomalia non avveniva, il numero dei pullman extraurbani era nettamente inferiore, il terminal, per modo di dire, aveva dimensioni ridotte ed era la zona a ridosso di Piazza Crispi, anche il percorso degli stessi pullman, all’interno delle vie cittadine, era limitato da Piazza Crispi verso la direzione di uscita dalla Città e viceversa, senza inutili estendimenti di viabilità.

Non dimentichiamo che l’attività urbana è di stretta competenza degli autobus cittadini e, pertanto, non bisogna creare confusione.

E’ evidente che è necessario realizzare un adeguato terminal per gli autobus extraurbani, in modo da evitare che essi circolino all’interno dell’abitato della Città, insomma emerge la necessità di regimentare una volta per sempre questo servizio e non creare confusione alla circolazione stradale.

E’ di importanza fondamentale per una primaria risoluzione del traffico in città.

Ricordiamo solamente il numero esagerato di autobus, provenienti dai paesi delle due province, che transitano ad ogni ora della giornata lungo le strade cittadine di Potenza.

Lasciamo i numeri agli esperti del settore, ma è necessario affrontare tale tematica in virtù del fatto che il traffico delle automobili ha raggiunto punte esponenziali.

E’ vero, sono state realizzate le rotatorie in punti strategici per una migliore regimentazione del flusso veicolare, ma abbiamo pure visto che questi interventi non hanno risolto il problema traffico, problema che resta irrisolto.

Bisogna effettuare interventi strutturali risolutori, bisogna stabilire criteri di efficienza e di ammodernamento dei principali servizi a sostegno della Città stessa, avere la capacità e la forza di attuarli senza tentennamenti : questa è la missione della Nuova Giunta Comunale, la quale, unitamente alle strutture tecniche comunali, ha il compito di risolvere i problemi che attanagliano la Nostra Città.

E’ logico che tutti questi problemi non possono essere risolti dall’oggi al domani, ovvero in poco tempo, ma sicuramente bisogna ripartire da determinati caposaldi, iniziando proprio dal Centro Storico e conseguentemente con il tema traffico.

Tornando indietro nel tempo diciamo che, a seguito del terremoto del 1980, il Centro Storico di Potenza è stato quasi completamente ricostruito con la erogazione dei fondi della Legge n.219/81.

La nostra Città, come sappiamo tutti, dopo il terremoto ha subito una profonda trasformazione, anche dal punto di vista della tipologia edilizia, con espansione dell’abitato verso valle e verso le zone rurali limitrofe e con graduale abbandono generale del Centro Storico.

A poco sono servite le scale mobili costruite a partire dai primi anni novanta con funzione di collegamento del Centro Storico con i rioni periferici, causa la mancanza di opere strutturali prima accennate.

Occorre, pertanto, migliorare la fruibilità del Centro Storico e concentrare sforzi economici per risollevare il Centro.

Inutile fare confronti con la Città di Matera, per tanti motivi, a partire dalla differente orografia del territorio; da dire, però, che Matera ha saputo conservare la identità di città, del Centro Storico, dove tutti i servizi, negozi e quant’altro sono concentrati nel centro, ed è evidente il ravvivamento del suo Centro Storico, a parte i Sassi che rappresentano un elemento aggiunto.

Nel contesto generale delle problematiche potentine si innesta il discorso dello spopolamento, ovvero dei  rischi della sua irreversibilità a cui sono legati i rischi del declino della sua economia; non dimentichiamo, peraltro, che la Città di Potenza negli ultimi cinque anni ha subito uno spopolamento di circa 3000 persone.

Dato allarmante che deve portare a ripensare al ruolo di Potenza Città capoluogo di regione, al ruolo dinamico della Città che, per la sua posizione geografica e baricentrica della regione, deve garantire un’unità regionale.

Rafforzare Potenza, nel senso lato del termine, è un interesse di primaria importanza per tutta la Basilicata e non solo dei cittadini che abitano nel capoluogo.

E’ necessario attuare nuove politiche economiche, avviare nuove priorità economiche, a partire dalla rivalutazione della Nostra Università degli Studi della Basilicata, ultimata alla fine degli anni ottanta.

Con la Legge Gelmini n. 204/2010 sono stati penalizzati gli atenei del sud e delle zone interne, riforma che stabilito criteri non chiari, non idonei per l’accesso alla ripartizione dei fondi di funzionamento ordinario degli atenei.

I criteri stabiliti dalla riforma Gelmini hanno, infatti, penalizzato gli atenei del mezzogiorno ed in particolare quelli delle aree interne o delle aree con ritardo di sviluppo come quello della Basilicata, perché tali strutture universitarie sono meno attrattive per gli studenti (che si iscrivono dove poi possono trovare lavoro), per i ricercatori (che accettano contratti dove è più facile fare carriera) e per i finanziatori privati (che investono dove è più alta la possibilità di scoprire studenti e ricercatori bravi).

L’Università degli Studi della Basilicata, invece, deve ripensare alla sua funzione di ricerca, di rinnovamento e di competitività con altri poli universitari d’Italia.

L’Unibas, pertanto, deve produrre un programma di rilancio di grande innovazione, attraverso un potenziamento della Scuole di Ingegneria e di Economia Agraria e Commerciale, oltre, naturalmente, avviare una radicale trasformazione interna verso nuove conoscenze con l’istituzione di nuove facoltà,  in primis quella della Facoltà di Medicina, con affiancamento operativo del Polo Ospedaliero del San Carlo ubicato nelle immediate vicinanze; attuando, altresì, uno sviluppo sostenibile dell’intera zona di Macchia Romana, zona diventata oggi la più popolosa della Città ed, oltretutto, ben collegata con la principale infrastruttura ed arteria stradale della Regione, la SS. 407 “Basentana” attraverso il collegamento con la zona Betlemme, Sud –Est della Città. 

Aggiungiamo, altresì, che lo stesso Presidente della Regione Bardi in più occasioni ha rilevato l’importanza strategica di istituire il Dipartimento di Medicina  a Potenza; così come anche il nuovo Sindaco di Potenza Mario Guarente ha espresso pubblicamente parere favorevole a tale istituzione.

Il futuro della Basilicata, della Città di Potenza, è quindi strettamente legato al rilancio dell’Università degli Studi, del Polo Ospedaliero del San Carlo, inteso questo come presidio di eccellenza di medicina e chirurgia; rilancio della Città capoluogo di regione da attuarsi attraverso politiche industriali a sostegno del tessuto produttivo, agricolo ed artigianale, non certamente attraverso la realizzazione di uno stadio e/o di un nuovo centro commerciale.

Non è la realizzazione di un nuovo stadio che risolve i problemi della Nostra Città; questione stadio che non è una priorità per la Città di Potenza, anche se, ora parliamo da tifosi, la Città ha anche bisogno di uno stadio moderno.

Sicuramente uno stadio moderno e più capiente che potrebbe essere realizzato in altri siti diversi dall’area ex Cip Zoo e limitrofi all’abitato della Nostra Città.

Ma questo è un altro discorso che tocca tematiche diverse.

Mi ricollego ad una considerazione fatta poco tempo fa dall’amico Rocco Rosa e che ritengo sia essenziale: “I tifosi facciano i tifosi, ed hanno la nostra comprensione, ma guai se gli amministratori agiscano da tifosi”.

 In conclusione bisogna essere fattivi, operativi : Se muore Potenza, muore la Basilicata.

 Può essere la fine di noi tutti.

Questo non deve succedere. Dobbiamo evitarlo in tutte le maniere possibili.

San Gerardo, aiutaci  Tu !

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