I SEI GRADI DI SEPARAZIONE

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Dino De AngelisDINO DE ANGELIS

Un giorno un mio amico, un guru del web, mi parlò della teoria dei sei gradi di separazione. Davanti alla mia faccia interrogativa che già prefigurava incomprensibili scenari pieni di astruse formule fisico matematiche, mi mise una mano sulla spalla e mi rassicurò come si fa con i bambini che non hanno capito la lezione: non è matematica, disse, è il nuovo modo di concepire i rapporti sul web. Se possibile, la cosa aumentò ancora di più il mio stato di panico. Lui mi disse che era una cosa semplice, in fondo, e consisteva nel fatto che oggi, tramite le relazioni sul web, la teoria afferma che non sono necessari più di cinque anelli di una catena per raggiungere la persona ricercata. E mi fece anche un esempio. Mi chiese: pensa ad un uomo irraggiungibile con cui vorresti entrare in contatto. Vivo? dissi io. Sì, perché altrimenti dobbiamo scomodare i medium, e lì non ti potrei aiutare. Ah, ok, allora facciamo.. Obama. Bene, disse lui. La teoria afferma che tu oggi puoi entrare in contatto con Obama al massimo usando cinque relazioni dirette e/o indirette. La sesta è la persona che vuoi raggiungere.  Lo guardai scettico, al che lui confermò che si trattava di una cosa scientifica.

Ora, dico io, se noi possiamo entrare in contatto con Obama, mi chiedo, si potrebbe applicare anche su una scala più piccola come quella locale? E magari non sarebbero neppure necessari tutti e sei i gradi, ne basterebbe uno, al massimo due, per stabilire un contatto con gli amministratori locali. Ai quali i cittadini, usando le più svariate forme di contatto (email, social, telefonate, ambasciate di amici, schiamazzi sotto la casa comunale, serenate sotto i loro appartamenti, richieste di appuntamenti al bar, appostamenti  al termine di incontri pubblici, messaggi affidati a piccioni viaggiatori e telegrammi – nonostante il telegrafo sia chiuso da anni), continuano a fare segnalazioni che vengono ignorate con la stessa indifferenza che usiamo con il ragazzo di colore che si trova fuori del supermercato.

Quando questo giornale di discussione online aprì, dicemmo che sarebbe stato auspicabile che questa amministrazione offrisse un bel segnale alla città mettendo in campo solo due tipi di azioni, per le quali non erano e non sono necessari ingenti risorse economiche: un ripristino del decoro urbano e dell’ordine pubblico ed un maggiore coinvolgimento dei cittadini i quali, nella stragrande maggioranza dei casi, sono ben disposti a dare il loro piccolo contributo per sollevare la città dall’incuria in cui versa. A tutt’oggi le numerose segnalazioni vengono quasi totalmente ignorate, e in ogni dove si perpetuano irregolarità e scempi che, oltre a non fare del capoluogo un posto accogliente, sono anche testimonianza di un lassismo e di un disinteresse che gettano la comunità in un pessimismo ancora peggiore di quello che aleggiava negli anni passati.

L’ultima delle segnalazioni è relativa alla nuova ennesima baracca per la vendita di frutta (ma quanti sono gli abusivi in città?) in prossimità del terminal di Gallitello, ovvero uno dei luoghi di maggior frequentazione da parte dei pendolari. Ci sono cose che i cittadini possono fare in autonomia per risolvere piccoli problemi. Per tutto il resto non c’è Mastercard, ma c’è un’amministrazione efficiente e ben predisposta all’ascolto che, anziché perdere tempo a fare schermaglie finalizzate al posizionamento personale, spesso attaccandosi vicendevolmente, dovrebbe concentrarsi di più a risolvere i numerosi problemi che affliggono il capoluogo.

Senza scomodare i sei gradi di separazione, ma semplicemente dando risposte alle richieste dei cittadini che non devono essere visti come dei rompiscatole, ma come persone in grado di svolgere una encomiabile azione di vigilanza e di segnalazione dei disservizi, che non molte città hanno la fortuna di avere.

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