by ROCCO ROSA
Bersani e Speranza hanno fatto bene a dire che la opposizione vera a Renzi la si fa all’interno di un partito e non andandosene. Non tanto un problema di opportunismo, dettato dal fatto di non lasciare il certo per l’incerto, perché vuoi o non vuoi quando arriviamo sotto le elezioni Renzi dovrà comunque tener conto delle varie anime del partito se non vuole perdere. Quanto un problema di mancanza di prospettiva che la Sinistra Italiana sta denunciando, abbarbicata al ricordo romantico dell’Ulivo e incapace di mettere in primo piano facce veramente nuove, capaci di riscaldare gli animi, ricreare passioni e riallacciare una fiducia dell’elettorato di sinistra che si è paurosamente rifugiato nel non voto. Proprio perché D’Alema ha ragione nel dire che non è sostituendo la sinistra con Verdini si riconquistano i voti perduti, arriverà un momento in cui il premer segretario dovrà chiedersi cosa farà da grande, se vuole rinunciare a questo modo di campare alla giornata, trattando ora questa ora quella adesione, oppure vuole incominciare a incarnare una forza cattolico-riformista moderna, capace di proiettare una direzione di marcia inclusiva, che punta ad eliminare le storture e a creare un Paese più giusto, più solidale, più attento a quelli che sono rimasti indietro. In questo, se pure Renzi proviene dal mondo cattolico, non lo dimostra. Ha preso a modello Berlusconi e lo ha attualizzato nel senso anagrafico: più grinta, minor ossequio alla regole istituzionali, più avvolgente nell’oratoria, più convincente sulle platee estere. Batte il tasto delle riforme con convinzione, perché è veramente il solo modo per salvarci, ma nulla o poco dice sulla riforma vera che manca: quella della moralizzazione del Paese, attraverso un nuovo repertorio di regole che moralizzino i rapporti tra politica ed affari, ridiano vita democratica ai partiti, prevedano gesti esemplari per quelli che deviano da un solco di austerità etica. Come si fa dire che Bassolino è il vecchio se poi una giovane si comporta peggio di lui, accettando l’esito falsato delle primarie e, peggio, invitando il partito a bocciare un ricorso prima ancora che esso venga presentato? E come si fa a recuperare un popolo moderato che tira la cinghia in silenzio, che si affida ai Santi per trovare la forza di continuare, che vive in una silenziosa povertà perché non rinuncia all’ultimo straccio di dignità che gli è rimasta? Ecco, caro Premier, mi sembrava che Lei avesse capito il da farsi quando ha detto che sarebbe andato parrocchia per parrocchia. Ci vada e vedrà che avrà il senso di quello che bisogna veramente fare in questo Paese, che è fatto di investimenti sì, ma anche di difesa di quel poco di dignità che ci tocca, con il lavoro nel lavoro. Se continua a mandare in tv quelle facce belle di giovani cinghialesse, dalla parlantina facile e dai denti aguzzi che più che incantare spaventano per la loro sicumera,e che non parlano il linguaggio di chi questa esistenza la sta vivendo dalla parte dei sacrifici, non riuscirà a recuperare il corpo debilitato del Paese vero, quello che non si riconosce in una destra egoista e razzista e che nulla a che vedere con una sinistra di tanti, troppi colori, che, se continua a tenere la porta aperta per quelli che un giorno si, un giorno no si dicono pronti a lasciare il Pd, finirà col perdere anche i giovani e la prospettiva di un rinnovamento della sinistra.