Confesso che questa fotografia mi procura sempre un tuffo al cuore. Non solo perché lì in quel verde ci sono i miei ricordi più belli, i primi amori, i primi baci, lo sport, gli amici, ma soprattutto perché lì, a Montereale ho perso la scommessa di consegnare alla città un parco che era la riproposizione moderna di questa foto. I miei ricordi di amministratore rievocano il primo progetto di riqualificazione del parco Montereale fatto negli anni novanta. Vorrei che il Sindaco De Luca lo tirasse dai cassetti e confrontasse quello che era stato progettato con quello che poi è stato realizzato. Il progetto prevedeva esattamente la riproposizione del viale centrale , così come storicamente ci era stato consegnato , la realizzazione dei tre chalet e la messa a dimora , a cura del Dipasrtimento Silvicoltura dell’Università di Basilicata di piante autoctone che sostituissero la pineta, frutto di una scelta sbagliata dei primi cantieri forestali il cui obiettivo già da allora era dare un po’ di lavoro alla gente. Poi , se non ricordo male, vi era l’allargamento del viale sottostante la piscina e la sua illuminazione per una passeggiata nel verde a mezza costa. Vi era allora un campo di bocce non coperto che doveva essere insediato, secondo lo studio progettuale a fianco alla piscina nel lato dove ci sono i serbatoi d’acqua, in una posizione decentrata ma assai funzionale perché l’ingresso poteva avvenire da via delle Querce. Come succede in politica, nuovo giro, nuovo vincitore, nuovi assessori e …si incomincia daccapo. Così, passato qualche anno è stato costruito un capannone per ospitare i campi di bocce : un autentico pugno nell’occhio, per realizzare il quale si sono tolti i soldi al reimpianto dell’alberatura. Oggi che ci si prepara a rimettere in piedi il ponte di Montereale che è una autentica bellezza architettonica, occorre riprendere in mano la questione per rimettere in piedi anche il parco e spostare in altro sito quell’offesa all’estetica realizzata da chi per qualche grazie in più si è messo a pasticciare sul progetto.Rocco Rosa
nella foto a fianco la differenza di vegetazione tra piane autoctone e pineta. Tra l’altro la foto evidenzia l’incongurenza tra il belvedere su Potenza e ..la città nascosta da pini ammalati e non curati