SFIDUCIA AL SEGRETARIO LA REGINA, MA POI?

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La data che si è fatta circolare per l’assemblea regionale del Pd, che deve esaminare la proposta di sfiducia firmata da 31 delegati nei confronti dell’attuale segretario La Regina,è quella del 24 ottobre, ma, ad ora, nessuna convocazione è arrivata agli interessati. Problemi forse di tipo organizzativo hanno rallentato le procedure, ma  appare certo che comunque entro la fine del mese l’assise si terrà. E l’esito di quella riunione è scontato, nel senso che la proposta di sfiducia verrà votata e si procederà alla elezione del nuovo segretario. Che non può non passare da  una decisione di vertice, cioè di quella nomenclatura  che da molti  anni detiene il pacchetto di maggioranza di un partito che ripete in Basilicata la composizione nazionale delle correnti e cioè i vari Margiotta, De Filippo , Cifarelli, Chiurazzi che ,insieme a Pittella, hanno sempre deciso chi mettere a rappresentare il partito come atto fiduciario, concordato e collettivo.. Il Segretario uscente è dunque chiamato alla resa dei conti rispetto ad un mandato non rispettato: aveva esordito dicendo di voler fare solamente il segretario del partito, e al primo pertugio apertosi nella dialettica interna di partito si è infilato per la candidatura a parlamentare. Non ci è riuscito solo perché qualcuno ha portato alla ribalta la sua imbarazzante presa di posizione su Istraele che ha messo il partito in estremo imbarazzo, costringendo Letta a depennarlo dalla lista dei prescelti. Se l’Assise ha un esito scontato per quanto riguarda il dimissionamento di La Regina, non ha ancora un nome alternativo da proporre, non solo perché i leader del partito non si sono ancora espressi, ma perché prima che al nome si ragiona su come evitare che il Pd regionale si dissolva, entrando  in coma irreversibile. L’esperienza di questi mesi ha dato ragione a chi sosteneva che il rinnovamento non si fa con la bacchetta magica, ma con un processo di condivisione tra vecchia e nuova generazione, li dove la vecchia classe doveva fare un passo di lato per incoraggiare il ricambio di energia, Da queste colonne noi stesso avevamo esortato il segretario La Regina a far fare un ultimo giro agli esponenti storici del partito, con l’impegno degli stessi a onorare il passaggio generazionale. De Filippo e Pittella insieme avrebbero non solo vinto facile , ma sarebbero stati anche in grado di adoperarsi per portare energie fresche al partito per via della conoscenza diretta del territorio e dei fermenti che in essi si esprimono. Ora, a frittata raggiunta, lo stesso ragionamento si ripropone, pari pari, per la scadenza elettorale regionale. Alla quale non basta arrivare con un accordo tra i leader rimasti (e ridimensionati), ma con una proposta condivisa di allargamento del partito e di rinnovamento profondo che deve passare non dalla promozione dei fedelissimi, ma da un coinvolgimento delle migliori energie esistenti a livello locale, a cominciare dai Sindaci e dai consiglieri comunali, che sono la vera espressione di democrazia partecipata, Più liste e tutti, senza esclusione alcuna, a misurarsi con lo stesso metro di rappresentanza costituito dalle preferenze: primarie per il Governatore, primarie per i Sindaci da rinnovare. Una grande operazione di riscoperta delle energie esistenti alla base del partito. Se si fa questo, le alleanze vengono dopo e vengono facili. Se invece si gioca nell’estrema difesa di un gruppo precostituito, senza affrontare il rischio di una vera competizione aperta a tutti, allora il destino del Pd lucano è segnato  e quel partito si ridurrà ad  una componente marginale dello schieramento di centrosinistra. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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