SI ALZA IL SIPARIO / ARRIVA L’OPERETTA

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LUCIO TUFANO

SI ALZA IL SIPARIO

La inaugurazione del teatro si fece in occasione della venuta del re Umberto le della regina Margherita, accompagnati dal principe Amedeo a Potenza il 2 gennaio 1881.  0171Per ospitare degnamente i Sovrani, si tappezzò e decorò con lusso di reggia il Palazzo della Prefettura; si prestarono somme al Municipio, rivalendosene dopo, per inaugurare solennemente il nuovo teatro nella fausta circostanza, sicché per la venuta del Re, la sola Amministrazione della Provincia spese lire 215.739,40.»

Così in questa occasione si alza il sipario del teatro F. Stabile su di una piccola città meridionale, assediata dai contadini, ma anche presidiata da carabinieri e soldati piemontesi a causa delle sue campagne ancora infestate di briganti, con una borghesia agraria che aveva già usufruito dei rivolgimenti politici avvenuti nel 1860, e che a venti anni di distanza aveva trovato il suo definitivo assetto sociale ed economico, con una classe politica trasformista ed opportunista. Una città che rimase assai suggestionata della venuta dei reali d’Italia tanto che la migliore società dell’epoca e gran parte del popolo intervennero alla serata di gala al teatro ove si rappresentava la Traviata di G. Verdi.

Per l’esecuzione dell’opera era espressamente venuta da Napoli una compagnia del «S. Carlo». Direttore d’orchestra fu il maestro Leopoldo Mugnone, bravissimo esecutore delle opere di Verdi. Nella prima serata si registrò un tale pienone malgrado gli alti prezzi dei biglietti (L. 200, 180, 150 per i palchi, e L. 25 per le poltrone della platea), che per la parte di pubblico rimasta fuori senza biglietti si dovette ripetere lo spettacolo anche nella serata dell’indomani. L’incasso fu così soddisfacente da compensare le spese fatte .

«La sala del teatro in quella sera aveva un aspetto aristocratico, splendido e bellissimo per lo scintillio di mille fiammelle elettriche, raffiguranti sull’arco del proscenio la stella d’Italia e la sigla dei Sovrani; per numerosa ed eletta schiera di signore, disputantisi dai palchetti il vanto dell’eleganza della bellezza e dei brillanti, e per una platea di commendatori, di cavalieri e di ogni gente nastrata, in guisa che pareva di essere in una grande e doviziosa città. Quando i Sovrani entrarono nei palco, la gente si alzò di scatto e proruppe in applausi, cui il Re ed il Principe Amedeo risposero stando per parecchi minuti in piedi con la solita dignità marziale; mentre la Regina, vestita di abito color rosa con pizzi e merletti finissimi e ricchissimi, ed avendo al collo i simpatici filari delle sue perle preziose, rispondeva con le sue grazie ed i suoi sorrisi». Fatto degno di nota è quello della traversata che il Re dovette fare, camminando sulle tavole, dal portone della Prefettura al Teatro e viceversa – poiché per la pioggia il terreno della Piazza era umido e fangoso. La Regina, nel breve tragitto, fu accompagnata in carrozza.

ARRIVA L’OPERETTA

Nel 1882, per la morte di Giuseppe Garibaldi, si eresse sulla fronte del teatro un maestoso padiglione in mezzo al quale ne fu collocato il busto, e quivi alla presenza della folla, di cui era zeppa la piazza, si fecero le funebri onoranze con discorsi di molti e valenti oratori, prolungandosi le cerimonie sino al tramonto.

Nel 1883, Ciro Frasca e Gemma Bellincioni tennero spettacolo nel teatro e che intorno al 1889-1890, inoltre, nei locali del Circolo Lucano superiori e collaterali all’ambiente del teatro, composta l’opera «I Pagliacci», da Ruggiero Leoncavallo che in quel periodo aveva la sua residenza nella città essendo il padre magistrato della giurisdizione. Nel Circolo Lucano si conserva ancora il vecchio pianoforte.

