Senza troppo girarci intorno…

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di ROCCO PESARINI

Senza troppo girarci intorno: in una città dove il senso di appartenenza latita; dove la memoria storica è quasi totalmente assente; dove non ci si impegna in niente; dove si pretende di avere tutto servito su un piatto d’argento ma se questo poi viene servito, non risulta comunque di proprio gradimento; dove si pretende tutto o, quantomeno, tanto ma non si è disposti a dare o concedere nulla; dove ci si abita, ci si lavora ma si vorrebbe sempre espatriare, andarsene altrove e chissà dove poi; dove esistono i clan, le fazioni, i mifrà e i misuò, i partiti politici, i partitini politicanti, i forum, le associazioni, le corporazioni, le congreghe “solo per il bene della città”; dove servi finché servi e poi vieni ammantato da uno spesso velo di indifferenza e strafottenza; dove devi dare tutto e pretendere nulla; dove si parla e sparla di politica, ecologia, parchi, parcheggi, stadi, centri commerciali, dinamiche sociali, sociologiche e psicologiche senza, però, realmente capirne un cazzo; dove se na cosa la faccio o dico io è oro colato, se la fai o dici tu è legno dorato; dove praticamente cambia tutto, non cambiando praticamente nulla.

Ebbene in una siffatta realtà cittadina, l’unica realtà che unisce, placa, rinfranca, abbatte differenze ideologiche, sociali, sociologiche, religiose, partitiche, associative, corporative, è, senza troppo girarci intorno, il Potenza.

Sono tutte cose per me vitali e per le quali cerco di spendermi quotidianamente ma, spiace dirlo, la Cultura, il Senso Civico, la Fede e la Devozione, l’Associazionismo, l’Ecologia, l’Ambiente non riescono (e probabilmente non riusciranno mai)  ad unire e riuscire nelle cose sopra descritte. Sono tutte cose per me vitali e che vanno valorizzate.

Ma ad oggi “u’ Putenz” (oltre a San Gerardo per chi ci crede) è l’unica cosa che ancora realmente unisce in questa città, permettendole di riconoscersi in qualcosa di unico e unitario.

E non si commetta l’errore di non sostenerlo, di non aiutarlo concretamente, di non supportarlo, quasi ghettizzarlo perché, in un furore presuntuoso finto – snob, è roba “per plebei”.

Perderemmo tantissimo. E questa città non può più permettersi di perdere NULLA.

Senza troppo girarci intorno, ve l’ho detto.

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Rocco Pesarini

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