Nonostante le resistenze, nonostante i silenzi delle Istituzioni, nonostante le manovre poco chiare per mantenere le cose come sono anche a scapito dell’efficienza e della funzionalità di una ferrovia, l’interesse della gente, la volontà degli imprenditori e l’attivismo di quanti hanno a cuore le sorti della Basilicata ha prevalso e la proposta di collegare la Ferrandina Matera alla dorsale ferroviaria Adriatica sta avanzando in maniera convinta e spedita.
Lo snodo di questa vicenda lo si è avuto con l’incontro con l’AD e commissario speciale Vera Fiorani, la quale si è resa conto della giustezza della posizioni assunte dalla società materana e lucana per togliere veramente Matera dall’isolamento del trasporto ferroviario, collegandolo funzionalmente con lo schema nazionale. C’è ancora molto da lavorare, ma questa battaglia portata avanti in prima persona dal consigliere materano Braia, nell’assordante silenzio di quanti avevano assecondato i progettino minimalisti delle Ferrovie Apulo lucane, e nello scetticismo della massima Istituzione elettiva territoriale, si sta avviando verso un piano di fattibilità concreto. E’ un fatto che, dopo l’iniziativa di una mozione portata in Consiglio regionale, si è lavorato per raccogliere il massimo del consenso. Un documento condiviso è stato sottoscritto a luglio dalle Associazioni di categoria del mondo del Lavoro (Confindustria, Confapi, Confimi Industria Basilicata, Confesercenti, CNA, Camera di commercio della Basilicata, Confartigianato, Confcommercio Matera); dalle Associazioni di categoria del comparto Agricolo Agrinsieme (CIA, Confagricoltura, Copagri), Coldiretti, dal mondo dell’Associazionismo e della Cooperazione con Alleanza delle Cooperative (Agci, Confcooperative e Legacoop), dai sindacati confederali CGIL, CISL, UIL, dall’ANCI che lo ha sottoscritto a nome di tutti i sindaci lucani in Consiglio Direttivo. Documento sottoscritto anche dalla maggior parte dei parlamentari lucani e che ha registrato l’assordante silenzio proprio del Comune di Matera, pur essendo l’Amministrazione più interessata. Tutta la documentazione è stata inviata, dice Braia, Braia al Vice Ministro Teresa Bellanova e alla Commissaria Vera Fiorani, con un invito a definire al più presto la data dell’incontro già programmato in Basilicata, sperando nella disponibilità anche a visitare lo stato dell’arte dei siti interessati, ad andare oltre la comunicazione relativa all’avanzamento del cronoprogramma legato ai lavori della linea ferroviaria Ferrandina Scalo – Matera La Martella, ad aprire con immediatezza la discussione su quale sia l’opzione più utile, per la comunità lucana, tra quelle possibili e sostenibili.
Al Presidente Bardi e all’assessore Merra ” chiediamo di passare dalle parole ai fatti, mantenendo gli impegni assunti con la mozione in Consiglio Regionale e, pertanto, di modificare il Piano regionale trasporti 2016-2026 e formalizzare in una apposita scheda del Recovery Plan Basilicata la prosecuzione della tratta Ferrandina-Matera per l’Asse ferroviario Adriatico Bari-Taranto.”

La richiesta del sistema Basilicata vede posizioni finalmente compatte e unite, nell’impegnare il governo nazionale a fare ogni sforzo tecnico, politico e economico che possa assicurare alla nostra Regione, e in particolare all’intera provincia Materana, con la città di Matera in testa, l’uscita definitiva dall’isolamento storico, consentendo a persone e merci di viaggiare sui binari della rete ferroviaria nazionale e raggiungere – senza soluzione di continuità – l’Adriatico, le altre regioni italiane e, attraverso esse, quelle europee e internazionali con accesso al corridoio Ten-T.
La visita in Basilicata di Teresa Bellanova, che da sempre segue la questione, potrà essere l’occasione per comprendere lo stato di fatto, oltre che di avanzamento dell’iter autorizzativo dell’opera finanziata ma, soprattutto, per conoscere le posizioni, le argomentazioni e le motivazioni di tutti i rappresentanti politici e istituzionali, dei sindacati e dei rappresentanti del mondo delle imprese, comprese quelle del settore agroalimentare, insieme all’Anci. Tutti sono stati da noi sollecitati e hanno già formalizzato il loro positivo parere, sintetizzato nel dossier di che abbiamo inviato al Vice ministro. E’ necessario essere in linea, rispetto ai collegamenti ferroviari e alle infrastrutture, con le scelte europee e nazionali, riportate nella scheda della Missione 3 del PNRR, Infrastrutture per una mobilità sostenibile, nella quale gli investimenti sulla rete ferroviaria sono destinati allo sviluppo del sistema ferroviario italiano, attraverso il completamento dei principali assi ferroviari ad alta velocità ed alta capacità, all’integrazione fra questi e la rete ferroviaria regionale e alla messa in sicurezza dell’intera rete ferroviaria.
Con l’invio della documentazione – conclude Luca Braia – condivisa e sottoscritta da tutti si conclude questa fase per aprirne un’altra in concomitanza dell’incontro che, chiaramente, sarà condiviso con i parlamentari, le istituzioni locali, i consiglieri regionali, provinciali e comunali, il mondo datoriale e di categoria, l’associazionismo e il volontariato, affinché tutto il territorio provinciale di Matera possa contribuire alla battaglia di civiltà per l’eliminazione di un gap infrastrutturale che, per Matera, dura da 150 anni.”