SIMONETTI , UNA SCOSSA ALLA POLITICA INDUSTRIALE

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pietro simonetti

 

“In un Paese dove la prevalenza del comandamento biblico sembra si sia rovesciato al punto da leggere, in tanti esempi e situazioni, “odia il  prossimo tuo”  è arrivato il momento di agire, anche dicendo cose sgradevoli ma necessarie.  Non si può ricostruire, se non mettendo avanti le idee concrete e fattibili, se non ripartendo da quello che è nostro e può essere valorizzato, se non tirando le somme di inadempienze, disattenzioni, quando non vere e proprie azioni di illegalità e di uso improprio  di risorse. Per quel che ci riguarda, da tempo stiamo lavorando su un crinale importante,  da molti ignorato, o per disattenzione o per interesse, ed è quello del variegato e poco chiaro sistema del recupero del patrimonio soggetto a fallimento, del recupero pubblico e per finalità di sviluppo. E ,da tempo, sosteniamo che ci sono troppi ostacoli e qualche interesse  di troppo, che non consentono di arrivare al risultato ( dalla varia umanità, curatori, liquidatori, che si è seduta pacifica e ben pagata su un bene pubblico, alle lungaggini della giustizia del processo civile o penale, al sistema delle vendite giudiziarie, a quella prassi consolidata che guarda alla prescrizione del reato come ad una vittoria da tre punti ). Per non parlare dei dirigenti pubblici (alcuni, non tutti) che fanno poco o niente per difendere gli interessi della collettività. In Basilicata occorre attraversare un cinquantennio per tracciare la storia di proprietà pubbliche di terreni, case, strutture lasciate preda di occupanti abusivi, ladri di rame e servizi. Il risultato, verificando le situazioni piu’evidenti,  è che si possono contare almeno cento capannoni non utilizzati,  nelle aree industriali e Paip, con un valore che si avvicina al mezzo miliardo di euro, cioè, per fare un paragone, qualcosa come 4 annualità di royalties del petrolio. I Consorzi industriali  finora hanno completamente e sistematicamente ignorate le norme che prevedono il riutilizzo o il recupero di immobili, terreni, servizi nonostante ci siano anche fondi nazionali ed europei.  I Comuni, le Province e la Regione non utilizzano  pienamente i cespiti a bilancio come fanno i privati. Un esempio: la real estate Pirelli ha nel suo bilancio i valori della ex sede di Potenza della Banca di  Pescopagano nonché quella di Tito. I privati incardinano questi attivi patrimoniali nei bilanci, il pubblico poco o niente. C’è un modo per scuotere i Consorzi industriali di Potenza e Matera sul tema del riutilizzazione del patrimonio esistente e depredato? Vogliono il nuovo amministratore dell’ASi di Potenza, con le sue indubbie competenze, e l’amministratore dell’ASI di Matera prendere in mano una situazione e adoperarsi non solo per uscire dalle pastoie di contenziosi più o meno eterni ma anche per portare idee per una riprogrammazione dell’attività industriale, magari per distretti di settore? Rocco Rosa ha indicato alcune linee nevralgiche per fare attivita’ per l’agricoltura verticale mettendo a regime iniziative possibili e concrete. I fondi ci sono. Il passato si supera attuando leggi, drenando risorse comunitarie: in una parola facendo una  politica industriale e di gestione che progetti e metta insieme gli attori economici regionali e nazionali, a cominciare dall’agro alimentare ormai protagonista dell’export nazionale. Per gli enti locali, regione compresa, è imperativo poi osare ed  andare oltre la gestione  delle stanze, della manutenzione e sicurezza, definire un grande piano di valorizzazione delle proprieta’, non solo per fini di bilancio, ma per lo sviluppo ed il lavoro che, ricordiamo, non cadono dal cielo ma si creano. 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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