La prima dei «Pagliacci» fu data al teatro dal Verme di Milano. Le autorità potentine inviarono telegrammi di congratulazioni.

Dal 1890 al 1900, 1911-12 passarono per Potenza moltissime compagnie di opere liriche, filodrammatiche e di operette, fra le migliori dell’epoca la compagnia «Città di Milano» – si alternavano i drammi alle commedie – si possono ricordare le venute di Ermete Zacconi, ed Emma Grammatica.

In occasione del cinquantenario dell’Unità d’Italia fu decisa da parte della Amministrazione comunale una stagione lirica con le opere: Manon Lescaut di Massenet e la Bohème di Piccini. Interpreti furono la famosissima soprano Francisca Solare e il direttore d’orchestra Giannetti, titolare del teatro Reale dell’Opera di Madrid.

Fu anche in quel periodo, rappresentata la «Reginetta delle Rose» operetta composta da Leoncavallo. La Commissione tecnica di allora inviò un telegramma col quale si invitava Leoncavallo a venire ad assistere alla rappresentazione. Il maestro rispose ringraziando e scusandosi di non poter venire nella città di Potenza dove aveva trascorso con piacere un breve periodo della sua vita.

Si susseguirono operette nel 1913-1914. La Compagnia Maresca, si dice, rappresentò per ben quindici sere la «Vedova Allegra» ed «Il Conte di Lussemburgo». Era di stanza allora a Potenza un reggimento i cui ufficiali erano soliti occupare la Barcaccia composta di due palchi uniti, mentre la borghesia potentina, che si è sempre caratterizzata in famiglie che assiduamente frequentavano il teatro, aveva palchi prenotati. Essi, nelle serate di gala, erano occupati dal Prefetto Quaranta, dal Sindaco Nicola Vaccaro, dalle famiglie: Assisi, Pignatari, Scafarelli, Depilato, Biscotti, Messina, Guglielmucci, Tucci, Addone, Montesano, Petruccelli, Marotta, Ciccotti, Branca, Caracciolo, Giuliani, Morlino, ecc.

Nel 1915-1918, epoca della grande guerra mondiale, il teatro si usò per le conferenze patriottiche, per onorare i caduti, gli eroi, per l’epopea dannunziana, per le feste di beneficenza.

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Sull' Autore

Lucio Tufano

LUCIO TUFANO: BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE “Per il centenario di Potenza capoluogo (1806-2006)” – Edizioni Spartaco 2008. S. Maria C. V. (Ce). Lucio Tufano, “Dal regale teatro di campagna”. Edit. Baratto Libri. Roma 1987. Lucio Tufano, “Le dissolute ragnatele del sapore”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “Carnevale, Carnevalone e Carnevalicchio”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “I segnalatori. I poteri della paura”. AA. VV., Calice Editore; “La forza della tradizione”, art. da “La Nuova Basilicata” del 27.5.199; “A spasso per il tempo”, art. da “La Nuova Basilicata” del 29.5.1999; “Speciale sfilata dei Turchi (a cura di), art. da “Città domani” del 27.5.1990; “Potenza come un bazar” art. da “La Nuova Basilicata” del 26.5.2000; “Ai turchi serve marketing” art. da “La Nuova Basilicata” del 1.6.2000; “Gli spots ricchi e quelli poveri della civiltà artigiana”, art. da “Controsenso” del 10 giugno 2008; “I brevettari”, art. da Il Quotidiano di Basilicata; “Sarachedda e l’epopea degli stracci”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 20.2.1996; “La ribalta dei vicoli e dei sottani”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Lucio Tufano, "Il Kanapone" – Calice editore, Rionero in Vulture. Lucio Tufano "Lo Sconfittoriale" – Calice editore, Rionero in Vulture.

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