Il provvedimento di dissequestro dell’impianto siderurgico di Potenza, effettuato sulla base delle perizie disposte dalla Procura potentina dice due cose: a) che le emissioni sono entro la soglia prevista dalle normative, b) che le modifiche imposte sul convogliamento dei fumi interni e sulle barriere di contenimento delle polveri e dei residui da combustione sono state installate secondo le prescrizioni. Nulla dice sul terzo aspetto che è ugualmente importante per i cittadini della zona, e cioè il livello di contaminazione delle zone circostanti, sopratutto di quelle sottovento, come sono le contrade Bucaletto , Barrata , cugno del Finocchio, costa della Gaveta, varco d’Izzo, rIofreddo e San Luca branca. Qui c’è una verità che va disvelata e per la quale associazioni ambientaliste si battono anche con pochi mezzi, soldi cacciati in proprio e attivismo dei cittadini, e cioè a che punto è inquinato il terreno circostante. Si perché a nessuno sfugge il fatto che se oggi l’impianto si mantiene sotto le soglie di legge, lo stesso impianto funziona da cinquant’anni e, negli anni in cui le norme erano all’acqua di rose e la vigilanza assente, ha bruciato di tutto, e soprattutto le auto rottamate nel periodo del boom economico che venivano pressate ed impacchettate così com’erano, tra metallo e plastica e tutto quello che c’era a, pneumatici esclusi. Chi è anziano ricorda quei cubi pressati , e quei camion che scaricavano una ferraglia indistinta . Dunque incombe sul Tribunale di Potenza l’obbligo di dirci anche questa verità e cioè qual è il grado di contaminazione del territorio circostante, e se questa contaminazione riguarda, come molti sostengono, il ciclo alimentare che proviene da queste zone, dove ci sono pascoli, allevamenti di galline e di maiali, sorgenti d’acqua, e via dicendo. Ricordiamo che in città come Brescia , dove ci sono stati gli stessi impianti, è vietato calpestare l’erba e le zone da gioco sono tutte state tutte pavimentate . E questo quando 12 mila cittadini a potenza chiedono che a due passi dalla ciminiera si faccia il più grande parco verde.. Vediamo prima come stanno le cose, non vorremmo doverlo cementare nei prossimi anni..R.R. la foto di copertina è di Nicola Albano ( agglomerati industriali di Riofreddo)
SIDERPOTENZA, SI VERIFICHI LA COMPROMISSIONE DEL CICLO ALIMENTARE
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