L’INTESA CON L’ENI FATTA PASSARE SOTTO BANCO. E’ POLEMICA

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Parere favorevole di prima e terza Commissione consiliare alla intesa  relativa alla proroga della concessione di coltivazione “Val d’Agri”. L’opposizione ha lasciato l’Aula al momento del voto, lasciando alla maggioranza oneri ed onori., Il dirigente dell’ufficio Gabinetto ha spiegato che “la proroga della concessione è un atto di competenza dello Stato che ha la potestà assoluta in materia. La Regione Basilicata può rilasciare o meno l’atto di intesa il quale non è vincolante per lo Stato in quanto non è una materia a normativa concorrente”. Busciolano ha, poi, posto l’attenzione sull’istanza di riduzione dell’area della concessione “Val d’Agri“ da parte di Eni che passa dagli iniziali 660,15 km2 a 526 km2. “Riduzione dell’area che si traduce in un risparmio per gli enti concessionari che pagano gli oneri concessori in rapporto alla superficie e che comunque non modifica il programmadi  lavoro associato alla concessione”. Altra questione affrontata riguarda il problema dell’acqua di drenaggio da fanghi di estrazione. “Acqua – ha spiegato Busciolano – che si può gestire o depurandola come avviene nello stabilimento Tecnoparco o attraverso la reiniezione, quella tecnica attraverso la quale le acque vengano portate  nelle faglie profonde  da cui sono state estratte insieme agli idrocarburi. Ad oggi – ha precisato – sono circa 80 gli autoarticolati utilizzati per portare l’acqua a Pisticci presso Tecnoparco e con i pozzi di reiniezione si prevede un risparmio ma bisogna considerare che questi pozzi implicano una attività di microsismicità”. Il dirigente dell’ufficio Gabinetto ha fatto riferimento anche al progetto “Blue Water” che consiste nella realizzazione di un impianto di trattamento delle acque di produzione da realizzarsi nei pressi del Cova.  Successivamente sono intervenuti i consiglieri Polese (Iv) che ha posto la questione dal punto di vista politico chiedendo l’audizione del Presidente Bardi, Acito (Fi) che si è soffermato sul progetto “Blue Water” e sul potenziamento dell’oleodotto per la raffineria di Taranto al fine di ridurre il movimento degli autoarticolati con conseguente riduzione di emissione di C02, Cifarelli (Pd) il quale ha richiamato il problema delle compensazioni ambientali che a suo parere sono inadeguate. Leggieri e Carlucci (M5s) e Trerotola (Pl) che nel chiedere la massima attenzione sull’aspetto ambientale hanno proposto di audire in Commissione le associazioni e i movimenti ambientalisti mentre Dina Sileo della Lega, ha opportunamente proposto di  ascoltare l’azienda petrolifera .

 


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ALL’INDOMANI DEL VOTO IN COMMISSIONE, IL CONSIGLIERE cIFARELLI SPIEGA CON UNA NOTA DURA IL PERCHè DELL’USCITA DALL’AULADELòLA OPPOSIZIONE
 

Ci fanno o ci sono? È questa la domanda che mi pongo fin dall’inizio della XI Legislatura regionale e soprattutto da quando la Giunta regionale, con velocità sospetta, ha autorizzato Total ad avviare le prove di esercizio per la coltivazione del giacimento Tempa Rossa approvando un accordo che non tiene conto dell’esperienza maturata in materia di estrazioni e di rapporti tra istituzioni, compagnie petrolifere ed aspirazioni dei territori. Mi interrogo nuovamente alla luce della riunione congiunta di ieri della Prima e Terza Commissione Consiliare Permanente per l’assenso all’intesa tra Stato e Regione in merito alla proroga della concessione Eni in Val d’Agri. Ci fanno o ci sono?” Così il consigliere regionale del Pd, Roberto Cifarelli che aggiunge: “Purtroppo non ci sarà la possibilità di verificare l’esistenza di un terzo indizio per farne una prova, perché, chiusa definitivamente anche la ‘pratica’ Eni, i lucani dovranno rassegnarsi ad accettare i contenuti e le conseguenze di quelli che abbiamo già avuto modo di definire ‘accordicchi’, ed assistere, volendo dare un titolo al film andato in onda in questi due anni e mezzo, alla trasmissione di ‘Per qualche euro in più’”.

“Ieri il dott. Busciolano – prosegue l’esponente del Pd – ha presentato in commissione una relazione redatta dagli uffici come un mero atto tecnico, quasi che l’intesa tra la Regione e lo Stato sia un atto di ordinaria amministrazione e non invece, come è, un provvedimento di alta amministrazione, una intesa forte che, qualora non ci fosse, rimetterebbe in discussione i rapporti tra le istituzioni e con le società petrolifere.
La Basilicata oramai da diversi lustri contribuisce in modo importante al contenimento della bolletta energetica nazionale. In questi anni, a far data dalla seconda metà degli anni ‘90 del secolo scorso, la sensibilità dei cittadini sul tema si è evoluta, tanto che al referendum del 2016 la Basilicata fu l’unica regione italiana a superare il quorum. Ebbene, questa condizione avrebbe dovuto imporre all’attuale governo regionale un approccio nuovo e più conforme alle aspettative dei cittadini, che chiedono più garanzie sul piano ambientale e maggiori garanzie di sviluppo e quindi di lavoro. Ci troviamo invece di fronte all’atteggiamento burocratico e passivo del governo regionale e della sua maggioranza per cui si fa passare l’assenso all’intesa senza alcuno spirito critico, senza prescrizioni, senza che l’atto sia stato sottoposto preventivamente per il parere alla Conferenza della Autonomie, senza un minimo coinvolgimento dei tanti soggetti civici, associazioni ambientaliste e movimenti vari, che pure in questi anni sono stati sentinelle critiche del bene comune. Prorogare al 2029 la concessione per le estrazioni in Val d’Agri non è un atto dovuto, e non è ordinaria amministrazione”.

“Mi domando, per esempio, se esiste una verifica di conformità tra il programma estrattivo ed il Piano energetico ambientale nazionale e se è stato effettuato uno studio particolare per comprendere le quantità delle acque estratte insieme agli oli, come esse aumenteranno, e come saranno trattate e smaltite – aggiunge ancora Cifarelli -. E poi, mi domando, posto che la stessa Eni ha dichiarato la fuoriuscita delle proprie attività dal fossile al 2050, e considerata la scadenza della nuova concessione al 2029, perché non prevedere già oggi processi di progressiva decarbonizzazione della attività ed il decommissioning”.

“In questo contesto, infine, il tema della transizione dei lavoratori e delle imprese verso nuove attività dovrebbe essere parte integrante dell’intesa attraverso una declinazione innovativa dei temi dello sviluppo con un impegno diretto di Eni e delle sue società controllate, come tra l’altro richiesto a gran voce da sindacati dei lavoratori ed organizzazioni datoriali. Mi sembra che tutto questo – conclude Cifarelli – non ci sia ed è la ragione per cui ieri, insieme a tutte le minoranze, non ho partecipato al voto. Auspico a questo punto un intervento diretto del Ministro alla transizione ecologica Cingolani, perché la Basilicata, per la sua storia recente e per le condizioni oggettive, è il luogo migliore dove praticare la transizione energetica. Il rischio è che i lucani prendano consapevolezza del fatto che ci amministra un po’ ci è e un po’ ci fa, a seconda delle convenienze, a discapito però di tutta la comunità”

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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