
TERESA LETTIERI
Quando ci siamo incontrati per parlare dei suoi ultimi progetti lo scorso marzo, ho avuto la sensazione che fosse trascorso un tempo imprecisato, ma abbastanza lungo da mostrarmi l’ormai invincibile personaggio con il quale ama proporsi. In fondo, aprendo la sua pagina Facebook, ci si imbatte in una sequenza che non ti aspetteresti da un ragazzo così giovane, “devi mostrarti invincibile, collezionare trofei, ma quando piangi in silenzio scopri davvero chi sei”. Sono passati appena due anni e la voce leader dei Kaotic Soul ha intrapreso un nuovo percorso come cantante solista. Simone Pannullo è uno dei nostri talenti lucani che, dopo un sodalizio durato cinque anni nella band da lui fondata insieme ad un chitarrista e ormai sciolta, ha scelto di sperimentarsi ancora una volta, e conoscendolo siamo di certo all’inizio di una serie che si preannuncia lunga e intensa.
Non è casuale, infatti, che il suo produttore, Chris Lapolla, sia lucano e che come Simone abbia creduto e sfidato un progetto tanto ambizioso quanto concreto, dove i talenti di questa terra si uniscono per mettersi e mettere alla prova i propri sogni affinché diventino obiettivi. Così come lucano è il gruppo che ha supportato Simone nella realizzazione del suo primo disco e del video dell’inedito di recente uscita. Mentre convinzione e caparbietà saturano le parole di Simone, impegnato nella promozione del suo disco tra le varie emittenti interessate alla divulgazione di “Resto in piedi ” ed in attesa del secondo singolo “l’ultimo treno” fra pochi giorni, si comprende come tra i suoi talenti emerga la consapevolezza di costruire una rete che possa sostenere l’uscita del prodotto musicale, dalla realizzazione di concerti alla partecipazione ad eventi mirati che, sino ad oggi, lo hanno visto esordire, nel 2017 con la sua band, a San Remo Giovani, in piccoli spazi dedicati. Un bagaglio di conoscenze, esperimenti e formazione in cui la precarietà, grazie alla sua determinazione, non riesce a scoraggiare alcuna delle scelte compiute fino ad oggi. “Il talento è un dono e noi non lo ricerchiamo” sottolinea lui che di invincibile ha sicuramente l’anima, a dispetto dei suoi venticinque anni, ancora troppo pochi per sapere “quant’è difficile sorridere” ma sufficienti per il suo “resto in piedi ora e qui”. Ascoltatelo!